Jovanotti – Oh, Vita!

Universal 2017, € 22,50

A quanto dice Jovanotti, in Oh, vita!, ultimo disco del rapper romano, si sente come un macigno la mano di Rick Rubin. E non potrebbe essere altrimenti. Trattasi, infatti, di uno dei produttori più importanti nella scena musicale mondiale. Nessun genere escluso: si parte dai Rolling Stones e si arriva ai Metallica, passando da Shakira e da Jay-Z. Rock, metal, pop e rap, per fare solo pochi esempi. Sembra che la dote principale del produttore americano sia la sintesi. Questo fattore è sicuramente interessante se si considera il carattere eclettico di Jovanotti, capace di riempire canzoni ed album di svariati e differenti stimoli musicali e verbali. Rubin, dal canto suo, ha portato un suono più pulito ed essenziale: “Per me Oh, vita! è un disco nuovo e diverso soprattutto perché è scarno. Ma lo sento mio, non ci sto a disagio perché è diverso. Credo che Rubin abbia rimesso la musica al centro del mio tavolo”. Il rapper ammette quanto questo sia un disco sbilanciato sulla parte acustica (due esempi sono Paura di niente e Affermativo). La collaborazione ha portato i suoi frutti anche su pezzi meno acustici (Fame) o più minimali (Quello che intendevi). “Rubin ragiona come me, perché non è un musicista”, dice Lorenzo. “Ci assomigliamo perché io, come lui, sono ossessionato dalla musica. Penso solo a quello, sono un fissato, per me esiste solo il prossimo album. Ma siamo pure diversi perché lui è un minimalista mentre io invece sono un massimalista”.

Il primo pezzo Oh, vita!, semplice e corposo, con basso e batteria in risalto, è puro rap old-school.

In Sbagliato le chitarre acustiche prendono il sopravvento. Chiaro di luna è la canzone romantica di questo disco, secondo quanto dichiarato dall’artista: è una classica canzone d’amore alla Jovanotti accompagnata ancora dalla eleganza della chitarra acustica.

In Viva la Libertà troviamo ancora il Jova in versione ‘unplugged’, ma con un carattere più folk. Ragazzini per strada e Paura di niente, insiemi di voce e chitarra, ricordano i giorni passati dell’infanzia. Quello che intendevi racconta, viste da fuori, storie di vita da strada, con lievi tinte di blues e l’intimo duetto tra chitarra e pianoforte. Anche in Affermativo poche chitarre acustiche fanno da sfondo per le storie di chi vede il nostro mondo occidentale dopo la guerra.

Le canzoni è un brano potente ed elettrico. L’anima di Navigare è quella di una canzone di musica leggera classica della tradizione italiana, accompagnata da tastiere ed effetti da studio. Amoremio rappresenta i due caratteri contrastanti dell’autore, da una parte acustica e dall’altra elettronica: il duetto con il piano è alterato da una voce filtrata sinteticamente.

In Italia rappresenta, in un misto di rap e funk, la visione che Jovanotti ha del proprio contesto sociale e culturale: “I miei due riferimenti per le canzoni sull’Italia sono sempre stati agli antipodi, sono L’italiano di Toto Cutugno e Viva l’Italia di Francesco De Gregori. Ecco, io mi sono collocato in mezzo a questi due emisferi. Questa è la mia canzone sull’Italia ed è un afro beat! Mi piaceva l’idea di un titolo così che contrasta con un suono afro”.

Sbam è un reggae trascinante e contagioso. Fame, è un brano di 8 minuti, quasi in antitesi con la dote portata da Rubin: rap old-school (come in Oh, Vita!), assieme a rock, funk e world music, la rendono la canzone più varia dell’intero album. In Paura di Niente, la chitarra accompagna una ballata ruvida e sincera, pura e spontanea.

Author