La parola a ragazzi e ragazze

Ecco alcune interviste realizzate da due ragazzi dell’ultimo anno della scuola superiore rivolte a professori e a compagni delle classi IV e V di alcune scuole di Rho nella provincia di Milano: il Liceo Classico Rebora, l’Isituto Mattei e il Liceo Majorana.

 A cura di Matteo Conti e Francesco Taverna

 

Negli ultimi mesi siamo stati bombardati da notizie riguardanti migranti, sbarchi, popoli in fuga… Sei a conoscenza dei fatti? É una questione che ti interesssa? Perchè?

 Sono a conoscenza, ho visto prevalentemente telegiornali a volte letto giornali cartacei. Non sui social network.

Si ma non è che ci capisco più di tanto. Innanzitutto so di questo per la mia esperienza personale con mia madre. Non credo ai telegiornali, in fondo si sa che non dicono sempre la verità, dicono ciò che conviene a loro. Mi sono informata in base a ciò che dicono gli adulti a riguardo.

Si, mi sono informato con telegiornali, riviste, ne ho sentito parlare, anche in famiglia. Ma sinceramente non mi interessa piu di tanto.

Si sono uno che si interessa molto di politica quindi è una questione che mi interessa molto anche perchè credo nell’uguaglianza tra i popoli. Mi sono informato soprattutto con giornali e telegiornali, poco con i social che purtroppo non uso anche se so che internet è una grande risorsa.

Sì, mi sono informata tramite telegiornali, leggendo giornali, quello che viene condiviso sui social network. La questione m’interessa molto anche perchè c’è un circolo milanese (lotta comunista) che fa volantinaggio davanti a scuola e aveva proposto di fare un sondaggio all’interno della scuola per vedere cosa ne sapeva e pensava la gente. É un problema quello dell’immigrazione, non perchè io sia razzista o non voglia che la gente venga qua, ma perchè penso che ogni paese sia ormai un paese internazionale, non si può pensar di rimanere solo italiani, i fatti dimostrano che non siamo mai stati solo italiani ad esempio in Sicilia c’erano gli arabi, i normanni, quindi penso che non sia giusto fare in modo che la gente non arrivi da noi.

Ho visto un po’ dal telegiornale, dai social network.

Sì sono a conoscenza, l’informazione non è semplice in quanto quello che vedi arriva a qualunque persona e a qualunque telegiornale. Può capitare durante una cena o un pranzo in famiglia e spesso sono notizie travisate anche dai politici e anche di propaganda, senza fare nomi. Nel senso che spesso c’è chi le utilizza per i propri scopi, ad esempio si dice che ci sia tutto un guadagno dietro che ancora non sono riuscito a comprendere. Le mie idee sono tutt’altre, penso che se un uomo fugge dalle guerre è giusto che lo si aiuti. M’interessa perchè è un discorso di attualità e perchè coinvolge tutti.

Si, leggendo, frequentando assemblee, iniziative, incontri. Mi interessa perchè è una cosa che coinvolge tutti noi nonostante non siamo parte di questi flussi migratori che ci sono in Europa, per trovare una soluzione comune.

Si mi sono informata con televisione, giornali, siti internet, cose così. Mi interessa abbastanza direi, perchè stanno colpendo innocenti per una guerra in cui loro non sono inclusi. É una guerra non di religioni ma di stati perchè non è più una guerra politica ma una guerra di fondamentalismi tra la Francia e la Siria. Perchè la Francia in questi anni ha continuato a bombardare la Siria.

Si, attraverso giornali, televisioni, anche sui social si trovano informazioni anche se non sempre corrette. Bisogna verificare su varie fonti. Mi interessa in primo luogo perchè vivo sul territorio italiano, ed essendo cittadino italiano mi interessa cio che accade nel mio paese.

 

Secondo te quali sono le motivazioni che spingono queste persone a migrare?

Ci sono varie motivazioni, la maggior parte delle persone migra perche si trova in pericolo di vita. Alcuni scappano anche per motivi legati alla religione.

Beh, a qualcuno fa comodo che loro vengano qua, che se ne vadano da quel territorio e vengano qua, o in altri paesi.

Lavoro, guerra, crisi.

 In primis, la guerra, la fame e la mancanza di diritti umani. Comunque queste persone sono sotto le dittature, nascoste o meno da false repubbliche. Mancanza di diritti e libertà di opinione, oltre a fame e povertà che sono spesso determinanti.

Di sicuro una mancanza di buone condizioni di vita, soprattutto per chi fugge dalle guerre; sono persone disperate che non riescono più a vivere in quelle condizioni, immagino. Questioni di lavoro le spingono a venire qua, ma penso che per la maggior parte sia dovuto alle guerre.

Guerre, povertà e casini tra di loro e perchè non si sentono al sicuro. Cercano di dare una buona vita ai loro figli.

È chiaro che le motivazioni possono essere il fatto che ci sia la guerra…

Dipende da paese a paese. In Siria scappano dalla guerra, altri sperano di trovare più lavoro rispetto a dove sono. Dipende di quale migrazione parliamo.

Principalmente perchè vengono massacrati quotidianamente, vengono costretti a diventare membri dell’ISIS e a condividere il loro pensiero e così decidono di andarsene per trovare un posto in cui inserirsi e esprimere la loro religione e il loro pensiero in pace.

Credo che bisogna distunguere tra cio che è una necessità e ciò che comunque sia è un diritto. Le persone che migrano nel nostro paese sono persone che scappano da guerre e da condizioni di malessere. Non bisogna fare muro.

 

Se tu fossi stato/a nei loro panni, avresti lasciato il tuo paese per migrare clandestinamente in un altro paese?

 Sarei scappato anch’io. Senza ombra di dubbio, clandestinamente è l’unico modo infondo. Però non via mare, via terra anche se più lungo è piu sicuro per certi versi, il mare è sempre un’incognita.

 Per forza, se non ho posti dove andare e stanno bombardando casa mia me ne devo andare. È quello che sta facendo mio fratello dall’Ucraina, lui se ne è andato in Moldavia perchè per venire qua gli serviva visto, passaporto, documenti che lui non ha. La burocrazia è troppo lenta per queste cose, lo avrebbero già ammazzato in questo momento.

Non clandestinamente, avrei cercato altri metodi non contro la legge.

Le loro situazioni permettono solo questo. Credo che una rivoluzione in molti casi sia inutile, ma non molto auspicabile visto che le forze militari delle dittature sono molto potenti. Intraprendere una rivoluzione sarebbe difficile. Sbarcare non clandestinamente in un paese europeo è ancora peggio, magari facendosi un visto in ambasciate che nelle loro nazioni penso che nemmeno esistono, e se esistono non funzionano bene. È l’unica soluzione.

Si si, probabilmente si, anche clandestinamente se è l’unico modo possibile.

 Sì!

 Non te lo so dire perchè non sono nei loro panni, da una parte ti dico che il patriottismo è una cosa importante quindi essere patriota e combattere per la propria patria è una cosa corretta però non ti so dire se io nei loro panni ce l’avrei fatta a combattere o a oppormi ad un regime che per esempio ti obbliga a migrare. Probabile che sarei migrato anch’io, non dirmi clandestinamente o meno perchè per necessità sarei migrato come avrei potuto.

Sì lo avrei fatto.

Non lo so sinceramente, probabilmente sì. In condizioni così alla fine l’unica cosa che si pensa è salvare se stessi e la propria famiglia. Per salvarsi si fa questo ed altro.

Questa è una domanda difficile, perchè non mi trovo nei loro panni. Per scappare alla guerra e alla morte magari sì.

 

Nella tua scuola ci sono ragazzi e ragazze stranieri/e o immigrati di seconda generazione? Credi che ci siano dei pregiudizi, discriminazioni, o delle facilitazioni o eccessivi aiuti nei loro confronti o nei confronti degli immigrati in generale?

 Ho un compagno di classe egiziano che è migrato qui in italia, è migrato principalmente per la religione. Lui è cristiano copto e con la sua famiglia si è sentito minacciato dai musulmani. Non vi sono discriminazioni nei suoi confronti, magari solo come modo di scherzare del tipo: “Se non stai tranquillo chiamo l’Isis”. Non ci sono facilitazioni eccessive, gli diamo il giusto più o meno.

Poi bisogna vedere, ognuno ha la sua personalità e la sua mentalità, magari qualcosa per sopravvivere non basta. Ci sono stati casi di rivolta o ribellione da parte degli immigrati in Sicilia, non so le motivazioni però è strano, già ti diamo qualcosa per vivere, tra virgolette, però non lo so… Facilitazioni direi il giusto.

 Non penso ci siano forme di discriminazione, da quanto ho visto, no non ci sono. Non ho mai visto cose simili.

Penso ci siano nella mia scuola questi ragazzi. Penso ci siano anche discriminazioni e pregiudizi in generale. Non facilitazioni eccessive, penso sia uguale un po’ per tutti la situazione in Italia.

A scuola di sicuro ci sono immigrati di seconda o prima generazione, può capitare. Che essi siano discriminati, magari non cosi tanto “all’aria aperta” ma i pregiudizi ce li abbiamo dentro un po’ tutti, vedere uno straniero ancora fa effetto. Ancora in Italia si parla molto dello straniero come quello che viene qui a rubare il lavoro o a fare furti. Non siamo ancora arrivati a metaboliazzare questo melting pot. Vengono aiutati sì, ma nel modo sbagliato secondo me. Una volta arrivati qui in Italia è sbagliato il modo in cui lo stato li accoglie: li mette in hotel chiusi come in gabbia e li mantiene li dentro. Secondo me è sbagliato il metodo di accoglienza.

Si ci sono ragazzi stranieri, non penso ci siano discriminazioni, dipende poi, è molto soggettivo, dopo gli attacchi recenti dell’Isis, oggi stesso ho trovato nei bagni delle ragazzine musulmane che piangevano perchè si sono sentite attaccate. Dato che se n’è parlato molto hanno fatto anche delle conferenze su questo fatto, magari queste sono state un po’ indelicate perchè c’è molta gente che magari utilizza la famosa frase “non tutti i musulmani sono terroristi ma tutti i terroristi sono musulmani” io mi sentirei attaccata sinceramente.

Sì ci sono ragazzi stranieri, esistono delle discriminazioni ma facilitazioni adesso no. Discriminazioni alle superiori no, magari alle medie quando sei più piccolo forse sì perchè ti dicono “vabe dai sei più piccolo, non conosci la lingua”.

Si ci sono ragazzi stranieri, non ci sono facilitazioni eccessive penso invece che ci siano elementi italiani che magari li discriminano io non apprezzo questa mentalità. All’interno della scuola comunque non vengono insultati.

Si ci sono ragazzi stranieri ma immigrati non saprei.Penso ci siano discriminazioni e pregiudizi compresa questa scuola e nelle scuole italiane in generale. Per facilitazioni intendi che vengano aiutati eccessivamente? No non credo.

Non lo so, penso di sì. So che ci sono delle ragazze musulmane nelle altri classi. Sicuramente so che ci sono dei pregiudizi perchè so che ogni volta che succede qualcosa questa ragazza viene presa in giro per la sua religione con frasi del tipo “Guarda cosa fanno quelli che predicano la tua stessa religione”. Lei risponde chiaramente che sono degli estremisti e che la loro religione non dice queste cose. Beh sicuramente hanno facilitazioni, basta guardare il sussidio che hanno o le facilitazioni che hanno. Un esempio? Guarda i bambini alle mense della scuola elementare, ci sono famiglie italiane che faticano a pagarle perchè non possono permetterselo mentre a bambini immigrati viene pagata e offerta tutto l’anno. Secondo me non è giusto, bisogna contribuire per gli immigrati e anche per la popolazione italiana che se lo merita.

Sì ci sono ragazzi stranieri anche di seconda generazione. Non ci sono aiuti eccessivi, anzi, abbiamo sempre i c******i di turno, come alcuni europarlamentari ben noti, che se la prendono con loro, ma la discriminazione è grande come l’ignoranza perchè ci sono persone che fomentano l’odio. Anche a scuola ci sono forme di discriminazioni da parte di alcuni studenti noti nel costesto scolastico.

 

Secondo te i migranti hanno dei diritti e dei doveri? Quali?

 Diritti e doveri sì. Devono anche cercare di adeguarsi alle nostre regole. Hanno anche di diritti però è strana la situazione qui in Italia.

Sì però dipende se loro, immigrati, se ne approfittano o meno. Hanno diritto alla vita sicuramente perchè se vengono qua… Hanno diritto al lavoro, allo studio. Come dovere devono contribuire a far stare in piedi questo stato qua. Se vengono qua devono dare un contributo, non è che sono qua in vacanza.

Sì dovrebbero. Diritto al lavoro, allo studio. Devono rispettare le leggi e avere un comportamento consono per la convivenza sociale.

 Diritti sì. Il diritto alla vita è quello fondamentale come il diritto alla libertà. Doveri di certo, se un immigrato viene in Italia dovrebbe essere messo in regola da uno stato che non lo fa. Una volta in regola ha le tasse da pagare come tutti e quindi ha dei doveri, se poi noi non glieli diamo son fatti nostri.

Sì, io sono dell’idea che esistano persone buone e persone cattive in tutte le etnie. Noi abbiamo avuto la mafia. Si parla degli immigrati che arrivano per rubare, sicuramente persone disperate ci pensano meno se c’è da andare contro la legge. Rispetto le loro tradizioni, e loro hanno il dovere di rispettare le nostre. Come ad esempio se la nostra legge prevede che una persona vada in giro col volto scoperto, non dico di mettere la minigonna, però il volto dev’essere scoperto.

Certo come tutti noi hanno diritto a lavorare, però non che li paghino per non fare un c***o. Che gli diano la casa a persone che sono immigrate e non la diano a persone che sono col c**o per terra e disoccupate secondo me è un controsenso. Cioè noi siamo italiani, loro sono immigrati non discrimino però da una parte veniamo prima noi che siamo qua. Tu mi togli il lavoro quindi mi devi dare la casa non a lui, mettere prima loro che noi è sbagliato. Il dovere è quello di rispettare le nostre leggi e non fare casino nel nostro paese.

Certo. Hanno diritti, nel momento in cui l’Italia aveva i suoi problemi c’è stata la grande migrazione. Basta considerare solo questo per capire che ci debbano essere dei diritti. In quanto a doveri, i loro devono essere superiori ai nostri. Nel momento in cui io vengo a darti una mano, tu stai alle mie regole e le segui come si deve, cioè al primo errore secondo me sarebbero da punire anche più pesantemente di una persona normale, di un Italiano.

Hanno diritti e doveri. Hanno il diritto di essere accolti e di essere trattati come trattiamo un cittadino italiano, nel caso del nostro stato. Però hanno comunque il dovere dirispettare le nostre leggi come le rispettiamo noi, di porsi come ci poniamo noi con gli altri e il dovere di rispettare la costituzione italiana.

Meritano di rifarsi una vita, meritano di fare le stesse cose che facciamo noi ovviamente nel rispetto del paese in cui stanno andando. Se gli viene offerta una cena con carne magari si rifiutano per questioni religiose, così facendo si pongono in modo sbagliato. Bisognerebbe adeguarsi, noi li aiutiamo però non possiamo privilegiarli in tutto e per tutto.

Nel momento in cui io vado in un altro stato devo conformarmi ad abitudini e tradizioni di un altro stato mantenendo comunque le mie. Un diritto deve essere quello di essere riconosciuti non come dei b******i che vengono qui a rubarci il lavoro e le donne ma comunque sia essere riconosciuti come persone che sono migrate per determinati motivi. Va riconosciuto il diritto di asilo e il diritto all’assistenza.

 

Come l’Italia e l’Europa, secondo te, possono cercare di trovare soluzioni al fenomeno dei migranti?

Non saprei. L’unica cosa è dividerli, ognuno si prenda la sua parte.

Non chiudere i confini, così sembrano dei topi, così con le persone non si fa, è disumano così. Obbligandoli però a lavorare, a pagare un contributo ma comunque a fare qualcosa. Mettendo dei progetti, gruppi di inserimento per i ragazzi, fargli imparare meglio la lingua e farli andare a scuola come tutti gli altri. Non pagarli un tot al giorno mentre non fanno niente, dandogli cellulare, cuffie e cose così, mettendoli in alberghi a quattro stelle che neanch’io posso permettermi anche se sono qui in Italia da 8 anni.

Distinguendo chi scappa da paesi veramente in crisi e chi cerca dei modi più facili per vivere meglio, non facendo arrivare chiunque fino a qui.

Agendo sul campo cercando di portare della pace nei paesi d’origine. Con aiuti umanitari, bloccare l’economia di quei paesi perchè molti sono paesi dai quali vengono esportati prodotti, e noi comprandoli aiutiamo le dittature. Bisogna cambiare la legislazione in Italia, un immigrato quando gli viene riconosciuto lo status di rifugiato politico non può per legge lavorare, ma se loro vengono qua per lavorare e rifarsi una vita e noi li mettiamo in uno status nel quale non possono farlo. Bisogna quindi cambiare le leggi con cui li accogliamo e i metodi con i quali questi fanno i viaggi verso la libertà.

Non saprei risponderti, se non ci è arrivato chi di dovere, non posso saperlo io. Sicuramente dovrebbe esserci rispetto da entrambe le parti, eliminare dei pregiudizi da parte nostra. Avere per esempio elementi ben noti che incitano all’odio e fanno nascere la rabbia dentro di noi, così non si possono eliminare fenomeni come il razzismo. Però di sicuro il fatto che arrivino tutti in condizioni disastrose come sui barconi e rischiare magari poi di dover attuare leggi, come ad esempio in Ungheria, mettere delle barriere che non li facciano passare, secondo me queste cose sono mostruose.

Allora non sono tanti loro secondo me basterebbe allearsi tutti e basta. Cosa saranno mai? 10.000? Queste persone qua che sono estremisti. Bisognerebbe trovare una soluzione per tutti ma se non abbiamo la soluzione per noi! Non avendo noi un lavoro, non è giusto andarlo a dare a queste persone. Basterebbe organizzarsi, che poi non è una cosa facile, provare, non so, a fare nuove aziende, occupare queste persone.

L’Italia in sè non ha più di tante soluzioni, la prima a dover trovare soluzioni sarebbe l’Europa che se ne sbatte altamente i c******i. La questione interessa maggiormente noi che siamo i primi sulle coste avendo il mediterraneo mentre altri Stati importanti come Germania ecc… che vengono raggiunti dai migranti attraverso viaggi più lunghi ricevono una minor quantità di questi, è chiaro siano più indifferenti. Questo è sbagliato perchè se si vuole un’idea di Europa tutti devono pensare allo stesso modo al problema e nessuno se ne deve lavare le mani.

Qui è lunga e difficile, non lo so. Io sono del parere che nessuno è cittadino di nessuno. La migrazione deve essere libera non deve essere illegale, non deve essere considerata clandestina. Ognuno è libero di essere cittadino del mondo. Che cosa dovrebbe fare l’Europa o la politica in generale nei confronti di coloro che sono considerati clandestini? Dovrebbe istituire un cordone umanitario dove nessuno viene discriminato per la nazione da cui proviene o per l’ideologia politica o la fede religiosa, non ci devono essere pregiudizi.Questo è, non vorrei divagare troppo.

Personalmente sono contro le migrazione di tutti coloro che sono migrati in questo paese. All’ordine del giorno c’è un clima di paura. Bisogna aumentare la sicurezza e tutto quello che ne deriva per esser piu sicuri di sapere chi entra in questo paese. Non smettere di far immigrare le persone e dargli la possibilita di cambiare vita anche perchè è sempre un occasione.

L’europa non deve voltare le spalle. L’Italia ha già fatto molto ha fronteggiato da sola questa situazione senza fare muro. Ma tutti devono contribuire e agevolare l’accoglienza l’integrazione degli immigrati. Altrimenti è naturale che si verifichino tensioni come quelle di questo periodo.

 

 

… e ai Prof

  • Negli ultimi mesi siamo stati bombardati da notizie riguardanti migranti, sbarchi, popoli in fuga… É a conoscenza dei fatti? É una questione che le interesssa? Ne ha parlato in classe ai suoi studenti?

Si sono a conoscenza dei fatti, penso che si vuole essere dentro al mondo nel quale viviamo bisogna esserlo per forza. È una questione molto interessante e anche molto difficile perché si parla di esseri umani che sono in fuga dai loro paesi d’origine. Mi interessa perché sono anche io un essere umano e potrei trovarmi in una situazione simile. Mi sono informata prevalentemente per mezzo di radio e televisione o leggendo in internet qualche testata giornalistica. (Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Assolutamente sì, basta leggere il giornale o vedere un telegiornale e siamo informati su questo che è IL problema del nostro tempo. Suscita interesse perché io come insegnante di storia innanzitutto ci rivedo un corso e ricorso storico perché la storia dell’umanità è sempre stata caratterizzata da spostamenti, migrazioni più o meno numerose o più o meno violente e feroci. Quindi verrebbe da dire sotto questo punto di vista “nulla di nuovo sotto il sole”. Sono migrazioni di popoli, un cambiamento epocale e quindi i dati stessi del fenomeno non possono non interessarmi. Oltre le implicazioni drammatiche che questo comporta, ovviamente. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

Ho parlato delle migrazioni in quest’anno scolastico con i miei studenti di seconda media, all’interno di un’unità di lavoro sul tema della tolleranza. Rispetto ai flussi migratori più recenti mi ha colpito la vaghezza delle informazioni di cui i ragazzi erano in possesso. Ho avuto l’impressione che gli studenti fossero interessati all’argomento, ma che non abbiano modo di discutere di questi temi in famiglia. Le loro fonti di informazione principali sono i motori di ricerca e programmi televisivi di intrattenimento come “Le iene”.

Mi ha colpito invece in positivo che i ragazzi siano stati unanimi nel giudicare i profughi come persone da accogliere e non da respingere. Sono rimasta sorpresa perché in tutte le altre occasioni in cui ho discusso di migrazioni nelle mie classi era sempre emersa qualche voce di disaccordo, talvolta apertamente razzista, più spesso solo poco tollerante o intrisa di pregiudizi; in questa occasione invece chi si è espresso si è dimostrato, almeno a parole, solidale. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)

 

 

  • Secondo lei quali sono le motivazioni che spingono queste persone a migrare?

 Non vi è dubbio che queste persone stiano fuggendo da situazioni di estrema difficolta, non solo economica ma anche per quanto riguarda i diritti umani, o da guerre civili. (Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Le motivazioni sono le più numerose: si va dalla miseria dei paesi a motivazioni politiche, quindi economiche, ma soprattutto politiche. Tutti siamo a conoscenza di ciò che sta attraversando il medio-oriente, la Siria piuttosto che la Libia; del fenomeno dell’integralismo islamico e dei morti che sta facendo in Nigeria, c’è in Eritrea una delle dittature più feroci che ci siano quindi i problemi sono davvero numerosissimi. Purtroppo ad una migrazione che è “voluta” se ne aggiunge un’altra che è costretta, penso alle migrazioni a cui sono costretti i cristiani e gli yazidi. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

 

  • Se lei fosse stato/a nei loro panni, avrebbe lasciato il suo paese per migrare clandestinamente in un altro paese?

Non lo so, certamente ci vuole anche un buon grado di coraggio oltre che ovviamente tanta disperazione, è probabile che se si è cosi disperati si fa anche questo. (Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

In certi casi e in certe situazioni credo proprio che ci si debba trovare per dare una risposta. Io tendenzialmente no, io sarei rimasto, per come sono io, però davvero sono situazioni indicibili e inimmaginabili assolutamente. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

Se fossi stata nei panni di chi vive in situazioni di guerre, miseria, violenze, cosa avrei fatto? É una domanda cui non so rispondere, suppongo che la disperazione sia uguale per tutti gli uomini, probabilmente sarei fuggita anch’io con la mia famiglia, anche se faccio fatica a immaginarmi in fuga. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)

 

 

  • Nella sua scuola ci sono ragazzi e ragazze stranieri o immigrati di seconda generazione? Crede che ci siano dei pregiudizi, discriminazioni, o delle facilitazioni o eccessivi aiuti nei loro confronti o nei confronti degli immigrati in generale?

Devo dire che l’ambiente della scuola mi sembra molto equilibrato nei confronti di questi ragazzi; non ci sono discriminazioni o pregiudizi ma nemmeno delle facilitazioni eccessive. Le facilitazioni sono quelle che si offrono in generale eventualmente a coloro che si trovano in difficoltà, ma non necessariamente questi stranieri o immigrati di seconda generazione si trovano in difficoltà. Quando lo sono si agisce come si agisce nei confronti di un italiano, da sempre, anche nei loro confronti si hanno le attenzioni necessarie.(Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Sì ci sono ragazzi stranieri, pochi rispetto ad altre realtà, in altre scuole e in altri corsi di studi, però incominciano ad essercene e ce ne sono. Io credo che discriminazioni non ce ne siano, penso che l’italiano sia mediamente non razzista anche se ultimamente anche per alcune campagne di stampa e per una certa propaganda politica che cerca di speculare su queste paure immotivate o ingigantendo il problema e senza mai tra l’altro approfondirlo, una certa xenofobia oggettivamente c’è. Può avere anche un fondamento, la paura del diverso c’è sempre stata, ma penso che l’animo dell’italiano medio ripeto, sia non razzista. C’è da dire questo: la maggior parte dei fenomeni di delinquenza, più o meno grave, è commessa da persone che vivono una situazione di bisogno e di disagio quindi inevitabilmente da stranieri. Mi da molto fastidio quando questo viene enfatizzato, ad esempio, se un Rumeno investe un Italiano è un Rumeno che investe un Italiano, se invece è un Italiano che investe un Italiano è un ubriaco che investe un Italiano. Con questo voglio dire che molto spesso in modo un po’ irresponsabile s’ingigantisce un problema che comunque è reale. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

La scuola dove lavoro attualmente ha una bassa percentuale di alunni immigrati o figli di migranti. Da quello che ho potuto osservare non ho notato aperte discriminazioni, ma in certi casi alcuni restano isolati, ci sono difficoltà di integrazione soprattutto per chi proviene da culture molto diverse dalla nostra. Direi che gli aiuti sono sempre scarsi, tutt’altro che eccessivi, specialmente quando si parla di ragazzi. Nella scuola in particolare avrebbero bisogno di un supporto consistente sul piano linguistico, perché anche quelli che non hanno difficoltà nella comunicazione quotidiana ne trovano di enormi di fronte ai testi scolastici. Sarebbe importante anche trovare il modo di valorizzare le lingue e le culture di provenienza di questi ragazzi, perché le percepissero come una ricchezza e non come un ostacolo. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)

 

  • Secondo lei i migranti hanno dei diritti e dei doveri? Quali?

Sicuramente hanno dei diritti come esseri umani, di essere liberi. Il diritto, per me, sta soprattutto nell’essere aiutati nel momento del bisogno oppure nel caso dei rifugiati politici hanno il diritto di essere accolti per questo. Hanno senz’altro anche dei doveri, il primo dovere che hanno tutti coloro che sono nel nostro paese è quello di rispettare la costituzione e le leggi dello Stato italiano.(Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Penso che i diritti e doveri siano quelli di tutti i cittadini che decidono di stare in Italia. Sicuramente il diritto di avere un’istruzione, il diritto di avere facilitazioni, di non essere discriminati, di esser quindi trattati come tutti. Il dovere è quello di rispettare le leggi che ci sono in Italia. Tenendo come punto fisso le leggi e la Costituzione. Uno straniero non può venire qui e attentare alla Repubblica. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

I migranti hanno diritti e doveri, come tutti. Hanno diritto alla dignità, ad essere rispettati come persone, a trovare le condizioni per costruirsi una nuova vita. Hanno il dovere di rispettare chi incontrano sulle loro strade. Dovere e diritto di tutti è quello di accettare che esistono delle differenze. Accettare non significa accogliere acriticamente, ma instaurare un dialogo che non sia impositivo, prepotente, preconcetto. Per questo la scuola deve lavorare molto sulla cultura del dialogo, che non è scontata, è difficile da insegnare. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)

 

  • Come l’Italia e l’Europa, secondo lei, possono cercare di trovare soluzioni al fenomeno dei migranti?

Questa è senz’altro la domanda più difficile, mi sento molto inadeguata a rispondere. Penso che fino a che ci saranno la fame nel mondo, le guerre, la disparità tra i popoli e la sopraffazione ci saranno i migranti. Ogni essere umano ha diritto di affrancarsi e di migliorare la sua vita.

Per quel che riguarda gli attentati recenti bisogna intervenire educando le persone non solo a livello scolastico ma anche in senso molto più ampio, educandoli al rispetto dell’altro e anche a non essere sempre spaventati di fronte al diverso che spesso ci spaventa. (Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Bella domanda… Innanzitutto prendendo consapevolezza che non è un’invasione, che è un problema che per le sue stesse dimensioni (anche qui a Rho la parrocchia si è attivata in modo tale da informare i cittadini riguardo i dati di questo fenomeno) ci obbliga a renderci conto che è un problema irrisolvibile, nel senso che il dato di fatto oggettivo è che si tratta di una trasformazione epocale. Da una parte all’altra del mediterraneo ci sono popolazioni che sono profondamente diverse, anche dal punto di vista demografico, da questa parte c’è una popolazione che è per il 60%, dico cifre che non si allontanano molto dal vero, superiore ai 60 anni mentre dall’altra parte c’è una popolazione che per il 60% sotto i 30 anni. Anche dal punto di vista demografico è inevitabile che questi popoli verranno in Europa e ci sarà, come c’è sempre stata, ad esempio con le cosiddette Invasioni Barbariche, un’integrazione, un meticciato. È nella capacità nostra europea, nell’integrare in positivo questi fenomeni, che la politica ha il compito, come in tutte le cose, non di sottovalutare il problema dicendo “via gli immigrati”, “via i nomadi”, ma di risolvere il problema che si pone; questo è il compito della politica. Secondo me l’Europa ha le risorse per farlo, di fatto molto spesso questi immigrati fanno lavori che gli italiani non fanno più. Leggevo settimana scorsa di quanto questi immigrati danno al fisco italiano pagando le tasse, le nostre scuole cominciano a riempirsi di ragazzi di altri paesi, e ciò vuol dire classi vuol dire lavoro. Siccome oltre che un rischio può essere un’opportunità, il compito della politica è quello di sfruttare al massimo le opportunità che questo fenomeno permette. Ricordo che la popolazione italiana è quella con il più basso tasso demografico. Mi colpisce quello che è il pregiudizio, le cose che si dicono oggi degli immigrati sono le cose che si dicevano trent’anni fa dei meridionali, perché è chiaro che chi si sposta, chi vive una situazione di disagio ha quindi meno cultura e meno radicamento ed è perciò più portato a delinquere e a vivere di espedienti, non sempre è facile trovare casa, lavoro e uno è a suo malgrado costretto.

Sono situazioni inevitabili e la politica, come nel caso italiano, è chiamata a gestire e amministrare la faccenda dato che questo è il compito della politica, non quello di gridare “al lupo, al lupo” ma nemmeno quello di sottovalutare il problema. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

L’Europa ha perso un’occasione quando ha rinunciato a definire i propri tratti culturali caratterizzanti che le avrebbero permesso di presentarsi con un’identità chiara a chi si affaccia alle sue porte. Sarebbe più semplice accogliere avendo ben presenti quali sono i valori inderogabili della nostra cultura. Oggi non si possono chiudere le frontiere, ma non posso pensare che il fenomeno migratorio non debba essere governato. Chiaramente l’azione più auspicabile sarebbe quella preventiva: una politica estera in grado di intervenire sulle cause delle migrazioni (guerre e povertà in primis). Per regolare il fenomeno in corso servirebbero leggi diverse sul diritto d’asilo, una distribuzione dei migranti sul territorio europeo pensata anche in base alle possibilità di inserimento dei rifugiati nel tessuto economico dei paesi accoglienti, programmi a lungo termine sul piano culturale per favorire l’integrazione. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)

 

 

Ha mai proposto nelle sue classi progetti di educazione interculturale, alla convivenza, all’accoglienza?

 

Non ricordo bene, ma mi pare che ci sia stato in passato qualche progetto riguardo il diritto alla cittadinanza che teneva conto anche di questi aspetti. So che proprio in questa settimana ci sarà una conferenza nella sede del liceo classico tenuta da una madre di un’alunna di questa scuola la quale è esperta in questioni islamiche. Però è un intervento un po’ estemporaneo rivolto soltanto alle classi seconde, sarebbe bello invece poter coinvolgere più classi. Non credo che ci sia in effetti molto forse perchè nella nostra scuola non ci sono molti ragazzi stranieri, cominciano forse negli ultimi tempi. Anche se non dovrebbe essere solo questa la leva per organizzare delle iniziative simili.(Prof.ssa Bani, Liceo Rebora)

 

Qui in questa scuola non ancora, perché in questo corso di studi questo fenomeno non ha raggiunto ancora misure eccessive, so di istituti tecnici, professionali o scuole dell’obbligo dove questo c’è. Da noi questo fenomeno è ancora abbastanza gestibile dato che il liceo già di per se tende a selezionare la questione. Nella mia esperienza lavorando anche a Portofranco trovo ragazzi da poco in Italia e frequentano scuole professionali, qui non ci sono ancora situazioni di questo tipo. (Professor Dario Re, Liceo Rebora)

 

Non ho mai proposto personalmente progetti sul tema dell’intercultura, anche se ho sempre cercato di lavorare in questa direzione all’interno delle mie discipline. Nella scuola in cui ho lavorato in precedenza ho partecipato a incontri con Amnesty International sui temi delle migrazioni che avevano una ricaduta nelle ore di insegnamento di geo-storia. Credo che i progetti più efficaci siano quelli che trovano riscontro nelle ore curricolari e non si limitano a interventi isolati. (Prof.ssa Vajna de Pava, Scuola Secondaria di Primo grado di via Parma)