Meno male che il tempo era bello

Florence Thinard

Meno male che il tempo era bello

Camelozampa, Monselice (PD) 2018,

pp 220, € 13,90

Età di lettura:

a partire dai 9 anni

 

 

Tempo fa guardando qua e là in inter- net mi ero imbattuta in questo testo, la copertina mi aveva subito incuriosita e il titolo sembrava promettere un testo divertente e unico. Devo ammettere che le mie aspettative non sono state disattese, raramente mi è capitato di leggere un libro per bambini e ragazzi così curioso, simpatico e stravagante.

Già dalle prime pagine si capisce che non abbiamo davanti un libro banale, troviamo infatti alcune dediche molto particolari tra cui spicca questa: A tutti i professori che tengono il timone contro venti e maree.

E per continuare con le particolarità il titolo riprende un verso di una canzone francese La Marie Joseph di Lea Frères Jacques che dice: Ma meno male che il tempo era bello e la Marie Joseph era un buon battello.

La storia ha inizio un normalissimo martedì pomeriggio, il 12 febbraio, quando alle 16.44 a seguito di un temporale la biblioteca Jacques Prévert si ritrova circondata dal mare con al suo interno la classe 1° F di una scuola me- dia, il professor Daubigny, la bibliotecaria Sarah Boubacar, il direttore della biblioteca Gérard Patisson l’addetta alle pulizie la signora Perez e Said Hussein, ragazzaccio del quartiere.

Così prende il via una particolare storia di sopravvivenza in pieno stile Robinson Crusoe in cui tutti, adulti e ragazzi, devono fare la loro parte per garantire la sopravvivenza del gruppo.

Come farlo?

Utilizzando i libri che la biblioteca mette a disposizione, costruendo bussole e sestanti, organizzandosi in gruppi, raccogliendo cibo e materiale utile, razionando l’acqua e trasformandosi in veri e propri marinai.

Non è facile, soprattutto non avendo nessuna informazione dal mondo esterno e non potendo vedere al di là dell’orizzonte nient’altro che acqua, una di- stesa infinita di acqua.

Con letti improvvisati e cene a base di pesce i ragazzi imparano nell’emergenza a valorizzare le risorse di ognuno e a scoprirsi l’un l’altro facendo emergere il loro vero carattere, la loro umanità, la loro curiosità, gli amori nascosti e le amicizie e trasformando la “tragedia” in una meravigliosa esperienza di vita.

Ben più tardi, quella stessa notte, Sarah scrisse nel diario di bordo:

Martedì 19 febbraio, ottavo giorno navigazione, 3:30.

Il vento ha girato e soffia, regolare, da nord est.

La nostra velocità è di 4 nodi.

A bordo va tutto bene. Per quanto possa sembrare strano, abbiamo fatto una festa e trascorso una splendida serata.

I ragazzi sono tutti magnifici per vitalità, coraggio, umorismo.

Non stiamo sopravvivendo, stiamo vivendo. Il testo è cofinanziato dal programma Europa creativa dell’Unione Europea e utilizza font Easyreading ad alta leggibilità per tutti anche per chi è dislessico. Le illustrazioni in bianco e nero tratti stilizzati di Veronica Truttero, che accompagnano la storia intersecandosi con il testo, ne accentuano la particolarità, dando forma ai personaggi e accompagnando la fantasia del lettore.

Un libro per chi ama i viaggi inconsueti, l’avventura, le sorprese e quel pizzico di irreale che non guasta.

Una storia per assaggiare insieme ai protagonisti il piacere della scoperta e il coraggio di non perdere la speranza nonostante tutto, perché prima o poi tutto si risolve. Anche se il come e il perché la biblioteca Jacque Prévert, un grande blocco di cemento grigio audacemente cubico, un giorno abbia rotto gli ormeggi rimangono ancora un mistero.

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