Rigenerare gli spazi (non i “luoghi comuni”)

A cura della Redazione

 

La rigenerazione urbana è tra le parole chiave più ricorrenti nel dibattito sull’innovazione sociale. Ma cosa accade quando si superano narrazioni aprioristicamente positive, e si guarda da vicino alla complessità dei processi reali? Non ogni spazio recuperato, infatti, diventa automaticamente un luogo vivo, inclusivo e capace di generare comunità. Non ogni sperimentazione, per quanto promettente, “riesce con il buco”. Da questa consapevolezza prende avvio il tavolo tematico. “Dentro i luoghi comuni: la rigenerazione tra sfida e realtà”, in programma a Culture Link sabato 10 ottobre, dalle 11.30 alle 13.00 (nella sala Digital Bloom).

L’incontro propone un confronto concreto sui processi di rigenerazione sociale degli spazi fisici, interrogandosi sulle condizioni che permettono a uno spazio di trasformarsi in luogo, cioè in un ambiente davvero promotore di innovazione sociale. Rigenerare non significa soltanto riaprire, ristrutturare o riempire uno spazio di attività: significa costruire visioni condivise, alleanze territoriali, modelli di gestione sostenibili e riferimenti culturali capaci di dare senso – e durata – a progetti educativi per tutti, non solo per le persone giovani.

Il tavolo di Culture Link partirà da due esperienze significative: la nascita di Ariosto 72 a Caronno Pertusella e il percorso consolidato dei Giardini Luzzati di Genova. Due casi diversi, ma accomunati dalla volontà di mostrare che il recupero dei luoghi è un processo molto complesso, fatto di ascolto, progettazione e responsabilità. Interverranno Claudio Calvaresi (urbanista di Avanzi-Sostenibilità per Azioni); Fabio Degani (progettista sociale e Responsabile Area Progettazione di Stripes Coop); Michela Brugali (pedagogista, responsabile Area Sviluppo e Territorio di Stripes Coop, e Responsabile del progetto Spazio Ariosto 72 di Caronno Pertusella); Federica Scibetta (Presidente Cooperativa Il Ce.Sto e Responsabile del progetto dei Giardini Luzzati di Genova). A moderare Flaviano Zandonai (Open innovation manager Consorzio Nazionale CGM).

Al centro della conversazione, le domande chiave per ogni progetto di rigenerazione: quali condizioni rendono uno spazio realmente generativo? Come si passa dall’idea progettuale alla “messa a terra” del progetto? Quali competenze servono? E in che modo comunità, enti, cooperative, istituzioni, cittadine e cittadini possono contribuire a costruire spazi capaci di generare valore sociale, pubblico, cioè per tutti?

«Può essere allora interessante guardare al modo in cui il terzo settore ha saputo, e prima ancora voluto, intercettare l’ondata di innovazione sociale legata alla rigenerazione, in ambito urbano ma non solo, al fine di comprendere se proprio in questo ambito si rende evidente quell’essere “terzo pilastro” della società, e non semplicemente un soggetto che interviene per ripristinare il sistema in occasione dei già citati fallimenti delle istituzioni burocratiche e capitalistiche fin qui dominanti»[1]: così scriveva Flaviano Zandonai sul numero che, nel 2023, la rivista Pedagogikadedicò interamente alla rigenerazione urbana[2]. Dal Rione Sanità a Napoli, al Bosco della Musica del Conservatorio di Milano, al Parco nato sui resti dell’antico Colosseo milanese, il titolo di quel numero di Pedagogika poneva una provocazione: “La città… una casa a cielo aperto?”. Chi, infatti, non vorrebbe la propria città accogliente e familiare come casa propria? La casa non è appena un insieme di stanze e di muri; e così la città non è appena un insieme di edifici e vie. Rigenerare (case e città) è certamente un compito arduo, ma fondamentale: è prioritario cioè dare fiducia alle persone e fare l’architettura per loro. Valorizzare (persone e luoghi) non significa infatti eliminare il brutto e tenere il bello, bensì prendere il brutto e fare in modo che diventi bello. Non è una sfida da poco e, soprattutto, riguarda la nostra “salute culturale”, prima che la vivacità degli edifici che ci circondano…

[1] https://www.pedagogia.it/blog/2023/09/18/ri-generazione-alla-prossimita/
[2] https://www.pedagogia.it/pedagogika-27-4-la-citta-una-casa-a-cielo-aperto/


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