Recensione – In nome della Madre, della Figlia e… della Spirita Santa

Paola Zaretti

In nome della Madre, della Figlia e… della Spirita Santa

Con-fine edizioni, Monghidoro (BO) 2013, pp. 152, € 10,00

Per entrare dentro la modalità di scrittura e lo spirito di ricerca che anima questo testo è necessario avere qualche informazione riguardo alla sua autrice. Paola Zaretti è psicanalista e consulente filosofica fondatrice del centro di filosofia e psicanalisi di genere antiviolenza Oikos-Bios, con sede a Padova.

Paola si forma all’interno del Centro di Studi di Clinica Psicanalitica ma, dopo anni di collaborazione e numerosi lavori pubblicati al suo interno, decide di uscire dall’istituzione psicanalitica per “dissenso sul genere di formazione impartita e sui suoi esiti poco edificanti”. Questo avviene nell’autunno del 1988, dodici anni dopo l’espulsione di Irigaray dall’associazione psicoanalitica francese per “mancata fedeltà a un discorso unico”. Nonostante la diversa modalità di allontanamento dall’istituzione psicanalitica le due donne sono accomunate da un’impossibilità di stare all’interno dell’istituzione. Quella di Paola Zaretti però è una scelta, dettata da un’avvertita e sofferta limitazione della propria libertà di espressione alla quale si accompagna la capacità e possibilità di incidere sul reale, ovvero di produrre un cambiamento politico.

“Il periodo che intercorre tra il 1988 e 2001 è tempo di riflessione critica sull’etica delle Istituzioni psicanalitiche, sulla violenza insita in talune loro modalità di funzionamento, sulle pratiche di dominio maschile esercitate al loro interno, sui rischi di dipendenze insolubili da esse attivate, sulle patologie indotte da parte di coloro che si assumono compiti di “cura”. L’esito di queste riflessioni è una scelta di allontanamento e di presa di distanza da qualsiasi “comunità” psicanalitica tradizionalmente impostata” (http://paolazaretti.com/).

Grazie ai testi pubblicati da Irigaray si apre ufficialmente quel campo del sapere in cui si addentra Paola Zaretti e che si radica sulla commistione di psicanalisi e femminismo. Questo è, infatti, il sottotitolo del libro a ricordarci che la psicanalisi senza le donne non sarebbe mai esistita e che il femminismo senza la psicanalisi non potrebbe parlare di “autocoscienza” e di “inconscio”.

Ecco che, quindi, i temi trattati durante le numerose iniziative, tra convegni, presentazioni di libri e pubblicazioni di atti di seminari, che vedono Paola Zaretti impegnata in un lavoro intenso che dura dal 2006, anno di fondazione di Oikos, a oggi, sono incentrati su temi cari anche al femminismo italiano: Scenari dell’Orrore, Infanticidio, Schizofrenie, Essere padri cos’è? Il “continente nero” del mondo maschile, Lui/Lei, sono solo alcuni dei temi dello spettacolo itinerante scritto e proposto da Paola Zaretti e intitolato Donne in Strada, a scuola di non violenza, attraverso il quale trasmette il suo messaggio a un pubblico non specialistico, perché è lì che trova incisività, nelle nostre vite quotidiane.

Ne consegue anche il forte desiderio di collaborare alle attività proposte dalle associazioni femministe padovane e non solo. Sarà proprio in questo tentativo che Paola riscontra una forte resistenza (la resistenza dell’inconscio?) proprio da parte di quelle associazioni femministe che s’impegnano sugli stessi temi, una resistenza che incrocia un vuoto dal sapore di rimosso, proprio sull’importanza e l’incisione della psicanalisi nel femminismo.

Questi due ambiti del sapere sembrano essere stati divisi a forza sebbene non ne sia di fatto conseguita una divaricazione totale, bensì una costante commistione a forza taciuta, mai discussa ed elaborata, che ha portato, secondo l’autrice, proprio alla situazione in cui il femminismo italiano verte oggi, ovvero, una paralisi totale.

Questo libro riporta alla luce una “verità di fatto” mai elaborata da cui non si può prescindere se l’intento è quello di restituire al femminismo italiano la sua componente “originaria” e “radicale”. È difficile se non impossibile realizzare un riassunto del libro poiché la sua strutturazione interna non è conforme alla modalità di pensiero comunemente applicata, ovvero quell’impianto deterministico dove causa ed effetto sono i perni su cui il pensiero si struttura. Il lavoro si basa su delle intuizioni che tutto il materiale (vastissimo) preso in esame dall’autrice ha dimostrato essenziali per capire il processo che dall’“autocoscienza” ha portato ai “gruppi analisi” e alla “pratica del fare”. Ne consegue che i dettagli, proprio i dettagli (o Freud forse li chiamerebbe indizi), risultano essere fondamentali per cogliere il senso di questo processo.

Il fulcro del testo verte sull’analisi di un processo sociale sulla falsariga di uno individuale che parte dalla consapevolezza che l’operazione compiuta dal femminismo italiano, ovvero la teorizzazione di un Ordine simbolico della Madre, corrisponde alla teorizzazione di un sistema a partire da un sintomo, quello dell’isterica! Paola Zaretti non è la prima a sostenere questa posizione, a lei si affiancano gli scritti, di qualche decennio antecedenti, di Angela Putino, Carla Lonzi e Daniela Pellegrini, figure di donne estromesse se non proprio “fatte fuori” dal femminismo italiano. Questo libro contiene quindi anche l’invito a recuperare questi testi e attraverso di essi queste donne importanti per ridare loro finalmente “ciò che gli spetta”.

La soluzione sta forse proprio nel non riassumerlo ma nel consigliarne una lettura attenta e pronta all’occasione anche a ritornare su se stessa. Si tratta, infatti, di un libro ma, soprattutto, di una proposta di lavoro a tutte coloro che vorranno addentrarsi nell’analisi della storia dei femminismi italiani non per pura curiosità, come ci ricorda l’autrice tramite un ritornello che intercala i temi da lei trattati – “Guardarsi indietro, dicono, per curiosità. Ma potevo avere, curiosità a parte, altri motivi” (Wislawa Szymborska, tratto da In Nome della Madre, della Figlia e della Spirita Santa) –  ma per ridare al femminismo quella componente radicale senza la quale non può dichiararsi tale.

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