Didattiche autobiografiche e narrative in Europa

Dopo tre anni di lavoro si è concluso il progetto pilota europeo dianoia. Una sintesi del suo percorso

I luoghi e le professioni della formazione sono da più parti sollecitati a dotarsi di riferimenti concettuali e di strumenti e dispositivi didattici in grado di sostenere e sviluppare produzioni autobiografiche e narrative all’interno dei diversi contesti.

Numerose ricerche e studi1 hanno da tempo evidenziato l’importanza della dimensione autobiografica e narrativa per promuovere i processi metacognitivi di conoscenza dei propri meccanismi di apprendimento, per accompagnare i cambiamenti indentitari e di rappresentazione di sé legati ai mutamenti delle modalità produttive, dei contesti lavorativi e culturali, per favorire l’interesse e la motivazione nei confronti dei contenuti formativi, per orientare la vita educativa; nonché per sostenere specifiche competenze comunicative e sociali, con particolare riferimento a interventi formativi rivolti a soggetti svantaggiati o caratterizzati dal disagio. Gli strumenti didattici autobiografici e narrativi, vengono inoltre sempre più impiegati dalle professioni impegnate nella diffusione e nella promozione culturale, nelle strutture locali e territoriali (biblioteche di quartiere, centri culturali e del tempo libero, università popolari, centri per l’educazione permanente, enti e associazioni giovanili).

Le caratteristiche e i significati dell’aumento della domanda
di competenze didattiche a sfondo autobiografico e narrativo, oltre che dalla letteratura internazionale specializzata, sono stati in Italia messi in evidenza e approfonditi da numerose e mirate ricerche2.

La questione delle competenze didattiche a sfondo autobiografico e narrativo diventa sempre più pressante, nel momento in cui le esperienze di apprendimento si distribuiscono lungo tutto l’arco della vita e nel momento in cui – vuoi per i processi migratori, vuoi per le politiche di unificazione europea – il discente frequenta contesti formativi e culturali molti diversi.

Dianoia (Didattiche Autobiografiche e Narrative per Operatori sociali, Insegnanti e Animatori Culturali), è il progetto pilota promosso dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, approvato e sostenuto dalla Direzione Generale Istruzione Cultura della Commissione delle Comunità Europee, all’interno del programma d’azione comunitaria in materia di formazione professionale Leonardo da Vinci. Partner del progetto, oltre alla LUA, sono 21 fra università, scuole superiori e organismi di lavoro sociale in rappresentanza di sei paesi europei (Italia, Spagna, Olanda, Germania, Romania, Svizzera) a cui si sono collegati numerosi interlocutori da tutta Europa, (vanno segnalate le università di Edimburgo, Oslo e Cork che sono intervenute costantemente durante tutto l’iter progettuale).

Il progetto dianoia si rivolge a tutte le figure educative che intendono la propria professionalità caratterizzata e riconosciuta dal rimando a teorie e pratiche che valorizzano l’approccio autobiografico e narrativo e che stanno diventando una caratteristica qualificante del lavoro pedagogico3.

Un processo legato a forti innovazioni nelle politiche educative e sociali. Ad esempio in Italia, laddove i nuovi progetti scolastici prevedono lezioni dedicate ad attività didattiche concordate con gli studenti, tendono ad emergere esperienze educative a sfondo narrativo ed estetico (animazione teatrale, scrittura creativa, ricerche volte al recupero delle memorie locali…), in tutta Europa il superamento delle logiche contenitive delle grandi istituzioni dell’assistenza (manicomi, orfanotrofi, internati per disabili), porta allo sviluppo di microprogetti di lavoro, attenti a promuovere l’attiva del discente, prestando attenzione e ascolto alla storia del soggetto. Inoltre l’uso autobiografico di linguaggi artistici diventa uno strumento per favorire la comunicazione e l’emancipazione in situazioni di forte isolamento e marginalità sociale. Senza scordare l’impiego prezioso delle didattiche autobiografiche e narrative nei contesti multiculturali.

Anche se esistono originali e lodevoli eccezioni, l’apprendimento di tali competenze non è ancora presente in maniera sistematica ed elaborata, nei percorsi formativi delle professioni educative.

Principali finalità perseguite

Lo scopo generale dei lavori é stato quello di “attuare una riflessione di respiro internazionale per fornire informazioni, materiali didattici e sostegno a chi intende affrontare e far crescere competentemente una cultura dell’autobiografia e del pensiero narrativo, all’interno dei diversi contesti formativi”.

L’approccio autobiografico e narrativo alla formazione, consente di elevare notevolmente la qualità della didattica, in quanto instaura un processo di concertazione e comunicazione fra docente e discente, e consente di affrontare i processi di cambiamento soggettivo implicati nelle trasformazioni esistenziali e organizzative.

Il progetto mira ad incidere sui percorsi formativi delle professioni coinvolte e promuovere l’apprendimento di tali competenze all’interno delle esperienze di formazione iniziale, di specializzazione, di aggiornamento; ha anche l’aspettativa di sensibilizzare il mercato del lavoro educativo e sociale, contribuendo alla crescita qualitativa e quantitava della richiesta di figure educative ampliando i settori di competenza.

Pensiamo che il consolidamento di queste competenze contribuirà a sostenere il riconoscimento professionale di alcune figure emergenti e in via di ristrutturazione del settore sociale e culturale, oltre che accompagnare i processi di ridefinizione in atto del ruolo docente.

La valorizzazione sistematica delle competenze autobiografiche e narrative contribuirà alla promozione di una cultura dell’ascolto, del dialogo e della comunicazione, che avrà senz’altro ricadute positive anche rispetto ad altre figure professionali, dove tali competenze si sono rivelate preziose.

Fasi di lavoro

Il progetto dianoia é durato tre anni e si é articolato intorno a quattro fasi di lavoro.

1 fase: Confronto delle esperienze

Dopo uno studio di casi e di letteratura scientifica a livello nazionale, i partner si sono incontrati per esporre e confrontare le esperienze e le attività presenti localmente in materia di impiego e formazione di competenze autobiografiche e narrative.

2  fase: Elaborazione dei risultati e costruzione di moduli e materiali multilingue

5 gruppi di lavoro – uno per paese, esclusa la Spagna che ha coordinato il gruppo dei valutatori – individuati dai partner si sono incaricati di elaborare i risultati della fase 1 e di realizzare materiale informativo, esempi di moduli didattici e supporti formativi (schede di esercitazioni, diapositive, griglie autoformative e autovalutative) in almeno tre lingue (inglese, tedesco, italiano), da sottoporre a sperimentazione.

3 fase: Sperimentazione reciproca dei moduli

Le esperienze elaborate sono state oggetto di sperimentazione reciproca. Moduli, materiali e supporti didattici, sono stati applicati nelle diverse nazioni coinvolte, in diversi settori lavorativi e formativi (scuole, università, centri socioeducativi, sociosanitari e culturali). Gruppi di formatori di diverse nazioni si sono recati in sedi individuate dai partner per mostrare e applicare metodi e tecniche ideati, con gruppi campione e con panel di esperti composti da rappresentanti del mondo della formazione e delle professioni.

4  fase: Disseminazione

Una serie di seminari e iniziative informative e una conferenza pubblica hanno concluso il progetto e posto le basi per la diffusione dei risultati.

Esiti e risultati

Tramite la rete creata dal progetto dianoia i formatori (insegnanti, educatori, operatori sociali, animatori culturali, formatori dei formatori) e gli organismi di formazione e sociali in cui tali professioni sono impiegate, interessati a migliore le loro competenze sui temi dell’autobiografia e della narrazione, hanno ora a disposizione a livello europeo

moduli formativi per l’apprendimento di competenze relative alle didattiche autobiografiche e narrative

formazione e training

esempi di moduli di apprendimento diffusi in Europa

informazioni sistematizzate nei confronti delle didattiche autobiografiche e narrative, relative ai modelli scientifici di riferimento e alle buone prassi presenti a livello europeo

informazioni sulle possibilità di impiego e sulle applicazioni di tali competenze

aiuti nella progettazione di moduli formativi inerenti

supporti e materiali didattici sia di tipo tradizionale che legato alle nuove tecnologie

un forum internazionale di dibattito, scambio e consulenza sulle problematiche relative all’utilizzo e alla costruzione di tali competenze

Il progetto dianoia é andato aggregando nel corso dei lavori una vasta rete di centri formativi europei grazie ad una attenta politica di diffusione e interlocuzioni con le realtà più rappresentative. Si é in questo modo costituito il più grosso network europeo rivolto ai temi della narrazione e della autobiografia nei contesti formativi. Il sapere contestuale e locale di ogni partner é stato messo a disposizione delle altre nazioni con un incremento di attenzione verso temi i dell’autobiografia e della narrazione e gli strumenti elaborati dal progetto dianoia. Inoltre il progetto ha mostrato come sia possibile collaborare in maniera efficace e innovativa su tematiche complesse mettendo in stretto rapporto università, scuole, formazione professionale e imprese.

Il progetto é stato condotto con una metodologia di progettazione partecipata, che ha consentito la diffusione di una cultura democratica e interculturale nella progettazione dei percorsi formativi che si rileva preziosa per la sfide che l’allargamento dell’Unione Europea pone ai formatori.

Il progetto ha avuto un notevole impatto sui sistemi formativi dei rispettivi paesi.

Innanzitutto, trasformando in modo sostanziale la didattica dei partner e degli interlocutori coinvolti. Nei corsi accademici tenuti presso le università partner, nelle associazioni, negli enti di formazione e nelle scuole, la didattica narrativa è ormai entrata come prassi abituale, consolidata e oggi molto più rigorosa.

Si deve poi sottolineare l’importanza di aver diffuso in ampie fasce della popolazione accademica e nei
servizi la consapevolezza della necessità di fornire/ottenere una formazione specifica sulle competenze narrative, e questo sia in ambito scolastico sia in ambito socio-sanitario e educativo. Molte iniziative locali sono nate dall’incontro con il progetto dianoia e i suoi prodotti.

Basti dire che tutte le istituzioni partner hanno avviato nei rispettivi territori nuove sperimentazioni e/o nuovi percorsi formativi sulle competenze proprie del dianoia.

Ma la cosa più importante, che darà grande visibilità al progetto nel futuro – e che promette di diventare ancora più importante nel tempo – è la costituzione di un network europeo tra tutti i partner e gi enti e interlocutori, per l’apertura di una serie di corsi universitari internazionali (ERASMUS) coordinati tra loro. Uno di essi, a Nijmegen (Olanda), per lo sviluppo di competenze narrative audio-visive, era già operativo all’inizio del progetto dianoia, ma durante il progetto sono stati congegnati e avviati altri corsi: uno ad Amburgo, sulla costruzione di competenze interculturali a partire dai linguaggi creativi e narrativi, si è tenuto dall’ottobre al dicembre 2004 ed ha avuto grande successo numerico e qualitativo. Gli altri Corsi Internazionali (ognuno dedicato a un gruppo specifico di competenze, e quindi complementari gli uni agli altri) stanno partendo a Oslo, Cork, Edimburgo.

Aspetti innovativi del progetto

COMPETENZE TRASVERSALI FRA PROFESSIONI DELL’EDUCAZIONE

Sul piano dei contenuti la particolare innovazione riguarda l’essere riusciti ad individuare un profilo di competenze professionali che può vedere coinvolti diversi destinatari accomunati dall’interesse verso i temi del progetto. Questo consente un dialogo professionale fra figure molto diverse (insegnanti, operatori sociali, formatori, animatori culturali) e prefigura la possibilità di momenti formativi comuni che può essere accolta dai diversi attori della formazione.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA IN UN CONTESTO MULTINAZIONALE

Il progetto è stato coordinato tramite una metodologia di progettazione partecipata e di work in progress. Questo da un lato ha portato a prolungare i tempi di lavoro ma, dall’altro, ha permesso un riconoscimento dei bisogni dei vari partner nell’ideazione delle attività del progetto. Ogni gruppo di lavoro ha goduto di una elevata autonomia operativa. In questo modo i prodotti elaborati rendevano evidenti le peculiarità culturali e territoriali che non perturbavano la gestione, ma anzi costituivano un elemento di arricchimento generale dei contenuti del progetto. Le diversità delle varie nazioni finivano con il consentire un reciproco sguardo critico sulle scelte (formative, operative, metodologiche…) che si andavano elaborando. Questo reciproco gioco di sguardi ha messo in evidenza le culture della formazione e del lavoro nel settore indagato presenti nei vari paesi, espressione della loro storia, delle loro politiche economiche, sociali e scolastiche. Ma la consapevolezza della molteplicità presente ha anche permesso ai vari partner di riconoscere uno sfondo comune che poteva essere ricondotto a preoccupazioni epistemologiche, valoriali, etiche largamente condivise. La scelta di non ridurre le diversità culturali a partire da una gestione centralista è stata dunque premiata, perché ha reso evidente un patrimonio europeo comune che è diventato uno degli aspetti di maggior fascino del progetto.

VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSITA’

La molteplicità degli sguardi è stato l’elemento portante del progetto. Costruita attraverso un dialogo trasversale fra istituzioni e fra nazioni. Il progetto sta aggregando da tutta Europa interlocutori interessati ai prodotti, ma anche attratti dal processo gestionale e dalle modalità progettuali condivise. Se le lingue hanno creato un indubbio ostacolo alla rapidità dei lavori, hanno però fornito un ulteriore stimolo, perché la traduzione dei termini, soprattutto in fase di discussione dei risultati e dei prodotti, è stata oggetto di analisi per evidenziare gli impliciti culturali, locali, professionali.

AUTOBIOGRAFIA E NARRAZIONE NELLA PROGETTAZIONE

I contenuti del progetto, e cioè le competenze autobiografiche e narrative, sono stati trattati con coerenza anche nell’organizzazione e nella gestione. I seminari e gli incontri hanno sempre fatto attenzione alla dimensione storica e narrativa degli attori e degli atti implicati. Le forme delle relazioni hanno, dove possibile, privilegiato la dimensione laboratoriale e di incontro concreto con le competenze individuate (tramite immagini, visite, giochi di ruolo, esposizioni, spettacolazioni). Questo ha creato un patrimonio di esperienze, ricordi, vissuti che hanno dato luogo a un contesto culturale condiviso. Si è diffusa così una conoscenza reale e una fiducia reciproca fra partner, di cui i lavori del progetto hanno largamente beneficiato.

Il progetto dianoia ha contribuito a diffondere una cultura dell’autobiografia e della narrazione nei contesti formativi europei. Una cultura preziosa di fronte alle sfide formative e sociali che pone la politica della costruzione dell’Unione Europea e il suo allargamento. L’attenzione verso la questione autobiografica e verso le tematiche pedagogiche e psicologiche della narrazione consente di elaborare contesti formativi in grado di accogliere la storia individuale e collettiva, così come consente di promuovere forme di comunicazione e di formazione coerenti in grado di valorizzare l’alterità e la diversità. Il progetto dianoia ha agito i suoi scopi all’interno stesso della sua progettazione con una particolare coerenza fra fini e metodi. Ogni incontro transnazionale é partito dall’ascolto e dalla tutela delle storie, delle persone e delle organizzazioni sforzandosi di creare una cultura unitaria che non soffocasse le diversità e sensibilità presenti, consentendo di passare dalla multiculturalità alla interculturalità.

Il lavoro comune dei partner ha concesso di rilevare che al di là di differenti denominazioni, legate anche alle diversità linguistiche, la sensibilità verso i temi del progetto era diffusa e condivisa; ciò ha quindi favorito il lavoro dei diversi organismi che vedevano così riconosciute a livello europeo le ipotesi e le intuizioni che le loro ricerche e i loro studi andavano esplorando.

Le imprese del lavoro sociale e le istituzioni scolastiche e formative hanno consentito all’università un confronto con bisogni, pratiche e competenze che emergono nel mondo del lavoro educativo e sociale e hanno aiutato a profilare le tendenze europee future.

Il futuro del partenariato

Il progetto dianoia ha costituito un network sui temi dell’Autobiografia e Narrazione che può essere riassunto nei seguenti numeri: più di 30 organismi fra università, scuole, imprese di 9 paesi europei (Italia, Germania, Olanda, Spagna, Romania, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Irlanda). A questi contatti vanno aggiunti ulteriori organismi europei che hanno manifestato in diverse forme il loro interesse. Sono in corso diverse ipotesi per sostenere i legami fra i partner che hanno già dato luogo a progetti internazionali (All’interno dei programmi internazionali Erasmus, Grundtvig, Do-Re…) che usano i risultati del dianoia come leva per continuare la ricerca e la progettazione di didattiche creative e narrative.

Questo network, che si qualifica come la più grossa rete europea di centri formativi attenti alle didattiche autobiografiche e narrative, é il risultato più prezioso del progetto.

La rete che ha realizzato il progetto dianoia

Ass. Libera Università dell’Autobiografia, Anghiari, Italia
Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi di Milano Bicocca, Italia
I.S.I.S. ANDREA BARBARIGO, Venezia, Italia
Associazione Il Grande Cocomero, Roma, Italia
DIDAEL S.r.l., Milano, Italia
Tempo per l’Infanzia Cooperativa Sociale, Milano, Italia

Centro diurno “LA CASA” di Bernareggio dell’ospedale di Vimercate, Italia

Istituto Tecnico Commerciale Statale Manfredo Da Passano, La Spezia, Italia
Liceo Scientifico Statale G. Galilei, Voghera, Italia
HAN University, dept. SPH (Social-Educational Care), Paesi Bassi
ROC De Leijgraaf, Paesi Bassi
De Grift, Paesi Bassi
Hochschule für Angewandte Wissenschaften, Amburgo, Germania

Kooperative Produktionsschule Altona GmbH (PSA), Amburgo, Germania
Kulturladen St. Georg e.V, Amburgo, Germania
Fundatia Pestalozzi, Bucarest, Romania
Universidad De La Couruna-Facultad De La Educacion, Spagna

Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Dipartimento Lavoro Sociale, Svizzera
Alta Scuola Pedagogica, Locarno, Svizzera
Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, Servizio di socioterapia, Mendrisio, Svizzera
Centro per la formazione professionale e sociale, Gerra Piano, Svizzera

Coordinatore
Tecnico Scientifico: Claudio Mustacchi

Responsabile Sperimentazione: Laura Formenti

Responsabile Valutazione Interna: Mercedes Gonzales Sanmameed

Referente Gruppo Italiano: Laura Formenti

Referente Gruppo Tedesco: Otto Luedemann

Referente Gruppo Olandese: Ria Hoebink

Referente Gruppo Rumeno: Daniela Mihaita

Referente Gruppo Svizzero: Marina Bernasconi

Responsabili Diffusione: Stefania Freddo, Enrico Aversa

Segreteria Amministrativa: Franco Conton, Graziella Checchi

Segreteria Tecnica: Renato Livigni

Segreteria Organizzativa: Roberta Bonfanti

Per informazioni:

SITO del progetto www.dianoiaeducation.net

Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari

Pza del Popolo 5, I-52031 Anghiari (AR)

tel. +39 0575 788847

mail:             segreteria@lua.it

Web:             www.lua.it

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i ad es. cfr. AA VV, Méthodolgie des Histoires de vie en formation de formateur, Peuple e Culture, Paris, 1992; The Biographical Approch in European Adult Education, Verband Wiener Volksbildung, Wien, 1995, AA VV; Apprendere nelle organizzazioni, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1994; Smorti A., Il pensiero narrativo, Giunti, Firenze, 1994, Demetrio, D., a cura, Per una didattica dell’intelligenza, Franco Angeli, Milano, 1995,

ii Cfr. AA VV, Il metodo autobiografico, Guerini, Milano, 1996,

iii Cfr. Demetrio D., a cura, L’educatore autobiografo. Il metodo delle storie di vita nelle professioni di aiuto, Unicopli, Milano, 1999; Formenti L., Gamelli I., Quella volta che ho imparato. La conoscenza di sé nei luoghi dell’educazione, Cortina, Milano, 1998; Mustacchi C., a cura, Nel corpo e nello sguardo. L’emozione estetica nei luoghi della cura e della formazione, Unicopli, Milano, 2001; Castiglioni M., a cura, L’autoriflessività nelle professioni educative, Comune di Ancona, 1998 ,

 

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