Una badante in famiglia. Guida pratica per una buona convivenza

Giovanna Perucci

Una badante in famiglia. Guida pratica per una buona convivenza

Edizioni Centro Studi Erickson, Trento 2015, pp. 266, € 16,50

La presenza delle assistenti familiari -le cosiddette badanti- nelle famiglie italiane, il tema della cura degli e delle anziani-e, le problematiche legate alla co-residenza tra persone che spesso provengono da differenti universi culturali sono temi ormai da qualche decennio all’attenzione non solo dei mass media, ma anche di storici e storiche e di coloro che si occupano di ricerca sociale. Ne sono testimoni numerosi testi pubblicati in questi anni, alcuni dei quali recensiti su queste pagine.

Il testo di Giovanna Perucci tuttavia si distingue nettamente dagli altri a causa di un marcato intento pedagogico: quello di accompagnare e supportare coloro che si trovano nella condizione di ricorrere a un-a assistente familiare perché si prenda carico di una persona anziana di famiglia non più, del tutto o in parte, in grado di vivere autonomamente. Dove si rivela dunque l’intento pedagogico? Nel fatto che l’autrice sceglie di posizionarsi, sceglie un punto di vista, una prospettiva non neutra dalla quale affrontare le tematiche -molte- legate alla convivenza tra anziani e assistenti familiari. Il punto di vista infatti è quello del familiare dell’anziano che, pur se insieme ad altri familiari, diventa punto di riferimento principale in una triangolazione che nella quale gli altri due poli sono l’assistente familiare e l’anziano-a. Il punto di vista, da cui esplorare le diverse tappe di un percorso mai facile, è dunque quello dal care-giver principale con cui l’autrice entra in empatia, tanto da scegliere, nella trattazione dei diversi temi, la prima persona plurale, quel “noi” che rende esplicita una vicinanza non di maniera, né didattica, per condividere non solo le difficoltà materiali, ma soprattutto ansie, paure e sentimenti di inadeguatezza. Sentimenti tutti che attraversano coloro che assistono l’inesorabile procedere degli anni e il decadimento fisico dei propri cari.

Eppure non si tratta di un testo “di parte”. Le difficoltà che, contemporaneamente e in parallelo, incontrano coloro che nelle case italiane svolgono la professione di assistenti familiari sono costantemente presenti e occupano nella trattazione uno spazio consistente, graficamente reso riportando in prima persona le testimonianze delle loro esperienze e dei loro vissuti in box, presenti in ogni capitolo.

Il testo è costruito come una sorta di manuale: si apre al manifestarsi di quello che viene chiamato “evento critico” che rende dolorosamente evidente che la persona anziana ha bisogno di un’assistenza costante e si chiude quando la sua vita finisce. Tra questi due estremi si dispiegano i passaggi di cui occorre che il care-giver sia informato, per affrontarli senza sentirsi solo e disarmato, ma con la consapevolezza che altri e altre hanno attraversato le stesse difficoltà. Consigli e suggerimenti sono illustrati e riepilogati con precisione e rigore, ma senza pedanteria: come scegliere l’assistente familiare più adeguata alle difficoltà della persona da assistere, come assumerla seguendo le norme contrattuali, come seguire la convivenza tra anziano-a e assistente senza invadenze eppure con partecipazione, come costruire una relazione diretta con l’assistente familiare, (relazione delicata e complessa perché sono mescolati in modo inestricabile aspetti privati e intimi in quello che tuttavia resta un rapporto di lavoro), quali strategie di mediazione mettere in atto, se occorressero, tra l’anziano-a e l’assistente.

Il tutto sempre tenendo presente che gli attori in scena sono tre e che il benessere di tutti (o almeno la sopportabilità della fatica) dipende dalle capacità che si possono creare di fare pensiero intorno a esigenze, bisogni e sentimenti di tutti coloro che sono coinvolti.

Per questo il testo svolge anche una funzione di gruppo di mutuo-aiuto, e l’autrice, che è psicologa e formatrice, ne è perfettamente consapevole.

Molti gli esempi e le testimonianze, raccolte personalmente dall’autrice stessa durante il suo lavoro, ricca e variegata la bibliografia, apparentemente semplice, ma attentissimo il linguaggio.

Claudia Alemani