“Franco Fornari”, di Alfio Maggiolini
Alfio Maggiolini
Franco Fornari
Feltrinelli Editore, Milano 2026
pp. 240
16 €
Nel testo su Franco Fornari, l’autore fa una presentazione completa del pensiero e dell’opera di chi è stato suo maestro. Ricostruisce la storia di uno psicoanalista innovativo, che, spinto costantemente da impegno etico nella ricerca e nella clinica, ha voluto allargare le chiavi interpretative dei processi psichici individuali al campo delle dinamiche sociali e politiche. Negli anni ’60 del Novecento Franco Fornari ha fondato, con Luigi Pagliarini, un movimento per la pace, a lungo incisivo nel dibattito politico nazionale e internazionale nel sostenere che, per comprendere l’origine delle guerre, vadano indagate ragioni inconsce. Maggiolini scrive che “L’obiettivo di questo movimento era la peace research, l’approfondimento delle ragioni delle guerre e la ricerca pratica di modi non violenti per risolvere i conflitti…” e che Fornari “…utopisticamente pensava che la psicoanalisi avrebbe potuto e dovuto contribuire a risolvere i conflitti sociali e politici…”.
Agli ultimi anni della vita di Fornari risale un’altra importante sua fondazione: nel 1984, con la collaborazione di Gustavo Pietropolli Charmet, ha origine Il Minotauro, un Istituto che si occupa di ricerca e clinica in relazione alla teoria dei codici affettivi.
Nel testo è presentato con chiarezza il cammino di studio e rielaborazione che lo psicoanalista compie per arrivare all’originale concezione dei codici affettivi: “La sua teoria è il frutto di un lungo percorso, che, a partire da un’adesione al pensiero di Melanie Klein, passa attraverso una revisione dell’opera di Freud, integrando aspetti del pensiero di Wilfred Bion e confrontandosi con la teoria di Jacques Lacan, per approdare a una riflessione del tutto inedita.”. Una ricerca e una ideazione personale attenta anche al lavoro di diversi altri studiosi, fra i quali John Bowlby, Konrad Lorenz ed Eric Berne.
Dall’elaborazione iniziale della teoria coinemica, secondo la quale i coinemi sono significati affettivi di base (il padre, la madre, il bambino, la nascita, la morte, …), Fornari arriva alla teoria dei codici affettivi, facendo riferimento ai ruoli di padre, madre, bambino… “La nostra mente è guidata da schemi innati, dei riferimenti interni che ci inducono ad agire quando percepiamo una situazione di instabilità (una mancanza, una minaccia, una perdita). … “L’Io è un attore che assume di volta in volta un ruolo affettivo (padre, madre, figlio, ecc.) nelle sue interazioni con gli altri e in funzione del compito che deve realizzare (proteggersi, accudire, competere, corteggiare, sedurre, collaborare).” Questi ruoli riguardano sia le dinamiche relazionali personali sia le dinamiche relazionali istituzionali, poiché ciascuno di noi si trova, sempre e comunque, ad avere interazioni anche di tipo affettivo. Ciò è ben spiegato, ad esempio, nella descrizione che Maggiolini fa del lavoro di analisi di Fornari sulle comunicazioni in un consiglio di classe, dove le scelte di linguaggio indicano con chiarezza le posizioni affettive dei diversi partecipanti alla riunione.
Interessante, sempre sia rispetto al piano individuale che rispetto al piano sociale, è poi il concetto di “democrazia affettiva”, una condizione che non corrisponde ad assenza di conflitti, ma alla capacità di gestirli attraverso processi di accettazione e di integrazione di differenti punti di vista. Quando, anziché una tale situazione di equilibrio, si instaura “l’imperialismo di un codice”, si è di fronte a una situazione patologica.
Nella parte del testo che l’autore dedica al lavoro clinico di Fornari, chiarisce infatti come, per quest’ultimo, compito di una psicoterapia sia individuare “quale ideale dell’Io è al potere” e, quindi, aiutare la persona a tornare a uno stato di “democrazia affettiva” interna. Ne consegue, infine, una visione innovativa anche della figura dello psicoterapeuta, considerato un operatore fondamentalmente “disponibile ad ascoltare e a sintonizzarsi con il dolore dell’altro senza colpevolizzarlo”.
Margherita Mainini

