Addio a Luisa Muraro, nostra amica

© Libreria delle Donne di Milano

A cura della Redazione

 

Con la morte di Luisa Muraro (1940-2026) scompare una delle figure più autorevoli della filosofia contemporanea italiana. Pensatrice originale, fondatrice del femminismo della differenza sessuale, ha lasciato un segno profondo oltre gli studi di genere.

Laureata in filosofia all’Università Cattolica di Milano, negli anni Settanta scelse l’insegnamento nella scuola pubblica, partecipando alle esperienze del progetto L’erba voglio (progetto comprendente l’omonima rivista e diverse attività di ricerca e sperimentazioni pedagogiche critiche verso la scuola tradizionale). Nel 1975 fu tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano e contribuì alla nascita del pensiero della differenza, diventato un punto di riferimento internazionale. Docente di filosofia all’Università di Verona, nel 1984 fondò con Adriana Cavarero la comunità filosofica Diotima. Autrice di numerosi saggi tradotti in più lingue, tra le sue opere più note figurano L’ordine simbolico della madreIl Dio delle donne e Autorità.

«Il suo femminismo ha spostato il luogo da cui si pensa», ricorda con profonda commozione la Libreria delle Donne, aggiungendo che la sua scomparsa rappresenta «una perdita collettiva». Per intere generazioni, Muraro è stata infatti una presenza intellettuale capace di offrire orientamento e fiducia, una maestra sia nell’insegnamento scolastico e universitario, sia nelle comunità di ricerca e confronto che ha contribuito a costruire.
Negli ultimi anni, come riportano le “consorelle” della Libreria, aveva messo in discussione persino l’espressione “andare avanti” perché quella formula le sembrava appartenesse ad una visione progressiva della storia nella quale non si riconosceva più. «Meglio andare più a fondo nel presente», sosteneva. Un’indicazione che oggi assume il valore di un lascito morale e filosofico.
Di fronte al dolore di una perdita, il rischio è quello di guardare al futuro come a uno spazio definito dalla mancanza. Ma, se seguiamo la lezione di Luisa Muraro, il presente non è semplicemente ciò che resta di lei, ma è il luogo che ha contribuito a fondare. «Ciò che ci ha dato è all’opera», leggiamo infatti nel ricordo della Libreria delle donne.

La nostra rivista ha avuto l’onore di pubblicare alcuni articoli di Luisa Muraro, che andremo nei prossimi giorni a recuperare dal nostro archivio storico. Oggi, giorno della sua morte, pensiamo a lei ancora all’opera. Da qualche parte, nelle profondità dell’essere, siamo certi che Luisa Muraro stia ancora lavorando.


Sede Legale:
Via Ghisolfa, 32 – 20217 Rho (MI)
pec: cooperativa@pec.stripes.it
P.IVA e C.F. 09635360150




Tel. (02).931.66.67 – Fax (02).935.070.57
e-mail: stripes@pedagogia.it
C.C.I.A.A. Milano REA 1310082




RUNTS N° rep.2360

Albo Società Cooperative N° A161242
Capitale Sociale i.v. € 365.108,00



Redazione Pedagogika.it e Sede Operativa
Via San Domenico Savio, 6 – 20017 Rho (MI)
Reg. Tribunale: n. 187 del 29/03/97 | ISSN: 1593-2259
Web: www.pedagogia.it


Privacy Preference Center