Un progetto di lettura per le scuole

La gente qui non agisce per sentirsi dire grazie, ma lo fa per spontaneità. Se tu ringrazi chi ti aiuta, sminuisci il gesto compiuto

(Il pianeta Viola)

Lisa Cappellazzo*

Mi chiamo Lisa Cappellazzo, ho 35 anni e son un’insegnante di scuola primaria. Svolgo questa professione dal 2004 ed oltre all’insegnamento, possiedo due altre grandi passioni: scrivere e suonare la batteria. Ho iniziato a stilare brevi racconti fantastici all’età di otto anni, ispirata soprattutto dalla serie televisiva de “La signora in giallo”. Quelle puntate stimolavano la mia fantasia e mi portavano ad inventare brevi racconti, soprattutto durante la pausa estiva. Ho un bellissimo ricordo di quando andavo in vacanza al mare e trascorrevo i pomeriggi a scrivere brevi storie assieme ad un’amica: conservo tutt’ora quegli scritti e mentre li rileggo, penso a quanto fosse creativa e costruttiva tale attività. Il tempo ci volava e se non ci venivano in mente alcune frasi, traevamo ispirazione dai giornalini di Braccio di Ferro, assai ricchi di vocaboli e modi di dire. Quel nostro passatempo non era così diffuso allora e nemmeno adesso: come insegnante noto che solo alcune bambine tengono un diario segreto dove poter esprimere le proprie emozioni attraverso la scrittura; inoltre osservo che pochi bambini provano interesse nell’affrontare un compito relativo alla stesura di un breve racconto o di una descrizione. Questo forse dipende anche dal crescente utilizzo di mezzi tecnologici quali, ad esempio, pc, tablet, cellulari e videogiochi, che ostacolano maggiormente la comunicazione in forma scritta mediante l’uso della penna. Sempre di più si scrivono brevi messaggi attraverso il touchscreen e ciò può comportare una limitazione del proprio arricchimento lessicale o una pigrizia nell’esprimere un pensiero profondo richiedente una maggiore riflessione interiore. Ultimamente, ho potuto proprio constatare la presenza di una sempre più accentuata difficoltà nello svolgere i classici temi in classe, come anche l’aumentata richiesta, da parte degli alunni, di aiutarli nel tirar fuori le idee e nel metterle, poi, per iscritto. C’è sempre qualche bambino che viene alla cattedra e sottovoce dice all’insegnante: “Non so cosa scrivere…”. Come docente, pertanto, cerco sempre di offrire nuovi stimoli e nuove vie per far sì che gli alunni superino tali ostacoli sia utilizzando materiale didattico vario, sia applicando ciò che ho appreso durante i miei studi universitari. Ad ogni modo, la scuola necessita quotidianamente di idee, progetti che favoriscano l’apprendimento e in tal senso, dopo aver fatto pubblicare il mio libro Il pianeta viola, adatto ad un pubblico di lettori appartenente a tutte le età, mi sono chiesta: “Perché non realizzare un progetto che sviluppi la creatività ed invogli i bambini a scrivere?”.

D’altra parte, in questi anni di insegnamento, mi era già capitato di ricevere autori di libri per bambini che venivano in classe a leggere i loro testi per poi avviare una discussione di gruppo, ed osservavo come i bambini rimanevano stupiti ed incuriositi soprattutto dalla figura dello scrittore. Lo scrittore per loro è una persona famosa, misteriosa, staccata dal loro mondo, ricca di fantasia e molto, molto saggia per poter scrivere centinaia di pagine. Ogni volta che mi presentavo ad una classe, come autrice, notavo gli occhi degli alunni sgranarsi all’inverosimile e molte mani alzate di coloro che non resistevano alla curiosità di capire come si scrive un libro, quali sono le ispirazioni di uno scrittore, chi pubblica il libro e se ero stata in televisione. Molti di loro mi chiedevano proprio come facessi a scrivere così tante pagine, visto che nei temi in classe non si superano mai, in genere, i due fogli protocollo (e per alcuni dieci righe scritte sono anche troppe).

Le tappe fondamentali del progetto

Il mio progetto si intitola: “Incontro con l’autore: i segreti di un libro e della scrittura creativa”.

L’incontro con gli alunni si svolgeva in 45 minuti ed era destinato sia alla scuola primaria, sia alla scuola media inferiore. Prevedeva le seguenti tappe: una breve lettura interattiva di alcuni brani selezionati del mio libro Il pianeta Viola, l’avvio di una breve discussione plenaria relativa agli argomenti affrontati nel testo, la spiegazione sul come avviene la pubblicazione di un libro ed, infine, l’avvio di una piccola attività laboratoriale legata alla scrittura creativa. Tale progetto è stato tarato a seconda della classe in cui veniva svolto: a partire dalla classe seconda della scuola primaria fino alla classe terza della scuola media inferiore, avevo scelto dei capitoli specifici da leggere come pure le attività laboratoriali, in base al livello di comprensione e di produzione linguistica degli alunni. In accordo con i docenti, fornivo fotocopie di varie illustrazioni presenti nel mio libro ed invitavo gli alunni a colorarle utilizzando tonalità calde o fredde, a seconda delle emozioni che aveva suscitato in loro la mia lettura del testo. Poi, chiedevo di riportare per iscritto, dietro al foglio, le motivazioni sulla scelta dei colori ( per i più piccoli) o l’elaborazione personale del finale del libro (a partire dalla classe quarta elementare).

Colorazione delle illustrazioni con colori caldi o freddi.

In un secondo momento, sempre in accordo con i docenti, passavo a ritirare i loro elaborati per poi scrivere, in ogni lavoro svolto, una breve dedica personale firmata, al fine di garantire una corrispondenza reciproca tra gli alunni e l’autrice. Tale gesto era assai gratificante e significativo per gli studenti e alimentava la loro motivazione a leggere e scrivere. I docenti mi hanno più volte confermato, infatti, che avevo spronato i loro alunni sia a scrivere brevi racconti personali, sia a scegliere più libri dalla biblioteca scolastica. Inoltre avevo trovato molto stimolanti quegli incontri anche per me stessa perché nelle discussioni gli alunni si aprivano ed esprimevano i loro sentimenti: a volte si emozionavano, mi sorridevano o chiedevano di poter parlare solo in presenza mia e del docente per evitare l’imbarazzo di fronte ai compagni. Per loro sono state occasioni uniche in cui si sono sentiti veri protagonisti ed hanno potuto far conoscere una parte nascosta di loro stessi agli insegnanti. In effetti, gli argomenti del libro da cui io poi avviavo le varie discussioni, riguardavano valori di assoluta importanza quali, ad esempio, quello dell’amicizia, del rispetto verso l’altro, della fiducia in sé e negli altri, dell’amore per la vita e per le proprie passioni da coltivare. Gli insegnanti stessi mi ringraziavano per aver dato loro l’opportunità di osservare i loro alunni con occhi diversi e molto spesso ci siamo confrontati su quanto la scuola necessiti quotidianamente di simili esperienze.

Elaborazione di un finale personale della fiaba.

Ostacoli ed imprevisti incontrati durante la realizzazione del progetto

In fase di progettazione avevo pianificato la durata del progetto pari a 45 minuti ma non avevo considerato che gli alunni, in vista dell’incontro, avevano preparato molte domande da farmi, sotto forma di breve intervista (come si diventa scrittori, in cosa consiste questa mansione, quanti libri avevo scritto, etc…). Pertanto, durante i primi incontri, ho capito che ogni intervento richiedeva un’ora di lezione ed era meglio accordarsi con gli insegnanti sul come gestire quella parte di conversazione (in classi numerose era impossibile rispondere in maniera ordinata a tutte le loro curiosità). Un altro imprevisto è emerso durante il mio primo incontro svolto all’interno di una classe quarta di scuola primaria: non avevo fatto una giusta selezione delle parti da leggere e così avevo dedicato più tempo alla lettura rispetto al tempo dedicato alla discussione: in questo caso ho dovuto bloccare la discussione di gruppo per passare all’attività pratica prevista e questo non ha permesso a tutti i bambini di interagire nella fase comunicativa. A fronte di tali imprevisti, sono riuscita prontamente a rivedere il mio piano progettuale e, grazie anche ai preziosi consigli degli insegnanti, posso affermare con grande soddisfazione che tutti gli incontri avvenuti nelle varie classi hanno portato a risultati positivi, oltre che al raggiungimento degli obiettivi da me prefissati.

Lavoro di gruppo sul finale della fiaba.

Concludendo…

Il mio progetto “Incontro con l’autore: i segreti di un libro e della scrittura creativa” mi ha condotto in nuove strade e mi ha dato la possibilità di uscire dagli schemi prefissati del far scuola. Innanzitutto mi ha permesso di scoprire e conoscere molte realtà scolastiche della provincia di Treviso, ove mi sono confrontata con molti colleghi, non solo della scuola primaria, ma anche della scuola media inferiore. Questo continuo scambio di idee mi ha arricchito come docente e l’aver incontrato molti alunni, appartenenti a diversi status e classi sociali ha affinato il mio modo di interagire con loro. Le discussioni che seguivano la lettura prendevano sempre una via diversa, a seconda della classe e delle personalità presenti in quest’ultima. Tale aspetto è di fondamentale importanza perché sottolinea il valore della diversità intesa come ricchezza, presente tra gli esseri umani. Ogni alunno, con il proprio bagaglio di esperienze, offre spunti nuovi su cui dialogare, comunicare e condividere idee.

Concludendo, sostengo che tale mio progetto mi ha aperto maggiormente dal punto di vista relazionale, didattico e personale, permettendomi di applicare i fondamenti teorici che stanno alla base delle relazioni più o meno empatiche, dettate da sentimenti positivi che si instaurano tra gli alunni ed i libri.

*Insegnante e scrittrice

Author