Viaggio nel lavoro di cura. Chi sono, cosa fanno e come vivono le badanti che lavorano nelle famiglie italiane.

Raffaella Maioni, Gianfranco Zucca (a cura di)

Viaggio nel lavoro di cura. Chi sono, cosa fanno e come vivono le badanti che lavorano nelle famiglie italiane.

Ediesse, Roma 2016, pp. 300, € 16,00

Il tema della cura rappresenta uno dei “grandi assenti” della politica e del discorso pubblico contemporanei. Sebbene si presenti come una categoria fondamentale del nostro tempo come di recente pedagogisti (Boffo; Mortari) e filosofi (Tronto; Nussbaum) hanno contribuito a mettere in evidenza, gode di scarso riconoscimento simbolico e sociale. Le figure che operano in questo ambito, tanto in qualità di caregiver familiari quanto come lavoratrici stipendiate, sono quasi sempre donne e risultano spesso invisibili. Il lavoro domestico, infatti, sembra tuttora sottoposto a una visione orientata in senso dualistico che lo lega all’universo femminile, dove quest’ultimo risulta ancora “naturalmente” associato ai poli assiologicamente meno degni di valore, al privato, alla materialità/corporeità e all’emotività.

Viaggio nel lavoro di cura, uscito nel 2016 e curato da Raffella Maioni, (attuale responsabile nazionale Acli Colf) e Gianfranco Zucca (ricercatore presso l’Istituto di Ricerche Educative e Formative), tra i tanti ha il merito di aver riportato l’attenzione sul tema della cura e sulle lavoratrici, quasi sempre straniere, che in Italia sono inserite nel settore domestico dove, in qualità di assistenti familiari si prendono cura di anziani e di persone con disabilità, costituendo ormai un fenomeno strutturale all’interno di quello che Maioni, nell’introduzione, chiama “un welfare fai da te”.

Il cuore del libro è la divulgazione in tutte le sue diverse prospettive e sfaccettature dell’indagine condotta da Acli Colf nel 2014 e realizzata dall’Iref. La ricerca è stata guidata dall’obiettivo indicato chiaramente nel titolo di “capire chi sono, cosa fanno e come vivono le badanti che lavorano nelle famiglie italiane” e si è basata sulle risposte ottenute dalla somministrazione di un questionario rivolto ad un ampio campione di lavoratrici (867) residenti in 177 comuni italiani, approfondite successivamente in senso qualitativo attraverso nove focus group.

Si tratta di un’indagine che pone al centro dell’analisi la figura dell’assistente familiare nei suoi molti aspetti e che i diversi saggi affrontano in modo esaustivo nella prima parte del libro. Accanto ai temi più “classici” relativi alle condizioni lavorative e alle retribuzioni, analizzate anche alla luce dei recenti riferimenti contrattuali e legislativi internazionali, in primis la Convenzione ILO (Marchetti), trovano spazio anche nuovi aspetti meno indagati dalla letteratura. Viene affrontato in primo luogo un approfondimento rispetto alle reali mansioni e alle competenze richieste alle lavoratrici domestiche (Turrini), che spesso vanno molto oltre a quanto il termine “badare” non lasci più di tanto immaginare; con quest’ultimo ben si intreccia il tema salute delle assistenti familiari (Vianello), spesso soggette a stati di malessere psico-fisico che le difficili condizioni lavorative in molti casi concorrono a generare. Completano il quadro della ricerca i saggi di Sarti, che propone un’articolata analisi storica sull’evoluzione del lavoro domestico in Italia, capace di gettare luce sulla “nuova professione” odierna svolta dalle assistenti familiari, e quello di Alemani. Quest’ultimo riflette sui delicati equilibri della dimensione relazionale che si gioca nel quotidiano tra le lavoratrici domestiche e di volta in volta la persona assistita, i familiari e/o datori di lavoro e le altre figure professionali che intervengono nella cura a domicilio.

La seconda parte del libro è invece dedicata, da una parte, ad alcuni interessanti approfondimenti ed esperienze legati al lavoro di cura (Brustolin, Lopez, Suardi, Calvetto, Pasquinelli & Rusmini; Ligabue) mentre dall’altra rivolge uno sguardo al futuro, trasmesso in modo coinvolgente dal documentario in allegato al libro (Tra vent’anni…la vita, i sogni, le speranze di colf e assistenti familiari). Futuro che trova un’indicazione al contempo teorica ma capace anche di orientare le politiche sociali ed educative nella prospettiva transnazionale. Si tratta di un approccio che auspica, quindi, la realizzazione di un welfare dal respiro globale (Piperno) realizzato attraverso politiche orientate al co-sviluppo e capaci di riconoscere il bisogno di assumere sguardi complessi e soluzioni globali attenti ai protagonisti presenti alle due sponde del processo migratorio.

Marta Bertagnolli