Scelti per voi ragazz*

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Anna Vivarelli

Odio il piccolo principe

Edizioni Piemme, Segrate (MI) 2016, pp. 208, € 9.00

Età di lettura: 11-13 anni

Gli era caduto addosso un masso gigantesco, senza preavviso. Nessuna frana, nessun terremoto, neppure il presagio di uno stormo di uccelli neri: solo il crollo di un macigno esattamente sulla sua testa. Tutto intorno la vita continuava a scorrere, mentre lui stava lì sotto, incapace di respirare. Ed era inutile sperare che qualcuno gli desse una mano, perché nessuno lo vedeva, nessuno sapeva. Paralizzato, braccia gambe e tutto il resto, mentre la testa continuava a macinare pensieri spaventosi. Suo padre e sua madre non erano suo padre e sua madre”. Così inizia questo romanzo dal titolo accattivante e quasi scherzoso, subito il lettore viene catapultato nel momento più difficile per il quattordicenne veneziano Lorenzo; quel momento in cui, come schiacciato da una frana, senza preavviso, viene messo a conoscenza del fatto di essere stato adottato. Ora tutto è chiaro, il modo in cui i suoi genitori lo trattano, il suo essere inadatto in qualsiasi situazione, perfino a scuola, tutto dipende dal fatto che i suoi genitori sono degli impostori e che lui stesso non sa chi sia. A questa pesante situazione fa da sfondo l’avversità di Lorenzo per i libri, eh già!, perché come lui stesso racconta si è sempre rifiutato di leggere libri al di là dei testi scolastici. E la colpa era tutta del piccolo bastardo. Quel piccolo principe con quel ridicolo cappotto e lo spadino, che col dito puntato, con la sua saggezza da vecchio, i suoi sentimentalismi e le sue domande gli aveva rovinato l’infanzia.

E ora la bomba, è stato adottato: tutto è andato a rotoli, chiuso nel suo silenzio e nella sua rabbia, con la sola speranza di essere il figlio di qualche famoso giocatore di rugby dalla storia straziante che era stato obbligato ad abbandonarlo, Lorenzo si è trascinato fino agli ultimi giorni di scuola, quando la madre e il padre, su consiglio di uno psicologo, lo hanno mandato a Torino per aiutare la nonna e per trovarsi un lavoretto estivo. Nella città piemontese Lorenzo lavora in un teatro e incontra personaggi molto particolari, amici e conoscenti della nonna. Tra questi conosce anche Janica una ragazzina con una sensibilità particolare e da cui rimane particolarmente colpito.

Nel frattempo il suo desiderio di ritrovare il suo vero padre, quel giocatore di rugby delle sue fantasie, lo porta a convincersi a scappare, a partire da solo alla sua ricerca… Il tentativo di fuga lo riporta però a casa, dalle persone che lo amano, e gli consente di capire meglio se stesso e le persone che lo circondano.

L’autrice, Anna Vivarelli, propone una storia molto toccante che tratta questioni e sentimenti molto delicati in modo molto emozionante.

Lorenzo da ragazzo scontroso e pieno di rabbia si trasforma nel corso dei capitoli fino a diventare un ragazzo in cerca di affetto.

Il sovrapporsi delle storie dei vari personaggi permette al giovane protagonista di esaminare la realtà e la sua particolare situazione con uno sguardo esterno e oggettivo; personaggi, luoghi e storie creano uno sfondo armonioso da cui Lorenzo raccoglie i vari pezzi per rimettere insieme la sua identità e le sue opportunità.

Un romanzo ricco e maturo in cui forse alcuni riferimenti possono risultare un po’ troppo complicati per ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, ma che sicuramente dà loro la possibilità di approcciarsi ad una tematica come quella dell’adozione che può riguardare loro o il loro coetanei.

Difficile spiegare cosa passa nella testa di un bambino che scopre di essere stato adottato, eppure il romanzo di Vivarelli non sembra per niente finto o lontano dalla realtà. Leggendolo ci si può immedesimare nel protagonista, nella sua rabbia, nel suo rancore, nella sua tristezza, vivendo insieme a lui il suo cambiamento. I legami famigliari si intrecciano su più livelli in questa storia che giunge al lieto fine dopo un percorso travagliato, che restituisce a chi legge le difficoltà di provare e di esprimere il più puro e semplice desiderio di affetto.

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Marci Lyn Curtis

Quello che ti rende speciale

Fabbri Editore, Milano 2016, pp. 350, € 16.00

Età di lettura: a partire dai 14 anni

Avete presente il detto: “non giudicare un libro dalla copertina”? Direi che è proprio quello che non bisogna fare con questo libro. Eh sì! perché la copertina non rende proprio giustizia al contenuto. Su di essa si vede è una ragazza che balla, sembra quasi in discoteca, un po’ in stile “saranno famosi” e quello a cui viene subito da pensare è una ragazza che insegue il successo.

Mi sono imbattuta in questo libro in modo del tutto casuale: ho visto una ragazza circa quindicenne seduta che stava leggendo a scuola durante l’intervallo, ho intravisto la copertina e incuriosita le ho chiesto: “che libro stai leggendo?” e lei “Quello che ti rende speciale… bello! Parla di una ragazza cieca che cerca di imparare a vivere con questo problema…”.

Incredibile, tutto l’opposto di quello che mi aspettavo avendo visto la copertina… messa da parte la prima apparenza, infatti, e leggendo la trama già si inizia a capire che la protagonista non è una cantante/ballerina/ attrice che vuole diventare famosa, ma una ragazza qualunque che anzi vive una situazione molto difficile e che sta cercando di adattarsi alla sua condizione. Il libro poi, anche se con qualche elemento romanzato e ai limiti del surreale, è una vera sorpresa: parla di amicizia, amore, famiglia, perdite, dolore, sconfitte e rivincite toccando molti temi tipici dell’adolescenza. Lo fa però con uno stile fresco, divertente e ironico che rende la lettura molto piacevole e che riesce ad affrontare problematiche personali e famigliari in modo leggero senza renderle banali o surreali.

Maggie, questo il nome della protagonista, parla in prima persona al lettore, raccontando sensazioni e emozioni e descrivendo ciò che la circonda in modo diverso dal solito: non descrive ciò che vede, ma ciò che sente, tocca e percepisce.

È una diciassettenne davvero interessante che fino a qualche mese prima dell’inizio del romanzo era una delle ragazze più popolari della scuola e una giocatrice di calcio festaiola a cui piaceva creare scompiglio. Le cose sono però cambiate per Maggie dopo che una terribile meningite le ha tolto la vista: Maggie si è chiusa in se stessa, nella musica e nella sarcastica idea che ha del mondo, nascosta dietro un’ironia tagliente e un pessimo carattere. Non vuole la pietà di nessuno, è scontrosa e arrabbiata con i suoi genitori che sono disorientati davanti alla sua cecità e con i suoi amici da cui si è allontanata dopo la malattia. Teme di rimanere sola, e non ha fiducia né negli altri né in se stessa. Eppure è una ragazza ribelle tanto che all’inizio del romanzo si trova in libertà vigilata a seguito di uno scherzo scolastico finito male.

È proprio nello studio dell’assistente sociale addetto alla sua sorveglianza che Maggie incontra in modo anche un po’ rocambolesco Ben; un ragazzino di 10 anni davvero speciale, soprattutto perché sembra essere l’unica persona che Maggie riesce a vedere di nuovo. Maggie improvvisamente riesce a vedere Ben e ciò che lo circonda, accade solo quando lui è vicino e Maggie non se lo sa spiegare. Ben è diverso da qualsiasi altra persona che la ragazza conosce, è decisamente fuori dal comune, molto intelligente e saggio, e come lei ha sofferto molto. Ben infatti ha la spina bifida eppure al contrario della diciassettenne non vede limiti, ma solo possibilità.

I due diventano incredibilmente amici formando un’accoppiata decisamente strana Eppure sarà proprio questa amicizia a far uscire Maggie dal suo guscio per riscoprire le piccole grandi gioie della vita.

Ben accompagnerà Maggie, infatti, in un percorso di accettazione di sé alla ricerca di quello che la rende speciale. “– Che cosa ti rende speciale?

  • Eh?- Ma sì, dai, hai capito – No, di che parli?
  • Di quella cosa che ti rende felice…Quella cosa che ti rende te stessa, tutti ne hanno una… È importante. Non sai quello che ti rende speciale, e non va bene, è contro natura. Comincerai a zoppicare o ti verrà la tosse se vai avanti così… Non sto scherzando, è una faccenda molto seria. Tutti hanno qualcosa che li rende speciali.

La diciassettenne grazie al saggio ragazzino comincia a realizzare che la perdita della vista, non significa la perdita di tutto.

Certo il motivo per cui Maggie riesce a vedere Ben è ai limiti del fantascientifico, e il fatto che il fratello del ragazzino sia il cantante della band preferita da Maggie e di cui è innamorata scade un po’ nella classica commedia romantica, ma sono delle piccole pecche che possiamo concedere all’autrice. Una lettura interessante questo young adult che divertirà e appassionerà i giovani lettori, lasciando in loro sicuramente qualche traccia e qualche stimolo per riflettere sul fatto che “quello che accade non ci fa cambiare, ma ci fa emergere per ciò che siamo davvero”.

Serena Bignamini