Have You Lost Your Mind Yet?

Fantastic Negrito

Have You Lost Your Mind Yet?

Cooking Vinyl, 2020

€13,49

Pandemia globale, rivolte contro la polizia, bombardamento continuo e smisurato di informazioni di ogni tipo: in una situazione del gene- re risulta quantomeno lecito chiedersi se sia possibile non impazzire. Have You Lost Your Mind Yet? è sia la domanda posta da Xavier Dphrepaulezz, in arte Fantastic Negrito, che il titolo del suo quarto al- bum. Dopo l’omonimo disco di esordio del 2014, la sua carriera inizia a decol- lare con The Last Days Of Oakland (2016) e Please Don’t Be Dead (2018), che gli sono valsi due Grammy Award nella categoria Best Contemporary Blues Album. Ora manca il gradino successivo, quello della definitiva consacrazione nella scena internazionale, per il 52enne americano. Il fattore età non è soltanto una questione superficiale e trascurabile: si tratta infatti di un punto fondamentale a partire dal quale considerare la maturità nella scelta dei temi ed il sapiente dosaggio di diversi generi che andranno a formare il suo stile. Partiamo dai temi: l’artista sceglie di guardare il suo paese con occhio critico ma anche con una sincerità ed un sarcasmo che gli appartengono. La punta dell’iceberg è una società totalmente dipendente dal- le informazioni scagliateci contro dai mass media: l’importante non che siano vere o false, ma che siano tante, troppe, e che ci rendano quindi totalmente cinici ed indifferenti verso qualsiasi tipo di sofferenza. A fare da sfondo c’è una realtà che difficilmente ci viene in aiuto: nel caso degli Stati Uniti, le scelte e le dichiarazioni del presidente Trump, nonché il caso George Floyd che ha dato origine al movimento “Black Lives Matter” ed alle proteste, pacifiche e non, contro il razzismo. Sono di fatto questi i contesti dai quali nascono quelle testimonianze sociali che hanno ispirato tutti i lavori del musicista americano: È sempre bene, quando scrivi un album, mettere una mano sul battito del cuore della società, del tuo vicino”. Il titolo dell’album è rivolto a quelle persone che, attorno a lui, sembravano davvero aver ‘perso la testa’; Fantastic Negrito si esprime quindi facendo ciò che ritiene più terapeutico e liberatorio: scrivere, suonare, creare musica. Per quanto riguarda il genere, nonostante i premi vinti nella categoria blues grazie ai suoi precedenti lavori, non si può inquadrare lo stile di Fantastic Negrito solamente in questa cornice. “Il mio obiettivo è sfidare costantemente me stesso e l’ascoltatore al fine di proporre qualcosa di diverso”, ammette il musicista. All’ascolto di Have You Lost Your Mind Yet? si percepiscono infatti psychedelic-rock, funky, gospel, soul, hip-hop e r&b. Si tratta quindi di qualcosa di più di un blues puro che nasce dalle radi- ci del genere: siamo infatti di fronte ad una sua evoluzione, un suo adattamento all’era moderna, grazie alla fusione con diverse sonorità più contemporanee. Lo stesso Fantastic Negrito, guardando ai suoi precedenti lavori, riscontra in quest’ultimo album un maggiore utilizzo della chitarra, per accentuare il carattere funky della raccolta. I suoi punti di riferimento spaziano da Stevie Wonder a Sly Stone, passando per James Brown, in quanto l’artista si definisce “fissato con questo mood anni ‘70”. L’inizio del disco è segnato dal funky coin- volgente e dirompente di Chocolate Samu- rai, in cui carezze d’organo si alternano a graffi di chitarra e l’assolo travolgente di pianoforte sul finale accompagna il consiglio dell’artista: “It’s never too late to achieve your dreams” (“Non è mai troppo tardi per realizzare i tuoi sogni”). I’m So Happy I Cry dimostra un forte carattere spirituale tipico del gospel, con il coro che riecheggia dietro alla voce del cantante, ed un breve tratto hip-hop interpretato da Tarriona “Tank” Ball dei Tank And The Bangas; la canzone è un inno alla vita e al suo valore, ispirato dalla notizia della morte del rapper Juice WRLD. Arriva poi il turno di How Long?, melanconico ed intenso blues con chiari intenti pop. L’intermezzo, praticamente a cappella, di Shigamabu Blues, composto unicamente da voci ed applausi ritmati, ci conduce a Searching For Captain Save A Hoe, provocante mix tra hip-hop e funky, ma non solo, visto che contiene anche un ritornello con un coro soul, una rapida strofa rap ed infine un assolo blues di chitarra in chiusura. La calda ed accattivante Your Sex Is Over- rated è ornata dal magnifico assolo chitarristico di Masa Kohama e da falsetti ammiccanti; mentre una strofa decisa ed andante aspetta un ritornello libera- torio in These Are My Friends. Con All Up In My Space una voce soul e l’immancabile coro gospel si inseguono tra ponti r&b, senza un vero e proprio ritornello. Di seguito, una base quasi dance fa da sfondo all’intermezzo Justice in America, in cui la voce di una donna statunitense si lamenta: “In America there is justice just as long as you have some money” (“In America c’è giustizia finché hai un po’ di soldi”). L’energico e costante funky-pop di King Frustration, con le laceranti impennate di organo e chitarra, anticipa l’atto conclusivo: si tratta di Platypus Dipster, brano che eredita il carattere della black-music e lo declina in rock. I testi di Fantastic Negrito sono sicura- mente critici e polemici, ma non manca un velo di ottimismo per il futuro, com’è giusto che avvenga in una persona ma- tura a contatto con la realtà odierna. Il trucco è non sentirsi delle vittime all’in- terno delle tragedie che ci circondano o coinvolgono, come afferma lui: “È il mio modo di vivere. Crescendo non mi potevo permettere uno psicoterapeuta, dunque quella era la mia ‘terapia’: prendere situazioni negative e celebrar- le attraverso la musica. C’è sempre un lato positivo in ogni evento, per quanto possa essere drammatico”.

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