Ballate per uomini e bestie

Vinicio Capossela

Ballate per uomini e bestie

La Cupa Srl, 2019

€ 22,20

Ascoltando l’undicesimo album di un

cantautore che ha ricevuto il Premio Tenco alla carriera due anni prima, ci si aspetterebbe di trovarlo sconta- to e poco necessario nella discografia dell’artista. In Ballate Per Uomini E Bestie, invece, Capossela appare piuttosto spinto e motivato a voler comunicare la propria opinione con un’urgenza espressiva mai riscontrata prima: il suo è un messaggio politico e civile che vuole avvertire l’ascoltatore riguardo al declino della realtà odierna. Si tratta di un disco fortemente impegnato in cui l’autore esprime appieno la sua vena critica e poetica, suo marchio di fabbrica. Contrariamente alle sue opere prece- denti, però, questi nuovi brani risultano essere al contempo energici ed affascinanti, nevrotici e tranquilli. Per poter trasmettere al meglio il proprio verbo, l’artista nato ad Hannover accantona la parte del proprio reperto- rio proveniente dalla musica popolare (dalla taranta al flamenco), per preferire basi orchestrali e solenni marce dal folk-rock al punk-progressive, ma anche ballate barocche e medievaleggianti. Il contesto è proprio quello di una nuova epoca simile al Medio- evo in cui ci troviamo ad affrontare una sorta di peste morale con le relative conseguenze etiche ed umane. Capossela ha descritto il suo lavoro come “un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura”: il disegno che ne emerge è quello di un mondo in cui l’uomo lascia completamente la sua natura originale e primordiale separandosi nettamente dall’animale. Si parte dalle tenebre e dai graffiti dell’era dell’uomo delle caverne e dal ritmo drammaticamente incalzante di Uro. Il Povero Cristo è in- vece una ballad che riavvicina, trami- te tinte folk alla Bob Dylan, l’immagi- ne del Messia a quella dei disadattati ai margini della società odierna. La Peste, quasi un remix tra Capossela e Tom Waits, con sintetizzatori e tamburi, è un pezzo ispirato dalla vicenda di Tiziana Cantone, ragazza suicida vittima di una persecuzione a sfondo sessuale amplificatasi dalla gogna mediatica e sociale della Rete. Si arriva poi alla Danza Macabra che apre con archi e fiati che accompagnano un ideale corteo funebre e continua con una festa celtica. Il Testamento Del Porco prende vita da un’introduzione quasi rinascimentale, salvo poi farsi contagiare da danze e sonorità popolari e terminare infine in un grufolare maialesco. “Ognuno uccide quel che ama / Ma non ognuno per questo muore”: Capossela accoglie la figura di Oscar Wilde in Ballata Del Carcere Di Reading, con l’aiuto di un’orchestra che circonda l’ascoltatore. In Nuove Tentazioni Di Sant’Antonio, chitarre e da suoni arabeggianti creano lo scorcio di un inferno danzante. La raffinata e fiabesca La Belle Dame Sans Merci è dedicata al poeta inglese John Keats, mentre Perfetta Letizia, morbido duetto di chitarra acustica e pianoforte, si aggancia al Cantico Delle Creature di San Francesco D’Assisi. Altro riferimento letterario in I Musicanti Di Brema, in cui la favola dei fratelli Grimm viene rivista in chiave jazz-blues, per raccontare la storia di quattro animali salvati dalla passione per la musica. La depressione blues di Le Loup Garou fa da cornice al tema della politica e del trasformismo, tra desideri carnali e suoni elettrici. Si ritrova il piano- forte nell’accompagnamento di La Giraffa Di Imola: è il vero racconto di come questo animale sia scappato da un circo nella città emiliana alla ricerca della libertà e di quanto possa essersi sentito estraneo al mondo attorno a sé. Di Città In Città (…E Porta L’Orso) presenta un progratonista che si riscopre senza patria e senza Dio. La raccolta si conclude con la lentezza di La Lumaca, che nasce dall’essenzialità del pianoforte e cresce con la robustezza dell’orchestra.

Ballate Per Uomini E Bestie è un’opera che riguarda sia l’ambito musicale che quello letterario. Il suo intento è cercare di riportare il più possibile l’uomo a contatto con la sua anima primitiva ed animale, e di preservare il matrimonio con la natura che recentemente ha avuto numerosi e drammatici imprevisti. A livello linguistico, il codice solitamente formale e strutturato usato in passato dal cantautore si ridefinisce e si trasforma in slogan e luoghi comuni per interpretare al meglio la realtà che lui stesso vuole de- nunciare. I brani e le storie che prendono vita in essi, non sono altro che una serie di metaforiche letture del mondo odierno che consacrano nuovamente Vinicio Capossela come uno dei migliori poeti e narratori nostrani. Complessivamente Ballate Per Uomini E Bestie è in definitiva un ottimo disco, che si propone sicuramente come uno dei migliori album italiani di questo periodo.

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