Prevenzione verso l’individuazione

Il lavoro qui presentato raccoglie l’esperienza di parte dei progetti di prevenzione presso alcune scuole secondarie di secondo grado del bassanese. I temi affrontati riguardano l’area della sessualità, di cui spesso non è facile per i ragazzi parlare.


Il lavoro qui presentato raccoglie l’esperienza di parte dei progetti di prevenzione presso alcune scuole secondarie di secondo grado – classi II del bassanese. I temi affrontati riguardano l’area della sessualità, di cui spesso non è facile per i ragazzi parlare con i genitori perché sono le persone che si amano di più e condividere con loro certe problematiche o preoccupazioni “intime” può creare imbarazzo. Anche per questo è stato creato all’interno del Consultorio Familiare dell’ULSS 3 di Bassano del Grappa uno “Spazio Giovani” a cui si può accedere, anche se minorenni, garantiti dall’anonimato e senza genitori.

In passato la quotidianità poggiava sulla vita domestica e scolastica; famiglia e scuola rappresentavano autorità fondanti e non contestabili, “un mondo limitato e limitante ma certo rassicurante e solido” (Giusti R, 2013). Oggigiorno, tali istituzioni risultano sempre più sbiadite. L’autorevolezza, che un tempo si attribuiva a genitori e docenti, non è più un simbolo sufficientemente forte per le nuove generazioni. Gli adulti si defilano e venendo meno alla loro generatività, lasciano il giovane in balia dei propri bisogni, paure e desideri. Oggi purtroppo lo spazio domestico è diventato un luogo di transito di informazioni troppo veloci e troppo numerose per poter costituire uno spazio di pensabilità e ha perso sempre più i rassicuranti connotati di “sfera privata” (Simonitto R., 2008).

Gli elaborati che sono stati sintetizzati per aree nelle pagine successive mettono in campo tutti in conflitti tipici dell’adolescenza, riguardanti la sessualità ma molto orientati anche sugli aspetti relazionali e di rapporto con il tempo, il futuro in particolare.

Emerge infatti tutta l’insicurezza, legittima, dei ragazzi di fronte ad un futuro che finché erano bambini non esisteva e che ora invece si presenta portando con sé complessità, limiti e questioni importanti. Gli adolescenti paiono curiosi di fronte a tante dimensioni nuove della propria vita, precipitosi a volte e sconsiderati altre, ma anche desiderosi di esprimersi con autenticità nel rapporto con l’altro… Ed è a questa voce che noi, come adulti, dobbiamo dare ascolto per creare quel contesto “sufficientemente buono” che consenta all’adolescente di tollerare frustrazioni, esclusioni, disconferme provenienti dall’esterno. Importante quindi riattivare la funzione genitoriale in un’epoca in cui questa sembra “diluirsi” nella società ma che mai come in famiglia può contenere e guidare gli adulti di domani. E voglia-

mo mettere l’accento non solo sul tanto studiato rapporto madre-figlio ma anche sulla figura del padre: l’evaporazione del padre”, come la definisce Lacan, riguarda infatti il venire meno della funzione educativa del genitore maschio e del suo ruolo di testimone. Il conflitto generazionale e l’emancipazione precoce dei figli rispetto ai genitori hanno subito una tale accelerazione negli ultimi decenni che ciò ha contribuito a mettere in crisi la figura paterna, col risultato che spesso i padri sono assenti, latitano o, peggio, si ritrovano ad essere più bambini dei propri figli.

Livello di maturazione fisiologica (fisica) ed emotivo-relazionale
Riuscire ad avere un rapporto per amore reciproco, essere in grado di soddisfare il bisogno del partner. Da grande ho paura di rimanere da sola e a causa della delusione avere dei problemi (suicidarsi, drogarsi, andare in depressione). La paura della solitudine può compromettere la relazione e lo stabilirsi di una genuina reciprocità. Ciò può comportare delle conseguenze negative.
Provare e dare piacere. Eiaculazione precoce. Si teme di non vivere appieno l’intimità.
Per ora non sento il desiderio di avere un rapporto con un’altra persona e credo ci sia molto tempo davanti a me per pensare ad un rapporto. É normale che una persona rifiuti di avere relazioni nonostante si senta a suo agio con il sesso opposto? Rispetto dei propri tempi di maturazione e al contempo timore di non rispondere ai diktat sociali.
Aprirsi all’altro. Essere diffidenti nei confronti dell’altro. Desiderio di riuscire ad aprirsi all’altro, allo stesso tempo  paura di una futura delusione.

É importante procedere ad un’indagine personale e interpersonale (quali sono i miei bisogni e i bisogni dell’altro).

Non dimentichiamo poi che un sano e armonico sviluppo si può concretizzare a partire dall’esistenza della coppia madre-padre. Sin dalla nascita, i membri della coppia genitoriale hanno dunque entrambi fondamentale importanza e l’interazione fra di loro promuove una identificazione “genitale” che si costituisce come modello, prima immagine sociale del funzionamento di una comunità.

Psicologa e psicoterapeuta presso l’ULSS n.3 di Bassano del Grappa.

Tirocinante psicologa.

Psicologa, specialista in psicopatologia dell’apprendimento,  specializzanda in psicoterapia con tecnica ITP.

Educazione all’affettività e alla sessualità

Consegna: invitare gli alunni a scrivere su un bigliettino anonimo, un desiderio e una paura inerenti la sessualità. Leggere i bigliettini in maniera casuale e commentare qual è la sensazione che il biglietto può aver comunicato.

Riconoscimento e apprezzamento delle caratteristiche maschili e femminili. In terza media le ragazze soffrono per le derisioni cui sono soggette da parte dei maschi. É come se i maschi, prendendo le distanze dalle femmine, avessero bisogno di rinsaldarsi nella loro identità maschile.
Maschi e femmine hanno gli stessi diritti. Usare maniere poco consone alla sensibilità della donna. Il “maschilismo” è un modello arcaico legato al potere e al dominio che, pur non avendo riscontri nella vita reale, rimane ancora un modello dominante nell’immaginario mediatico. Servono nuove regole, leggi, comportamenti e pensieri.
Desidero una relazione fatta di comprensione reciproca. Ho paura di essere abusata o violentata da mio marito. Visione “angosciosa” della sessualità. E’ una percezione da esplorare  all’interno di “luoghi protetti” (es. Scuola, “Spazio Giovani”…).
Fare sesso in maniera consapevole. Paura di fare sesso da ubriaco (spero che non succeda) perché potrei non pensare alle mie azioni e potrei “ scopare” con una ragazza lasciandola incinta; inoltre non vorrei prendere l’Aids. Si configura l’immagine di un adolescente che contempla una concezione di sessualità responsabile.
Desiderio di soddisfazione reciproca. Paura di non riuscire a trasmettere le sensazioni che vorrei. Apprezzabile l’importanza conferita al linguaggio delle emozioni.
Bisogno di essere accettata per quello che sono. Essere giudicata in una relazione. Essere respinta. Il “debutto sessuale” è una fase critica che influenza in modo saliente il processo di costruzione dell’identità.
Io credo che il rapporto sessuale sia bello. Timore di non collocare nella giusta dimensione il rapporto sessuale. É rassicurante constatare che molti giovani desiderano valorizzare le proprie esperienze intime.
Bisogno di “intesa”. Ho paura che quando esprimo i miei sentimenti, la persona davanti a me non mi capisca. Ancora ritorna la necessità di impratichirsi nell’alfabeto emotivo così da capire e farsi capire.
Vorrei una relazione libera da fraintendimenti. Nell’affettività ho paura di guardare qualcuno negli occhi. I primi avvicinamenti affettivi si colorano di insicurezza, pudore, timidezza…
Trovare la persona giusta che mi faccia sentire bene e che rispetti le mie idee. Paura che l’altro crei  in me una situazione di disagio. Anche qui si confonde il fisiologico disagio che attraversa ogni rapporto con la conflittualità distruttiva che invece dev’essere scongiurata.
Sperimentarmi in nuove relazioni. Paura di non relazionarmi bene con le altre persona ma allo stesso tempo ho anche un po’ di curiosità di scoprire. Positiva spinta motivazionale ad una relazione non scontata.
Vivere la sessualità in modo sereno. Paura di essere attaccata-aggredita. La sessualità, espressione positiva di un desiderio condiviso, può accompagnarsi  ad un immaginario “minaccioso”.
Desidererei trovare la persona giusta in questo periodo per crescere assieme a lei. Che mi scelga per quello che sono e non perché sono ricco… Paura di essere troppo precipitoso e di non essere in grado di sostenere un così importante impegno. Emerge il desiderio di stabilire un  rapporto sentimentale maturo in un’ottica di crescita personale; a dispetto dello stereotipo sessuale maschile (poca attenzione ai sentimenti della partner) traspare una sensibilità nei confronti delle aspettative della partner.
Che il ragazzo abbia la capacità di far sì che io non mi blocchi di fronte alla relazione. Che la mia timidezza ostacoli la relazione. Nonostante vi sia un’insicurezza traspare la volontà implicita di affrontarla attraverso il desiderio di una relazione che permetta l’accettazione di tale timidezza.
Amare una persona più della stessa vita e provare emozioni diverse. Paura di non essere amata abbastanza, non trovare la persona giusta. Idealizzazione e rappresentazione totalizzante del rapporto sentimentale “eccezionale”; apertura verso la sperimentazione della  ricchezza di sentimenti che un buon rapporto può comportare.
Riuscire ad avere una vita piena di emozioni e sentimenti riguardanti la sessualità. Di non vivere abbastanza per provare ogni aspetto della sessualità. Emerge curiosità nei confronti della sessualità sia da un punto di vista fisiologico che emotivo-affettivo.
Provare esperienze piacevoli ed essere rispettata. Vivere disagi che il nostro corpo non può sopportare e che provocano turbamenti. Timore di sperimentare un dolore importante che trova nel corpo la via di scarico; timore che non ci sia l’adeguato rispetto per esso.
Non essere trattata come un oggetto. Essere giudicata o confrontata con altre ragazze. Si prospetta la necessità di un’esperienza sessuale che permetta sia l’affettività reciproca che l’attrazione sessuale e non si limiti ad un incontro finalizzato alla momentanea gratificazione fisica.
Avere una ragazza. Diventare gay. Insicurezze/timori circa la propria identità di genere. Laufer enfatizza l’importanza di tenere aperto il più possibile il vissuto di libertà di scelta sessuale fino alla fine dell’adolescenza.
Confrontarmi con gli altri in maniera più spontanea. Non riuscire ad esprimermi come vorrei. Assumere comportamenti di naturalezza assecondando il desiderio di apertura è la base per una fruttuosa transizione verso l’età adulta.
Che tutto vada per il meglio. Timore di non essere all’altezza. E’ importante affrontare difficoltà personali o situazioni in modo costruttivo, flessibile e propositivo.
Desiderio di essere apprezzata. In III° media le ragazze soffrono per le derisioni cui sono soggette da parte dei maschi. I maschi notoriamente più immaturi, ironizzano l’introspezione/sentimentalismo precoce delle compagne.
Maschi e femmine hanno gli stessi diritti. Che televisione, riviste, pubblicità esprimano in  maniera poco consona la sensibilità della donna. I media strumentalizzano il sesso, mercificandolo in obbedienza ai canoni di mercato. Si dovrebbe tentare di emanciparsi dalla visione individualista e annichilente che domina  la società attuale.
Rapporto di coppia/relazioni sentimentali
Trovare una persona che non ti vuole solo per fare sesso, ma che ti cerca per stare insieme tutta la vita senza mai litigare! Perdere una persona a te cara con cui sei stato una vita, paura di rimanere da solo. Nel desiderio di non litigare mai c’è una idealizzazione2, l’importante è che i conflitti vengano chiariti.
Trovare la persona giusta e avere un buon rapporto in tutti i sensi: morale, sessuale e visivo. Di non riuscire a trovare la persona giusta. Buon proposito, anche questo un po’ troppo idealizzato, ma giustificato dall’età.
Avere la possibilità di vivere bei momenti assieme. Quando, dopo un legame fallito ci si lega ad un’altra persona e si perde anche questa, allora è davvero doloroso. E’ importante affrontare le difficoltà impegnandosi a far funzionare il rapporto anche nei momenti di crisi.
Incontrare una persona che mi scelga per quello che sono e non perché sono ricco/a. Pensare di essere stata/o scelto per secondi fini. Si dà molta importanza all’essenza della persona, al suo mondo interno. “ L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Vivere un’affettività con la persona giusta in modo che non mi possa pentire Vivere un’affettività con la persona sbagliata. Timore di “aprirsi” ad una persona sbagliata per poi sentire di aver sprecato risorse personali.
Sento il desiderio di amare un ragazzo ma credo che a 13 anni non sia veramente possibile, spero quindi fra qualche anno di trovare un fidanzato e di tenermelo stretto. Consapevolezza che, quando si è troppo giovani, è rischioso investire troppo in una relazione. Si percepisce l’influsso dell’attuale società caratterizzata da legami che si interrompono troppo facilmente.
Incontrare qualcuno che mi capisca. Quando sono in una relazione vorrei che tutto ciò che provo sia reciproco e che non ci siano paure rispetto alla diversità. Anche qui c’è una fisiologica “idealizzazione”.
Che la mia ragazza si fidi di me. Paura di violare, pur non avendo cattive intenzioni,  il corpo dell’altro individuo. Emerge una particolare attenzione nei confronti “dell’altro”, premessa essenziale per una vita di coppia rispettosa.
Di farla felice con me. Sarà contenta con me, sarà felice con me? Autentica preoccupazione di non essere all’altezza della situazione legata alla personalità in formazione. E’ un nobile approccio all’affettività che si contrappone alla tracotanza di alcuni “adolescenti sopravvissuti”.
Condividere tutti i momenti con la persona che senti più affidabile e adatta a te, alla quale puoi confidare tutte le tue paure e problemi e condividere tutti i sentimenti. Paura di non avere/ricevere il sostegno e la completa condivisione dalla persona con cui si sta. Timore che possa tradire la propria fiducia. Necessità, da un lato di procedere ad un “disvelamento di sé” e alla condivisione di pensieri/affetti, dall’altro eccessivo desiderio di fusione (confidare tutte le paure condividere tutti i sentimenti).
Riuscire ad accontentarsi di un solo aspetto della sessualità. Paura che mio moroso mi mollerà, abbiamo progetti e stiamo bene insieme ma ho paura che finisca. Come posso superarla? La sessualità e l’espressione dei propri sentimenti possono esprimersi attraverso il contatto fisico più o meno intimo; la paura di essere lasciata deriva dal timore che il partner non sia empatico verso i propri bisogni (attaccamento ansioso molto probabilmente legato al bisogno di rassicurazioni circa la propria adeguatezza).
Che la relazione vada bene, che lei mi rispetti. Paura di essere tradito. Che il partner sia con altri amici/amiche e mi tradisca. Attaccamento sfuggente, in cui si ha timore di affidarsi all’altro, si teme che venga tradito il senso di fiducia e confidenza.
Che i genitori (sia i miei che della morosa) abbiano un po’ di fiducia e rompano meno. Che qualcosa vada storto e non voglia farlo più. Ansia da prestazione. Desiderio di svincolare dalla dipendenza familiare per sperimentare la sessualità; al contempo si vivono timori e preoccupazioni circa la propria adeguatezza fisica (lo stereotipo sessuale maschile che può portare a impoverire la dimensione dell’intimità).
Stringerla fra le mie braccia. Incontrare una persona di cui potermi fidare, che amo così tanto e che anche lei ricambi e decidere di fare sesso, ricevere anche delle coccole tipo carezze. Paura di corteggiare una ragazza. Desiderio di un rapporto affettivo profondo che permetta la condivisione di un’intimità psicologica e della sessualità attraverso un incontro affettuoso.
Far funzionare il rapporto anche in momenti di crisi. Paura di pentirsi della scelta, la sessualità è una cosa seria e va gestita fra persone che hanno unità di intenti. Rendersi conto dell’importanza di certe esperienze e della complessità delle situazioni (la crisi non viene evitata perché emerge la convinzione di poter gestire i rapporti in modo funzionale).
Penso che il sesso sia un grande passo per una coppia, fondamentale se si vuole essere una cosa sola con il partner. Non sentirmi pronta ed essere lasciata dal partner. Viene sfatata l’idea che l’adolescente non abbia in debita considerazione il proprio corpo.
Progettualità
Riprodursi e farlo con piacere, avere dei figli ad un’età adeguata. Non usare metodi contraccettivi e avere dei figli ad un’età non adeguata. Dimensione importante è il tempo. Diventare genitori richiede responsabilità e capacità di rinuncia; pertanto è fondamentale perseguire una maturità psicologica.
Incontrare una persona con cui mi trovo bene e far nascere figli felici. Nell’attesa che nasca il bambino, temo che la persona non mi accetti più e che il bambino cresca senza un padre. Il tasso di divorzi nella società attuale influenza l’immaginario collettivo delle nuove generazioni.
Trovare la donna dei miei sogni ed avere solo due figli, ma dopo il matrimonio. Trovarmi giovane come a 15/16 anni con figli e non sapere cosa fare. I giovani percepiscono il rischio reale di sentirsi costretti ad interrompere il percorso di crescita a causa di “importanti” imprevisti.
Condividere  la propria vita con una persona che tiene a te, come te tieni a lei/lui. Se questo non avviene, chi ci rimette sono soprattutto i figli. Bisogna essere certi di tutto. I ragazzi dimostrano di aver molta paura dell’infelicità della coppia e della sua ricaduta negativa sulla genitorialità.
Trovare la persona adatta a me che mi faccia sentire bene insieme a lui e che nasca una storia significativa tra noi. Paura di non diventare madre o che durante il parto il bambino muoia. La donna costruisce la sua identità sessuale a partire dal suo apparato interno, l’utero, non un organo cavo ma recettivo.
Mi piacerebbe avere dei figli. Che mia moglie perda la vita nel parto o che il neonato muoia. Paura di non avere figli per qualche problema medico.

Avere figli con problemi, dolore enorme.

E’ importante condividere questi timori per depotenziarli.
Desiderio è avere una famiglia mia anche con figli nella quale possa stare sereno e vivere felice. La mia paura è quella di rimanere da solo o convivere con una partner che mi metta in una posizione difficile così da vivere troppe sofferenze. Ritorna la paura dell’abbandono e di una vita caratterizzata da deprivazioni emotive.
Possibilità di trovare la persona giusta con la quale fare una famiglia, avere dei figli. Paura di avere dei figli che possano soffrire di qualche malattia, ad esempio la sindrome di Down.  Se una donna non può fare figli qual è il motivo? Ideazione del rapporto di coppia maturo e relative preoccupazioni/ circa la corretta informazione sui rischi legati alla gravidanza e alla nascita di un figlio.
Trovare una compagna che soddisfi dei requisiti caratteriali ed esteriori. Paura del divorzio. Di trovare una ragazza che ha un cattivo carattere e quindi divorziare. Ideazione di una relazione affettiva adulta/matura non centrata sull’importanza dell’avvenenza fisica ma sulle qualità interiori della partner. Emerge che determinati atteggiamenti possono portare problemi/discordie all’interno della coppia.
Costruire una famiglia e avere dei figli. Spero che se avrò figli più avanti non soffriranno per l’amore spezzato dei genitori. Rappresentazione di possibili ruoli genitoriali; ampio sguardo verso il futuro e le conseguenze negative che possono comportare la fine di un rapporto di coppia4.
“La prima volta”
Trovare una persona responsabile e consapevole. Non essere pronto. E’ una sana paura! E’ una domanda che ognuno dovrebbe porsi, non solo per la prima volta, ma all’interno di ogni relazione.
Farlo il prima possibile, prima di essere maggiorenne. “Bruciare” le tappe. La prima volta non è “calendarizzabile”. Farlo a 18 anni, come a 20 o a 30, l’importante è sentire dentro di sé che è il momento giusto.
Trovare qualcuno che  mi faccia sentire amata in tutto, che mi faccia piacere il mio corpo. Paura di essere rovinata nei sentimenti e nel fisico dalla persona che amo e di sbagliare il tempo di farlo e con chi farlo. Importante pensare prima di passare all’azione al fine di risparmiarsi un grande senso di inadeguatezza e di colpa.
Curiosità di provare questa emozione. Paura di fare sesso. E’ auspicabile che la sessualità sia vissuta all’interno di un legame affettivo che accolga anche  timori e preoccupazioni.
Desiderio di provare. Paura di non essere accettata per il fisico che ho. Paura di non piacere al ragazzo perché non so se la mia parte intima è brutta. Di non riuscire a lasciarsi andare. Tanti sono gli interrogativi che i giovani si pongono, a dimostrazione che non sono così “spudorati” come i media vorrebbero farci credere.
Comprendere quando si è pronti per “donarsi”. Una paura sarebbe di fare un errore, pentirsi di aver perso la propria verginità con la persona sbagliata. Avere sensi di colpa, per errore avere un figlio oppure contrarre una malattia rischiosa. Buona questa consapevolezza che induce a contemplare la complessità della relazione di coppia e gli antidoti per impedire la sua disgregazione.
Vorrei che succedesse solo se è lei a volerlo assicurandomi che ne sia veramente sicura. Paura che possa cambiare in peggio la mia o sua considerazione o anche quella degli altri. Sentimenti di rispetto e protezione nei confronti della partner; capacità di “decentrarsi” tenendo conto dei suoi sentimenti/desideri/modi di vedere dell’altra/o.
Incontrare il ragazzo giusto perché la prima volta sia un’esperienza importante. Paura di farlo con superficialità e farlo solo per renderlo felice. Timore di vivere un’esperienza forzata che rischia di far percepire la sessualità in modo riduttivo, consumistico, privo di significati creativi (vivere l’altro come un “oggetto sessuale”).
La prima volta vorrei sentirmi all’altezza delle situazione. Apparire una persona spudorata, di sembrare una brutta ragazza, ma allo stesso tempo vorrei affrontare un rapporto più intimo oltre il sesso orale. Desiderio di scoprire/sperimentare la propria sessualità e la propria adeguatezza ma al contempo timore del giudizio sociale .
Provocazioni
Non sono interessato ad avere un rapporto con altri esseri umani. Trovo che il paradigma sociale per cui si ricava piacere dal coito sia inutile e barbarico. Non ho desideri, non ho paura. Non ho dubbi. É una palese provocazione a cui ha fatto seguito una partecipata discussione a suffragio della complessità della vita che si sviluppa intorno a importanti quesiti e dubbi.
Avere molti rapporti con altre ragazze. Paura di essere stuprato da una persona che non conosco . Appare come una contraddizione: da un lato un desiderio di totale apertura, dall’altro paura di un ignoto angoscioso.
Bisogno di informazioni specifiche
Vivere la sessualità in modo sereno. Incontrare malattie sessualmente trasmissibili (es: HIV). Possono essere evitate attraverso un’adeguata informazione (conoscenze medico-scentifiche) che consente di vivere la sessualità in modo consapevole.
Poter togliere tutte le paure

Senza pensieri e senza preoccuparsi del corpo

Poter dire:“ok, mi piace” o “ok, non mi piace”

Che possa andare male, che per quella persona non vada bene, paura di trovarsi dopo con figlio/a, paura che il preservativo non sia completamente sicuro. Paura che la prima volta faccia male. Paura di rimanere incinta e dover abortire. I timori sono tanti e tutti sensati. Prevenire è meglio che curare. C’è bisogno di potersi confrontare con figure significative.
Desiderio di procreare. Essere sterile. E’ importante conoscere i luoghi istituzionali e non, dove approfondire le conoscenze e così sfatare i propri dubbi.
Desiderio di un rapporto che rispetti i tempi dei partner. Paura di avere un’ emorragia dopo un rapporto. Talvolta il coito viene vissuto come qualcosa che danneggia gli organi interni della donna.
I rapporti occasionali “scopa amici” sono sempre sbagliati? Paura che sesso e amore non siano legati. Il rapporto sessuale più realizzarsi in un contesto di “sperimentazione” o di investimento affettivo; è auspicabile che ci sia sempre il rispetto verso l’altro.
Una donna prova più piacere con un uomo o donna? Come possono fare l’amore due maschi? E due femmine? Avere dubbi sulla mia identità sessuale. L’interrogativo risente dell’influenza dei mass media ma è anche conseguente alla fisiologica omosessualità vissuta in adolescenza.
Avere un compagno dotato. Non saper essere all’altezza della situazione. A che cosa è dovuta l’eiaculazione precoce? Si può fare sesso con le prime mestruazioni?

Stereotipo culturale? Erronea convinzione che una sessualità/intimità gratificante possa essere direttamente correlata alle caratteristiche fisiche del partner.