Motta – Vivere O Morire

Motta

Vivere O Morire

Sugar 2018,

€ 15,90

Polistrumentista e cantautore toscano, dopo l’esordio con La Fine Dei Vent’Anni (Premio Tenco come Miglior Opera Prima), Francesco Motta pubblica il suo secondo disco, definitivo già dal titolo, Vivere O Morire. “Ho messo il mio cuore sul tavolo”, dice lui stesso. In effetti è un album molto sentimentale che parla di emozioni e in cui Motta racconta se stesso più di quanto non avesse fatto prima. Come il suo precedente lavoro, Vivere O Morire raccoglie in sé quanto è giusto, eliminando ciò che risulta ridondante o esagerato. Nei testi racconta quello che deve senza aggiunge- re una parola di troppo; anche a livello musicale appare ordinato e pulito. L’originalità del lavoro è dovuta anche dalle differenti sonorità fuse insieme in un mix di generi. Si accantonano le sonorità tipicamente classiche nel genere cantautorale italiano, per sostituirle, o meglio, confonderle, a sfumature più universali, fatte anche da chitarre rock e ritmi tribali stile musica world: questa è la chiave che apre le porte ad una fetta di pubblico più ampia rispetto alla precedente raccolta.

Nel brano Chissà Dove Sarai, Motta si fa anche sostenere dai violini, melodi- ci e sferzanti; canzoni come Quello Che Siamo Diventati, Vivere O Morire, La Nostra Ultima Canzone, La Prima Volta (in cui un quartetto d’archi impreziosisce un tenero e sinfonico omaggio alla nascita di un nuovo amore ed alla sua evoluzione) invece sono presentate con semplicità ed eleganza da poter essere suonate anche solo con il duetto voce-chitarra. Nelle altre tracce, si passa dal ritmo jazz in Per Amore E Basta al raffinato e toccante valzer sul rapporto padre-figlio di Mi Parli Di Te. La musi- ca del toscano resta sempre autentica e pura, simile a quella del suo esordio, ma più compatta, fluida e matura.

Rimane in ogni caso variegato il ventaglio delle emozioni e delle storie raccontate dal cantautore: Motta prova dolo- re descrivendo la fine di una relazione (“Abbiamo finito le parole e tu che non hai mai capito da dove cominciare”) in La Nostra Ultima Canzone; esprime perplessità sul dover ripartire da zero in un nuovo rapporto, con tutto quello che ne comporta (“E se non so da dove cominciare tu non chiedermi come andrà a finire”) in La Prima Volta; cerca di incoraggiare se stesso e gli altri in Ed È Quasi Come Essere Felice. Mi Parli Di Te prova a districare rapporti fami- gliari come fossero dei nodi: “Magari andiamo a cena e mi parli di te degli abbracci mancati, dei tuoi diciott’anni, dei sorrisi spezzati a metà”; Quello Che Siamo Diventati descrive semplicemente l’amore, “finalmente senza fingere niente e senza dirci dove siamo stati e i tuoi piccoli segreti e la pazienza di esse- re raccontati”. Nel penultimo pezzo, E Poi Ci Pensi Un Po’, il ritornello sembra un ammonimento riguardo alle priorità della vita: “E poi ci pensi un po’ a quelle volte che riuscivi a distinguere cuore e lavoro”.

L’intero album è un invito all’ascoltatore affinché affronti le avventure della vita senza temere di perdere il controllo: “Vivere o morire? Aver paura di tuffarsi e di lasciarsi andare”, canta infatti l’ex Criminal Jokers nel ritornello della can- zone che dà il titolo all’intera raccolta. Nel processo di crescita di Motta, Vi- vere O Morire rappresenta la normale e naturale evoluzione dopo La Fine Dei Vent’Anni: nell’album d’esordio l’autore provava a mettere da parte le sue incertezze e le sue paure pur manifestando qualcosa che lo bloccava. In Vivere O Morire questo blocco svanisce: Francesco continua ad emozionare soprattutto per il modo in cui le sue fragilità ed i suoi dubbi vengono raccontati e de- scritti nel dettaglio. A livello musicale si ha la sensazione di un insieme di suo- ni limpidi e cristallini, meno rumoroso di quello di La Fine Dei Vent’Anni. La generale urgenza espressiva che si percepisce in Vivere O Morire non è disperata: l’autore esprime la propria volontà di far valere la propria opinione, ma lo fa senza gridare o scandalizzare a tutti i costi. Quello che ne viene fuori è un album che tratta delle opportunità che incontriamo e delle decisioni che prendiamo tutti i giorni. Soprattutto parla di scelte e, in particolare, della scelta che racchiude tutte le altre, tra amori, dolori, perplessità e sicurezze: vivere o morire

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