La forma dell’acqua

di Guillermo del Toro

La forma dell’acqua

USA 2017

Produzione: Fox Searchlight Pictures

Distribuzione: 20th Century Fox

Durata: 123

A CHI: Agli adolescenti e agli adulti che vogliono vedere il lato sommerso della realtà.

PERCHE’: Per godersi la potenza trascinatrice delle ibridazioni.

IL FILM: Nel sottoscala di un qualsia- si mondo abitato percepiamo un clima torbido e oscuro, dove il flusso dell’acqua è costipato dentro al perimetro di container, di acquedotti, di capsule vetrate, di vasche da bagno. In un minuscolo appartamento vive un’ossuta signorina muta che ogni santo giorno ripete lo stesso rito: nell’acqua della vasca pratica un rapido autoerotismo e nell’acqua bollente della pentola cuoce delle uova che si porta appresso a lavoro. In uno strano laboratorio dove la signorina fa le pulizie, viene introdotto un essere ibrido, dal corpo in parte umano e in parte anfibio, un essere tanto muto quanto sensibile, trattenuto da pesanti catene a causa di chi vuole farlo diventare carne da esperimento. La signorina e il mostro combaciano sentimentalmente dentro all’ambiente acquatico in cui la parola fa spazio al rumore dei sogni. Lo sguardo dei due risucchia, attraverso la parete trasparente che li separa, il flusso dei desideri dell’altro; l’occhio della cinepresa naviga intorno allo spessore di corpi che minacciano i canoni

di bellezza, esplora e rende seducente la superficie di corpi faticosi da guardare, difficili da apprezzare. I due diversi, i due esclusi si trovano, si riconoscono. E si innamorano. Sulla strada della felicità, però, si frappone l’ignoranza, la grettezza, la prepotenza che fanno massa opaca per oscurare la forza disturbante di coloro che vanno oltre i confini del normale. Arriva un film che respira il fiato grottesco di “Delicatessen”, esprime la vena poetica de “Il favoloso mondo di Amelie”, cavalca l’onda profonda di “Figli di un Dio minore” e realizza un documento che, con slancio iconico, festeggia il potere di chi va oltre i confini accettati e consentiti dalla cultura benestante. I due innamorati sono protagonisti di una favola che assume i contorni stilistici di un reality in cui gli incontri tra lei e lui, i due esclusi sociali e culturali, vengono ripresi con la cura spasmodica con cui si spia dal vivo il bacio tra due innamorati. Il tripudio del diverso, la bellezza dell’oltre, la magia del contrario nuotano nelle profondità dell’acqua di cui la cinepresa riprende le densità, le trasparenze colorate, le molteplici forme. Da vedere per nuotare nel sottofondo di una realtà incantata che non va sotterrata.

 

 

 

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