Quale religione?

Voi credete? In chi, in cosa credete? Un imperterrito procedere di solitudini aggregate dai social network, di individualità in competizione, di guerre, di distruzione ambientale, la domanda è: quale religione ci tiene insieme? A quale fede ci abbandoniamo? E a quale fede affidiamo il senso profondo della vita e dove riponiamo la speranza di un dopo ultraterreno? É ancora il cristianesimo il riferimento religioso principale in Occidente? Riesce a rispondere alle nuove domande poste dalla società in mutamento? Il cristianesimo, che nel corso della storia ha dispensato le principali agenzie educative dell’Occidente, continua ad essere il faro nel buio delle incertezze?

Cosa ne pensano le nuove generazioni? A quale orientamento religioso fanno riferimento? Ma, soprattutto, è la religione ancora un orientamento di vita, una guida, un punto di appoggio esistenziale, un supporto educativo necessario? Il numero di coloro che seguono l’insegnamento delle religione cattolica nelle scuole sembra decrescere con l’aumentare dell’età: studenti e studentesse alle scuole superiori sono sempre meno inclini ad avvalersi dell’insegnamento della religione a scuola. Quali sono le motivazioni? Quanto la capacità didattica del docente di religione può invece ottenere un successo formativo? Cosa pensano di questo gli alunni e le alunne delle scuole elementari e delle scuole medie? Cosa ne pensano gli e le insegnanti?

E poi, nelle scuole che diventano sempre più multiculturali, quali altre sono le religioni seguite e praticate? Come convivono alunni e alunne di differenti confessioni nel perimetro di un’aula scolastica? Risulta interessante, inoltre, confrontare i punti di connessione e i punti di distanza tra le differenti confessioni religiose e interrogarne le forme tramite cui esse penetrano nelle abitudini, nelle credenze, nelle pratiche quotidiane dei fedeli della società globale.

E a proposito di globale, è immancabile una attenta riflessione sulla forza galoppante del terrorismo islamico che, in nome dell’insegnamento di Allah e del suo profeta, inneggia alla distruzione dell’umanità non musulmana per costruire un unico e immenso Stato islamico. L’insegnamento dei terroristi continua irrefrenabile a fare proseliti anche nel mondo occidentale con il suo potente sistema di comunicazione. Quanta fascinazione emulativa può produrre? Quali le ragioni?

E ancora, è necessario ricordare che le discriminazioni di genere sono ancora radicate in buona parte delle religioni più affermate nel mondo; le donne non sono riconosciute come figure attive, con eguali diritti e poteri degli uomini. Maschi e femmine non sono pari. Perché? Quale è la lettura della simbologia del femminile nelle religioni? E quanto potere viene assegnato alle donne nelle varie istituzioni ecclesiastiche? Un confronto sul senso della fede, sul valore che essa ha nell’orientare le nostre esistenze ci sembra un passaggio obbligato per capire se, e in quale modo, le religioni riescono ancora a incontrare i bisogni sociali e spirituali di oggi: le coppie omosessuali,  le famiglie monoparentali, le famiglie allargate, i divorziati, i figli della procreazione assistita in quale religione possono confidare? Insomma, se la società chiama, quale religione risponde?