Robotica educativa e intelligenza artificiale

La sfida dell’educazione oggi e’ l’apprendimento attivo, collaborativo e focalizzato sullo sviluppo di competenze per la vita. La robotica educativa e l’intelligenza artificiale privilegiano questo approccio attraverso l’esperienza diretta e il coinvolgimento di bambini/e e ragazzi/e.

Le attivita’ educative e didattiche lega- te alle discipline STEAM stimolano la curiosita’, il problem solving e il pensiero divergente, in un clima ludico e armonioso che, facendo leva sull’inclusi- vita’ , punta a favorire l’aiuto reciproco e il lavoro di gruppo.

In questa rubrica racconteremo le esperienze di diverse realta’ nazionali ed internazionali ed in particolare di Stripes Digitus Lab (Centro internazionale di ricerca e innovazione sulla robotica educativa e le tecnologie digitali).

A cura di Igor Guida

I-theatre: un laboratorio creativo
e polisensoriale per l’educazione
ai nuovi linguaggi e alla multimedialità

Federico Albiero*

A partire dall’inizio del nuovo millennio, il prorompente ingresso delle tecnologie digitali nelle nostre vite ha senza dubbio rivoluzionato il nostro modo di stare, agire nel mondo, vivere le relazioni interpersonali. Ha persino modificato i modi stessi dell’apprendere e, se e? vero (come attestato da recenti ricerche) che un bambino oggi impara ad usare un tablet ancor prima di prendere in mano una penna…ne vedremo delle belle. D’altro canto, e ancor piu? lo possiamo riscontrare oggi in questa situazione di pandemia globale che ci ha costretti – dalle Hawaii a Singapore, da Milano a New York – a convivere con un innaturale distanziamento nelle relazioni umane, comprendiamo quanto sia essenziale il contatto, la presenza viva e vitale di un gesto, di uno sguardo, la sensorialità.

Nuovi strumenti e nuovi linguaggi, dunque, nuove intelligenze e nuovi modi dell’apprendere sono alcune delle vaste praterie di opportunita’ aperte nell’educare nel mondo attuale – che i bambini già ben sanno esplorare nel loro essere naturalmente pionieri del possibile; d’altra parte, si necessita fortemente di non perdere e rivitalizzare i saperi legati alla destrezza, alle abilita? manuali, a quell’artigianato creativo dove corpo e mente si fondono in sinergia (ove le condizioni esterne lo consentano!). Educare all’essere e ad esserci, a saper stare in relazione, prima di tutto, come condizione essenziale per

lo sviluppo di qualsiasi conoscenza.In un mondo in cui ragionare sul significato dell’educare pone di fronte a grandi sfide, quelle rappresentate dalla complessità dalla diversità , in cui sempre più è necessario personalizzare l’apprendimento e lavorare sull’inclusione di tutte le differenze, per ri partire sempre dall’ascolto dei bisogni unici di ciascun allievo, la didattica stessa si sta trasformando lasciando – seppure con fatica – la vecchia impostazione trasmis- siva verso nuove forme di insegnamento più attive ed esperienziali. In questa non facile transizione, che incontra molte resistenze ma nella quale svariate esperienze e le stesse “Indicazioni nazionali”2 sono un riferimento pregnante, le tecnologie a servizio di insegnanti e educatori devono essere all’altezza delle sfide. Ecco perchè qualche anno fa è nato lo strumento-laboratorio i-Theatre. Nella forma e nella sostanza, i-Theatre unisce il mondo (e le opportunità provviste dal- la tecnologia digitale) con quello laboratoriale dei materiali, della sensoriali- ta?, della socialità in presenza che si crea nell’incontro e nella relazione. Permette quindi di sfruttare in modo creativo i media digitali e relativi linguaggi: innestandosi e potenziando in continuità le attività mirate a tutti i traguardi per lo sviluppo delle competenze, fornendo un valido supporto per l’inclusione e le fragilità educative, contribuendo all’urgenza di promuovere una media education a partire dall’infanzia.

Com’è possibile? Attraverso un ambiente di apprendimento ben progettato anche negli aspetti estetici e sensoriali, in cui oggetti e materiali sono studiati per integrarsi in continuità con gli spazi della scuola dell’infanzia (in particolare, quello del gioco simbolico) e della primaria. Attraverso un laboratorio “vuoto”, che non fornisce contenuti precostituiti ma permette ai

bambini di sperimentare il linguaggio audiovisivo/multimediale attraverso un “vocabolario” ricco e articolato nel- le opportunità creative. Attraverso una modalità d’uso estremamente semplice, giocosa e collaborativa che si basa non solo sul meglio dei dispositivi“touch” in commercio (lo
schermo di i-Theatre e? infatti un “multi-touch”)ma anche sull’utilizzo di oggetti “interattivi”(come carte “funzione”,oggetti “contenitori, …).Attraverso un metodo di lavoro basato su un ciclo di azione narrativa, che permette ai bambini di progettare, rappresentare e registrare filmati-storie basate sui propri vissuti e rappresentazioni simboli- che: in un’esperienza collaborativa che integra in continuità gli aspetti sensoriali e l’utilizzo del digitale (non realizzabile attraverso altri strumenti ICT). Ispirato al carretto dei cantastorie di strada, i-Theatre si presenta infatti come un particolarissimo tavolo da gioco “fisico-digitale”, componibile e trasportabile, attraverso cui i bambini possono, partendo dai loro disegni

e contribuendo in modo attivo e partecipato ad ogni fase, realizzare un video-racconto…sempre accompagnati dalla fondamentale mediazione dell’insegnante.

Come si fa? Anzitutto i bambini, prima ancora di utilizzare lo strumento, possono giocare a inventare una storia…elabo- rando alcuni personaggi, degli sfondi, degli spunti

creativi (anche scrivendo un copione/ sceneggiatura per i bambini piu? gran- di). Poi, possono disegnare su carta le proprie invenzioni ed importarle nel formato digitale attraverso un cassetto-scanner sullo strumento. Ed ecco che si ritrovano a poter muovere, spostare, animare i propri personaggi, muovendoli con le mani sullo schermo digitale. Insomma, attraverso i fili invisibili mossi con le dita sullo schermo, con i-Theatre i bambini diventano moderni burattinai digitali! Questo primo passaggio rappresenta per i piu? piccoli gia? un’esperienza molto intensa: posso vedere il

mio personaggio, anche proiettato in grande per condividerlo con gli altri, e posso muoverlo come voglio! Di piu?, posso interagire con altri personaggi, mossi da me stesso o da altri bambini. Posso dare una voce al mio personaggio, dialogare con gli altri e raccontare una storia. Posso aggiungere alla narrazione qualsiasi suono, o musica…Dove portera? il filo del racconto? La storia puo? essere infatti gia? strutturata, ma anche non inventata a priori e l’insegnante puo? seguire lo sviluppo narrativo che emerge attraverso il gioco.

Basterebbe questa parte di esperienza per promuovere uno spettro cosi? ampio di competenze, dallo sviluppo socio-relazionale, a quello cognitivo ed emotivo… ma c’e? di piu?. I bambini non solo possono giocare insieme, sperimentare, esplorare: la sequenza narrativa, una microstoria o una storia piu? articolata e complessa puo? essere registrata, diventando un filmato che

i bambini possono rivedere quando vogliono, rielaborare, esportare e con- dividere con i pari e con le famiglie… ed ecco quindi innestarsi una seconda parte di attivita?, altrettanto fondamentale in ogni esperienza completa, per l’apprendimento; dopo la sperimentazione, l’essenziale fase di riflessione su quanto fatto (es., per lo sviluppo del pensiero sequenziale, assai importante nella “frammentazione” di rapporti e messaggi nel contesto odierno). Se ag-

giungiamo che il ciclo tra sperimentazione e riflessione e? fluido e continuo, ben si comprende come l’esperienza che questo strumento permette di sostenere ha risvolti educativi ampi, rilevanti e trasversali (come attesta- to da progetti, pratiche e ricerche di rilievo4). Perche? utilizzare i-The-

atre nelle progettualita? didattiche nella scuola dell’infanzia ed elementari? Per potenziare i presupposti dell’educare, dell’inclusione e della media education, assieme all’avvicinamento a saperi e conoscenze (ricordando sempre che il motore di ogni apprendimento e? motivazione, e? desiderio, e? «saper stare e collaborare insieme»). Alcuni traguardi specifici a cui l’attivita? contribuisce significativamente:

• partecipazione/inclusione di chi e? piu? in difficolta?

  • coordinazione dell’azione in piccolo gruppo
  • suddivisione in ruoli
  • ascolto attivo ed empatia
  • interdipendenza positiva
  • rispetto dei turni e azione al momentoopportuno
  • pensiero metaforico e laterale (creati-vita?, immaginazione5)
  • progettualita? e problem solving
  • espressivita?/linguaggio/intelligenzaemotiva
  • pensiero sequenziale
  • metacognizione, capacita? di rifles-sione, pensiero critico (sul racconto/

    sull’esperienza)
    In conclusione, se educare nel nuovo millennio e? anzitutto fornire ai bambini strumenti e opportunita? creative (non il “cosa” ma il “come”) – affiancando nuovi strumenti e linguaggi a quelli “tradizionali” – attraverso i quali possano svolgere esperienze di apprendimento significative; se e? necessario riportare l’enfasi su quello che costitutivamente e? la vocazione dell’insegnamento nell’educare alla relazione, alla convivenza fertile e civile in uno spazio, alla ricerca condi- visa di risposte di senso (cosa che oggi si richiama anche, a seconda dei conte- sti, come: promozione delle “life-skills”, delle “soft-skills”, delle “competenze del 21° secolo”): il modello della narrazione digitale in piccoli gruppi cooperativi con lo strumento i-Theatre si pone come mezzo ad elevata e comprovata efficacia, adattabile ai piu? svariati contesti applicativi, ricco di opportunita? e risorse per innovare la didattica – in risposta alle importanti sfide del contesto odierno.

    *Responsabile Edutech Scuola

    5 Una tra le possibili definizioni recita: “l’immaginazione e? il mezzo per visualizzare, per rendere visibile cio? che la fantasia, l’invenzione e la creativita?, pensano” (Munari B., Fantasia. Ed. Laterza, 1977, p. 22).

1 Morin E., La testa ben fatta, Raffaello Cortina Editore, 2000
2 Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, 2012 e Indicazioni e nuovi scenari, 2020

3 Adottato in numerose scuole dell’infanzia e primarie in Italia e all’estero, i-Theatre e? recensito sulle principali riviste di cultura per l’infanzia (Andersen e Bambini) e su testi di pedagogia. Per informazioni piu? approfondite si veda: https://www.i-theatre.org/it/.

 

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