La didattica delle emozioni®: uno strumento di prevenzione del disagio e di promozione del benessere a scuola

La Didattica delle Emozioni® è un programma di prevenzione del disagio nei soggetti in età evolutiva e di promozione del benessere nelle scuole di nuova generazione. Costituisce il punto di arrivo di un enorme sforzo sperimentale e di ricerca nel campo della prevenzione primaria, dell’educazione e dei più avanzati contributi della neurobiologia.

A differenza  del “fare prevenzione” (informazione, assemblee nelle scuole, incontri con gruppi a rischio, counseling, spot pubblicitari ed altro ancora), “essere nella prevenzione” vuol dire costruire pazientemente, gradualmente e costantemente valori in grado di accompagnare i giovani, ed ancor più i giovanissimi, verso l’adultità con le necessarie competenze per non cedere all’illusione di avventure pseudoemozionali favorite dall’assunzione di droghe e alcool o da comportamenti caratterizzati da dipendenza e compulsività (anoressia, bulimia, gioco d’azzardo, rischio, abuso di Internet e tecnologia).

Per ridurre i danni indotti dalle sostanze stupefacenti e da tutte le altre dipendenze che attualmente rappresentano la più diffusa emergenza socio-sanitaria tra le giovani generazioni, è necessario costruire e sviluppare valori educativi, il più precocemente possibile, attraverso la disponibilità all’ascolto, l’autorevolezza, il contenimento, l’accoglienza e tempo “significativo” da dedicare agli alunni, ai figli, ai bambini e ai ragazzi.

A questo concetto, teorico e pragmatico, di prevenzione, si è giunti dopo anni di lavoro nelle scuole, a contatto con migliaia di alunni, centinaia di docenti e di genitori.

Il lavoro clinico e psicoterapeutico ha costituito l’altro versante utile per costruire a posteriori il modello d’intervento riportato in questo articolo.

Dalle osservazioni cliniche e anamnestiche, dal confronto, dall’intenso lavoro nelle scuole con gli alunni, i docenti e le famiglie iniziò a delinearsi diversi anni fa l’esigenza di riformulare alcuni concetti circa la prevenzione e di costruire un modello d’intervento promozionale in grado di rispondere a diverse esigenze.

Posta la scuola come spazio-tempo privilegiato per promuovere benessere e ridurre i rischi del disagio e del disadattamento, si è dovuto negli anni costruire, e quindi proporre, un modello d’intervento che, pena il fallimento o l’appiattimento su altri modelli di basso profilo che durano il breve spazio del “consumo del finanziamento”, avesse caratteristiche ben definite. Tale modello doveva rispondere (e risponde) a queste imprescindibili proprietà:

  1. non costituisce un surplus di lavoro per gli insegnanti;
  2. non intralcia né rallenta le consuete attività didattiche;
  3. è di facile applicazione per i docenti (basta un corso di formazione di 8 ore circa);
  4. ha un costo economico molto contenuto;
  5. è divertente e proficuo;
  6. è flessibile e versatile, tale da essere adattato a tutte le scuole, in tutte le classi e per una grande quantità di esigenze pedagogiche ed educative;
  7. è efficace (nella direzione di una riduzione dei fattori di rischio e di una promozione di quelli di protezione)

La scommessa più ardua nell’aver costruito questo format era tuttavia rappresentata dal fattore “efficacia” (è veramente utile? Tiene nel tempo?), condizione senza cui non è possibile affermare la validità di alcun intervento.

Nel corso degli anni il programma di prevenzione basato sulla Didattica delle emozioni®  è stato  validato su campioni molto ampi di alunni, dando sempre risultati estremamente significativi dal punto di vista scientifico.

Il programma consiste in un articolato, ma semplice intervento che mira a costruire e rafforzare nella popolazione scolastica i migliori fattori di protezione per difendersi in modo costruttivo ed evolutivo dal disagio in generale e dalle dipendenze patologiche in particolare.

Tali fattori di protezione consistono nella capacità di identificare, modulare e gestire il proprio mondo emozionale interno.

Le strategie d’intervento utilizzate in questo programma sono in sintonia con le raccomandazioni, le linee guida e le revisioni sistematiche realizzate negli ultimi anni dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal National Institute on Drug Abuse e dall’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction in materia di evidenze di efficacia nella prevenzione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità da alcuni anni ha comprovato che, tra tutti gli interventi di prevenzione, le strategie basate sul potenziamento delle abilità personali sembrano risultare, da una revisione sistematica condotta su 1265 studi redatti tra il 1985 e il 2009, le più efficaci.

Tra le principali evidenze di efficacia relative a questo tipo di strategia, l’OMS annovera e quindi raccomanda:

  • la formazione dei docenti (a lungo termine);
  • la collocazione dei progetti di salute all’interno dei curriculum di educazione alla salute nelle scuole (per l’Italia i POF);
  • il rafforzamento delle capacità del self-control, della comunicazione, della gestione delle emozioni e delle relazioni con i pari negli alunni (per una durata di almeno sei mesi);
  • l’inizio precoce dell’intervento (età prescolare);
  • interventi educativi rivolti ai genitori (scuole per genitori);
  • azioni ed interventi immediatamente utilizzabili nella pratica.

La Didattica delle Emozioni® si è gradualmente sviluppata lungo queste direttrici, utilizzando per la sperimentazione un campione di soggetti così ampio, da risultare, allo stato attuale, uno dei progetto-interventi basato sulle Life Skills Training più consistenti di cui si ha notizia a livello mondiale.

Spesso in Italia progettare interventi di prevenzione rivolta ai problemi espressi dai giovani e dai giovanissimi consiste nell’incontro tra una domanda allarmistica e perentoria proveniente per lo più dal mondo della scuola (“bisogna fare qualcosa, presto venite!”, “abbiamo trovato gli spinelli nei bagni: organizziamo un’assemblea”) con una risposta blanda, lenta e poco incisiva, proveniente per lo più dai servizi sanitari o dai tanti esperti, a volte non tutti all’altezza, che si propongono sul mercato. Allarmismo e poca incisività normalmente si annullano a vicenda.

Una delle caratteristiche della Didattica delle Emozioni® consiste invece nel proporre al mondo della scuola e quindi agli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, un format educativo trasversale che comprende, pur non trattandole direttamente e formalmente, tutte le varie problematiche, prima che si trasformino in disagio o addirittura in comportamenti disadattati.

Si tratta di fornire, attraverso questo programma, la possibilità di insegnare e rafforzare nei soggetti in età evolutiva la capacità di individuare, riconoscere, modulare e gestire le proprie emozioni.

Una grande mole di studi e letteratura scientifica è infatti concorde nel ritenere tale competenza la più efficace nel proteggere le giovani generazioni da molte forme di disagio con particolare riferimento a quelle connotate da dipendenza e regressione.

D’altra parte l’acquisizione precoce delle competenze per gestire la sfera emotiva in senso adattivo consente ai bambini e ai giovani di costruire un “locus of control” interno attraverso cui sviluppare al meglio l’autostima, l’autonomia e la capacità di costruire e mantenere relazioni affettivamente significative, riducendo al minimo i rischi di un arresto dello sviluppo della personalità o di devianza.

Le tecniche di educazione alle emozioni (descritte in dettaglio nel volume edito da Erickson, 2013, in bibliografia) oltre ad offrire agli alunni l’opportunità di allenarsi alla corretta decodifica degli stati d’animo interni ed alla modulazione delle pulsioni in direzione del migliore adattamento possibile alla realtà esterna, innescano e favoriscono dinamiche relazionali profonde ed intense tra alunno e docente e tra gli alunni stessi.

La Didattica delle emozioni® è inoltre per i docenti un utile strumento per gestire meglio il gruppo-classe: non possono sfuggire problemi particolari (bullismo, prevaricazioni, conflitti, ecc ) e alcuni casi di disagio individuale possono essere affrontati sollecitando la cooperazione, il problem-solving e la partecipazione attiva di tutti gli alunni.

In varie realtà italiane molti insegnanti hanno riferito che i più rilevanti vantaggi e progressi, dal punto di vista evolutivo, si sono evidenziati proprio in quegli alunni che mostravano, all’inizio, i maggiori disagi. E’ probabile che l’allenamento all’identificazione, alla decodifica ed alla modulazione delle emozioni, stimolato dalle tecniche, influisca con maggiore evidenza, e forse con maggiore efficacia, su quei soggetti portatori a scuola di disagio e disadattamento, riducendo il malessere e le difficoltà.

Le evidenze scientifiche ottenute con le misurazioni, le tendenze della ricerca, le riflessioni e i dati ottenuti indicano che è bene porre al centro degli interessi degli adulti le emozioni dei bambini, dei preadolescenti, degli adolescenti.

È fortemente educativo ascoltare le loro emozioni, offrendo al contempo le migliori opportunità per farle esprimere, modularle e riconoscerle.

Le tecniche e le strategie utilizzate all’interno del programma costituiscono gli strumenti per facilitare questa importante funzione di sintonizzazione.

Le sperimentazioni svolte nella provincia di Viterbo (2006) e nella provincia di Grosseto (2007) hanno visto partecipare in totale più di 2000 alunni tra i 5 e i 16 anni, 120 docenti e circa 700 genitori. Si è proceduto con la consueta metodologia della ricerca scientifica (gruppo sperimentale, gruppo di controllo, pre test e post test), ottenendo alla fine delle due sperimentazioni risultati molto buoni e comunque statisticamente significativi.

In particolare:

  • nei più piccoli potenzia il processo di attribuzione di significato delle esperienze emotive e cognitive in un continuum spazio temporale che favorisce l’emergere del sé;
  • nei preadolescenti ha un alto impatto emotivo che facilita il rapporto con il gruppo dei pari e con gli adulti, proteggendo il soggetto da percorsi di sviluppo alternativi e rischiosi;
  • negli adolescenti la didattica delle emozioni permette di stabilizzare e consolidare l’identità del soggetto che, se lasciato solo, incrementerà la sua fragilità.

La Didattica delle emozioni® si rivela, quindi, uno strumento importante per riconoscere, gestire e modulare le emozioni, con funzioni protettive circa lo sviluppo della personalità.

La sperimentazione ha messo in luce come l’utilizzo delle tecniche proposte risulti tanto più efficace quanto più è bassa l’età del soggetto: se si interviene con questa metodologia prima dei tredici anni, si avrà un incremento delle competenze emotive che costituirà un fattore di protezione essenziale nel periodo dell’adolescenza.

Visti i risultati, dal 2015 l’Unione Europea ha concesso un finanziamento (programma Erasmus plus) per sperimentare e promuovere in Europa il programma della Didattica delle Emozioni®. Al progetto comunitario hanno aderito la Romania, l’Ungheria, il Regno Unito, l’Austria e la Turchia. Il programma durerà tre anni.

Psicologo dirigente presso l’Unità Operativa Complessa di Psicologia della ASL di Viterbo

Bibliografia

Goleman D. (1997), Intelligenza emotiva, Milano, Rizzoli.

Gottman J. e DeClaire J. (1998), Intelligenza emotiva per un figlio, Milano, Rizzoli.

Mariani U., Schiralli R. (2011), Nuovi adolescenti nuovi disagi. Dai social network ai videogames, allo shopping compulsivo: quando l’abitudine diventa dipendenza,  Milano, Mondadori.

Mariani U., Schiralli R. (2013), Intelligenza emotiva a scuola, Trento, Erickson.

Mariani U., Schiralli R. (2014), Nostro figlio, Milano, Mondadori.