Vite sognate del Vasari

Enzo Fileno Carabba

Vite sognate del Vasari

Bompiani,  Milano 2021, pp. 250, €18

Pur non   essendo un esperto di storia dell’arte, mi ha sempre appassionato il racconto dei mondi che stanno dietro un’opera d’arte, che approfondiscono i contesti sociali e geografici o le vite de- gli artisti.

Questo libro nasce dalla volontà dell’autore di rendere più accessibile il contenuto del “classico dei classici”, le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri di Giorgio Vasari, libro di cui tutti hanno sentito parla- re e che gli esperti citano spesso ma che credo pochi, o meglio, pochissimi, avranno realmente sfogliato e letto.

Stiamo quindi parlando delle vite di artisti (principalmente pittori ma anche architetti e scultori) vissuti tra la seconda metà del XIII secolo e l’inizio del XVII. Non si tratta della riscrittura del libro di Vasari, da cui comunque Carabba prende lo spunto, ma di una panoramica a volo d’uccello sull’arte di quasi quattro- cento anni, in cui l’autore dedica uno spazio rigidamente omogeneo (circa tre pagine e mezza) a cinquantacinque personaggi nati, come probabilmente inevitabile, nelle regioni del Centro Italia. Ovviamente le fonti e le risorse a disposizione di uno scrittore del XXI secolo sono molto diverse da quelle che Vasari aveva a sua disposizione; le biografie scritte da Carabba sono quindi più documentate di quelle vasariane -il che lo porta, in alcuni casi, a sbugiardarle tranquillamente.

Inoltre, Vasari aveva probabilmente uno scopo quasi enciclopedico che lo portò a scrivere quasi un catalogo di informazioni sul carattere degli artisti e sugli avvenimenti che li coinvolsero, raccolte nel corso dei suoi viaggi lungo la penisola da chi gli aveva commissionato le sue opere, o lo aveva incontrato. Carabba invece affronta ogni artista con uno stile romanzato, attento alle persone più che agli artefici di tante opere destinate a mettere insieme il patrimonio culturale ed estetico del nostro paese. Riusciamo quindi ad entrare nelle motivazioni, le aspirazioni, le storie personali di questi grandi uomini -e donne anche se solo quattro su cinquantacinque ma, per quei tempi, un bel successo… Li descrive quindi in maniera molto indulgente, cercando giustificazioni psicologiche anche ai comportamenti che li renderebbero forse più antipatici al lettore laddove Vasari, invece, non si trattiene spesso dal condannare fatti e decisioni da “cronaca nera”.

La lettura di quest’opera risulta molto avvincente e fluida, data la brevità delle singole biografie e il regolare richiamo alle opere realizzate, che stimola a tenersi vicino un motore di ricerca web per soddisfare anche la vista e poter col- locare ciò che si sta leggendo in un contesto reale ben definito. Confesso che ne ho fatto un uso piuttosto intensivo, tran- ne che per Piero della Francesca: le sue opere sono incise nella mia memoria e basta che l’autore ne citi il titolo per vedermele apparire davanti agli occhi… Proprio sulle quattro pagine dedicate a Piero della Francesca, cito alcuni passaggi. L’autore dice che Piero era un ragazzi- no che non stava mai fermo, anche di notte si agitava e chiamava la mamma, che “«Eccomi. Non stai mai fermo» e gli dette delle erbe calmanti. Queste parole dapprima lo ferirono poi gli insegnarono qualcosa. Doveva imparare a stare fermo, sospeso, così da raggiungere la pulizia interiore. Da allora la sua mente si mosse intorno all’immobilità […] Creò Madonne monumentali, gigantesse di misericordia che accoglievano e aiutavano gli umani, dicevano: Silenzio: state fermi, come sua madre aveva fatto con lui […] Dipinse una Resurrezione che secondo alcuni è il vero inizio del Rinascimento. Cristo esce dalla tomba ma non si stacca da terra e forse arriva direttamente dall’antichità classica. Il suo sguardo è indimenticabile. Cosa sta guardando? Forse noi. Lui è sveglio. Gli altri dormono. Sta per fare un passo in avanti e dice «Eccomi».

Una lettura agevole, che avvicina sicuramente all’amore per l’arte: dietro ogni opera d’arte c’è sempre una vita con le sue aspirazioni, i suoi sogni, le sue delusioni, le sue cadute, i suoi trionfi; sono questi che ci fanno comprendere e apprezzare meglio quello che altrimenti rischia di essere solo un manufatto.

Roberto Brambati

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