Scelti per voi ragazz*

Lodovica Cima

Il Club Antilettura

Con illustrazioni di Ilaria Urbinati

Oscar Mondadori, Milano 2016, pp. 65, 9,00

Età di lettura: a partire dagli 8 anni

Ho sempre pensato che il mondo, in particolare quello dei più giovani, si dividesse in 2 categorie per quel che riguarda la lettura. C’è chi la ama e chi la odia. Più volte mi è capitato di vedere bambini e ragazzi intenti a leggere un libro da cui non riescono a staccarsi e che approfittano di qualsiasi momento per poter proseguire di qualche pagina o anche solo di qualche riga. Ma sempre più spesso, purtroppo, mi capita anche di trovare bambini per cui la lettura rappresenta quasi una punizione e per i quali anche solo provare a leggere un libro è davvero un’impresa.

È proprio di questa seconda categoria che fa parte il protagonista del libro Il Club Antilettura. Per Leo, bambino delle elementari molto deciso e determinato, leggere è una cosa talmente lenta e noiosa che ha deciso di fondare un Club Antilettura di cui si è autoproclamato capo.

Con lui, i suoi amici, antilettori convinti, Vic, Matti e Ste.

La regola numero 1 del Club ovviamente è “Vietato leggere libri” e ad essa seguono: “evitare le biblioteche”, “usare i libri come fermaporte”, ma soprattutto “leggere è da pappemolli”.

A Leo non piace per nulla leggere, però gli piace molto Carlotta, una sua compagna di classe, e lei però legge sempre… legge, legge, legge… e tutto quello che fa lei sembra davvero bello! Leo si sente diviso in due: lui è un antilettore convinto, ma è molto incuriosito da Carlotta che invece è una superlettrice.

Intanto il Club continua con le sue riunioni e certo non può dirsi tale se non si pone delle missioni da compiere. E la missione che Leo e i suoi amici decidono di portare a termine è quella di rubare tutti i libri della biblioteca della scuola, anche quelli che i compagni hanno preso in prestito e tengono nelle loro cartelle. E tra questi c’è anche il libro che Carlotta legge tutti i giorni a scuola.

Leo è molto dispiaciuto di averglielo rubato, dopotutto quel libro a lei piace davvero tanto, ma chissà che cosa avrà mai di di così interessante che la compagna non riesce mai a staccarsene?

Intento a scoprirlo, Leo lo apre con il piede… legge la prima pagina… la gira… ne gira un’altra, poi un’altra e un’altra ancora… Che si sia davvero messo a leggere??

Ebbene sì ed è così che anche lui scopre che quando si trova il libro giusto, o meglio la storia giusta, leggere è una delle cose più belle del mondo. Scopre che leggere è un piacere e che si perde qualcosa di bello quando non lo si fa.

Leggere ci fa ridere, piangere, vivere avventure, amori, amicizie, ci fa andare in posti lontani, in luoghi fantastici, nel passato e nel futuro, ci fa incontrare personaggi strani ed interessanti, ma soprattuto ci permette di allenare la fantasia, e questo non vale solo per i piccoli ovviamente.

Molto spesso si sente dire che in Italia si legge poco e questo è vero soprattuto per gli adulti; bambini e ragazzi, infatti, leggono di più rispetto a noi grandi. Ma ciò non ci esime da essere per loro un esempio, anche perchè i più piccoli leggono spesso per abitudine ed imitazione. Vivere in una casa piena di libri, circondati da adulti che leggono molto sicuramente influirà positivamente sul tempo che essi dedicano alla lettura. E anche a scuola è importante che i libri circolino e che i bambini possano entrare in contatto con essi e leggerli.

Il Club Antilettura è un libricino davvero molto agevole e simpatico che certamente invoglierà alla lettura molti bambini e di questo non c’è da stupirsi dal momento che l’autrice, Lodovica Cima, ha al suo attivo più di 200 libri per bambini e ragazzi. Il testo inoltre è accompagnato dalle bellissime illustrazioni di Ilaria Urbinati, illustratrice di albi e fumetti, per bambini che incuriosiranno sicuramente i giovani lettori.

Come concludere allora se non proprio con le parole di una di loro, una bimba di 9 anni, Giorgia, che sarà sicuramente da esempio per altri bimbi della sua età, che dopo aver letto il libro ha scritto: “È la storia di un gruppo di amici che decide di rubare i libri dalla biblioteca della scuola e nasconderli… ma… il capo comincia a leggerne uno e scopre così tante cose nuove e divertenti.

Il libro spiega ai bambini a cui non piace leggere che basta iniziare; scoprendo così che può essere divertente e, soprattutto, che si possono immaginare tante cose e scoprirne altre.

Il mio consiglio… Leggetelo!

Gianluca Alzati

Welcome to Insomnia

Teka Edizioni, Lecco 2016, pp. 168, 12,00

Età di lettura: dagli 11 anni

Qualche tempo fa vi ho suggerito di non fermarvi mai all’apparenza e di non giudicare mai un libro dalla copertina… Beh! In questo caso fatelo!

Geniale la copertina, geniale il libro e, consentitemi di dire, geniale l’autore.

La copertina sembra la locandina di un film horror famoso, il libro è Welcome to Insomnia, e l’autore è Gianluca Alzati, insegnante di Lettere nella Scuola Secondaria di primo grado, musicista e cantautore.

Già con il libro Piccola staffetta, lo scorso anno, aveva dimostrato di essere in grado di parlare ai ragazzi di temi importanti come quello della resistenza con uno stile accattivante e curioso. Quest’anno con Welcome to Insomnia non si smentisce, anzi. Il libro si presenta quasi unico nel suo genere: un racconto di paura, un horror misto a un romanzo di formazione che riesce senza mai essere forzato e senza risultare pesante a trattare tematiche educative e sociali pregnanti.

La vicenda, infatti, si snoda portando alla luce problematiche e riflessioni su bullismo, cyberbullismo, legalità, questioni di genere, famiglie arcobaleno, dispersione scolastica, classi difficili e pericoli di internet.

La storia è davvero sorprendente: accadimenti in tempi diversi, personaggi e storie personali si intrecciano, costantemente avvolte da un alone di mistero che solo alla fine viene svelato e fa comprendere al lettore gli avvenimenti e le loro cause.

Il tutto a partire da una situazione che potremmo definire “più che normale”: una classe di terza media “vivace” in cui arriva il nuovo supplente di letteratura.

Ma il prof. Marcus Stranaluna è tutt’altro che normale; anzi, è parecchio strano, a tratti inquietante, amante della musica hard rock, con un aspetto fuori dal comune e un abbigliamento altrettanto eccentrico. Eppure con tutte queste sue particolarità riesce fin da subito a catturare l’attenzione e l’entusiasmo degli alunni.

In particolare di quattro di loro, che sono i protagonisti attorno ai quali si snoda la vicenda, tutti molto diversi tra loro con una sola cosa in comune: essere dei veri outsider.

Emma, due bellissimi occhi verdi e dei lunghi riccioli rossi. Amata moltissimo dalle sue due mamme, non ha mai conosciuto suo padre e di lui non sa nulla. Un mistero a cui si aggiunge lo strano fatto che fin da piccola è perseguitata da incomprensibili incubi.

Mara, una giovane ribelle un po’ dark, figlia di un papà single alle prese con problemi di lavoro che cerca di mantenere lei e il fratellino. È un’amante dei fantasmi e delle chat, soprattutto di quella che intrattiene con uno strano tipo di nome Ghost.

Giovanni è il classico paffutello vittima prediletta dei bulli della scuola, intimidito, insicuro e terrorizzato anche solo dall’idea di andare in bagno.

E poi c’è Amin un ragazzino immigrato di quelli che certa gente definirebbe “difficile” e strafottente che vive in una comunità per minori e cerca di rigare dritto anche se con molta fatica.

Con l’arrivo del nuovo supplente e delle sue lezioni del tutto fuori dal comune, i ragazzi cominciano a interrogarsi su che cosa sia la paura, su quali siano le loro paure e su come superarle, creando legami forti, aiutandosi l’un l’altro e imparando ad affrontare e a conoscere sé stessi e gli altri.

Certo è che la gita che il professor Stranaluna ha in programma per loro con destinazione Insomnia, famosa città fantasma, parco giochi ormai in abbandonato e decandente, rischierà di metterli in serio pericolo.

Non sarà che i fantasmi esistono davvero?

E allora “se quando chiuderai il libro e lo appoggerai sul comodino… ti sembrerà di sentire qualcuno sotto il letto che sta per allungare un artiglio, quando vedrai un’ombra passare fugace davanti allo specchio… non urlare la tua paura nel cuore della notte, e soprattutto, non dire che non ti avevo avvertito: Welcome to Insomnia, stiamo aspettando te!”.