Resistance Is Futile

Manic Street Preachers

Resistance Is Futile

Columbia 2018,

€ 18,90

Quando si parla dei Manic Street Preachers in molti non conoscono o non ricordano alcuna loro canzone. Questo perché, nonostante i loro 30 ed oltre anni di attività, nono- stante i milioni di dischi venduti, nonostante abbiano confezionato, ad oggi, 13 album, i tre di Blackwood (Galles) hanno conservato lo stesso carattere underground, proprio di una band lontana dalle luci dei riflettori mediatici e dalle hit-parade. Da sempre politicamente schierati (o schierati contro la politica) e decisi nel comunicare la loro filosofia controcorrente: “La mia prima lezione sul mondo del business della musica è stata: fai arrabbiare tutti, vestiti come tua madre ed impara come giocare sul lavoro” è la conferma del leader e can- tante James Dean Bradfiel. La visione del complesso è sempre stata romanticamente nostalgica verso il passato e rigidamente polemica verso il presente ed il futuro (parla da sé il lungo titolo del loro brano più famoso, If You Tolerate This Your Children Will Be Next).

Quattro anni dopo Futurology (2014), quando la loro carriera sembrava essere giunta al termine, la band gallese ha invece tracciato la successiva tappa del proprio cammino pubblicando Resi- stance Is Futile.

“Questo è sia l’inizio di una nuova era sia la fine”, dice il chitarrista Nicky Wire. “In termini di rilevanza, il fatto che vendiamo ancora dischi è un problema per noi. Non è così piacevole, a meno che tu non provi ancora una certa vitalità ed importanza. Non siamo una di quelle band che dice ‘Beh se ci piace, allora è abbastanza’, non siamo mai sta- ti così. Vogliamo ancora che alla gente piaccia”.

Si tratta di un album “ossessivamente melodico” (come lo definisce lo stesso Bradfiel) che assume tutte le caratteristiche stilistiche del gruppo: un mix di alternative rock e pop orchestrale ac- compagna testi di protesta e di critica socio-politica. Per come la vede lo stesso complesso, “i temi principali sono la memoria, la perdita e anche la storia che viene dimenticata, la realtà confusa che ci circonda e l’arte, come posto dove nascondersi e trarre ispirazione”. I Manic Street Preachers continuano a dare continuità alle loro atmosfere cupe e malinconiche da una parte, ma energiche e serpeggianti dall’altra. Spesso accompagnato da archi, il loro punk-rock spigoloso si ammorbidisce fino quasi a rag- giungere melodie definitivamente pop: l’anima risultante rimane però innegabilmente ed elettricamente rock, come se ogni canzone potesse essere sempre suonata in un mega-concerto da stadio. In Resistance Is Futile il genere dei Manics torna più classicamente simile a quello espresso nei loro album capisaldi Everything Must Go (1996) e This Is My Truth Tell Me Yours (1998); solo in In Eternity resiste una velata influenza da Futurology. In People Give In gli archi tessono una trama melodica che viene squarciata da un solenne ritornello urlato. Il singolo International Blue è un grintoso omaggio a Bruce Springsteen, Distant Colours un’intima e forse scontata ballad, che trasuda comunque una certa classe. I restanti brani sono impregnati di un’essenza fondamentalmente rock, sino a sfiorare persino il metal con la travolgente Broken Algorithms, molto vicina all’heavy metal degli Iron Maiden; le accelerazioni improvvise di Sequels Of Forgotten Wars e Song For The Sadness ricalcano l’album Send Away The Tigers (2007), mentre The Left Behind chiude ricordando gli U2. Nel mezzo, compaiono dei brani che rappresentano perfettamente l’influenza pop sul gene- re della band: è il caso della romantica ed elegante Vivian, della ballata Hold Me Like A Heaven, del duetto con la cantautrice The Anchoress in Dylan & Caitilin (in cui ci si immagina una fan- tasiosa conversazione tra il poeta Dylan Thomas e sua moglie Caitlin Thomas) e del brit-pop nostalgico di Liverpool Revisited.

In generale, i Manic Street Preachers si confermano ancora una volta capaci di riflettere sul mondo e di comunicare in maniera dolce e delicata sentimenti quali pessimismo e malinconia. La loro musica è usata ancora una volta come strumento contro l’indifferenza e l’impassibilità sociale dimostrata dalla gente. Questo è il messaggio che trasmette in modo molto efficace la band e, in effetti, alla fine di Resistance Is Futile, si ha come la consapevolezza che, sia fuori che dentro di noi, qualcosa non va come dovrebbe andare.

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