The Black Keys – Peaches! (01/05/2026)
Nonostante sia interamente composto da cover, con Peaches!, quattordicesimo album in studio, i Black Keys arrivano ad esprimere un’urgenza artistica difficilmente riscontrabile nelle loro produzioni più recenti. A causa del peggioramento della malattia terminale del padre, Dan Auerbach invita il socio Patrick Carney nel proprio studio a Nashville per sfogarsi suonando insieme. Come affermato dallo stesso Auerbach: “Non stavamo registrando un disco. Stavamo solo improvvisando, come se fosse solo per noi. Era qualcosa di davvero primitivo, in un momento in cui eravamo tutti molto nervosi. Stavamo attraversando un periodo molto difficile e cercavamo di tirarci su il morale. Credo che la malattia di mio padre mi abbia fatto passare la voglia di preoccuparmi di varie cazzate e mi abbia fatto venire voglia solo di urlare per un po’”. Il duo di Akron si avvale nuovamente della collaborazione del chitarrista Kenny Brown, del bassista Eric Deaton e del polistrumentista Jimbo Mathus per rileggere dieci tracce prese dal repertorio a cui i Black Keys si sono sempre ispirati: un mix di rock, country, garage, folk e ovviamente blues, quello originale degli anni ‘20-‘30 che prende il nome di “Delta” dal suo luogo di nascita, il delta del fiume Mississippi. La opener Where There’s Smoke, There’s Fire (Willie Griffin) apre senza indugi e trasporta l’ascoltatore in un viaggio “on the road”. Il ritmo rimbalzante di Stop Arguing Over Me (Levester “Big Lucky” Carter) accompagna chitarra e voce, che spesso percorrono insieme gli stessi gradini. Il carattere deciso di Who’s Been Foolin’ You è dovuto all’organo che dirige un groove anni ‘60-‘70. Un’armonica arrugginita trascina stancamente It’s a Dream (Charles Fisher Jr), mentre il suono della chitarra diviene duro e ferroso in Tomorrow Night (David Kimbrough Jr). Scritta da Ike Turner nel 1958, You Got to Lose fonde il corpo blues di Earl Hooker del ‘69 con l’anima rock della versione di George Thorogood & The Destroyers del ‘77. Se Tell Me You Love Me(Jesse Mae Brooks) dondola con energia country, She Does It Right (Wilko Johnson dei Dr. Feelgood) seduce con impertinente sregolatezza. Schematica per la struttura ma travolgente nell’esecuzione, Fireman Ring the Bell (R.L. Burnside) porta verso la chiusura di Nobody But You Baby (Junior Kimbrough), costantemente ondeggiante per oltre sette minuti. I Black Keys sono una band ormai affermata nel panorama mondiale che non ha più bisogno né di mettersi in mostra né di cercare una conferma. In un punto diverso della loro carriera probabilmente non avrebbero potuto “permettersi” questa raccolta. Dal suono grezzo e ovattato, Peaches! è una jam session di un gruppo di ragazzini strimpellata e registrata dal vivo all’interno del polveroso box della casa dei genitori. I brani non saranno stati scritti da loro, ma l’immensa tecnica e il talento cristallino sono del tutto originali.

