Istantanee dalla scuola

Istantanee dalla scuola

Quale la relazione tra famiglia e scuola nellepoca di Facebook, WhatsApp, Youtube, Instagram e dei registri elettronici? Come si usano questi strumenti? Quanto si ingigantiscono le comunicazioni dal telefono dello studente a quello della madre relativamente a un presunto torto subito da un docente? Flash di immagini che, chi vive nella scuola vive quotidianamente

Antonella Mancaniello*

Sono passati dieci anni dallemanazione del DPR 235/2007 che ha istituito il Patto di corresponsabilità educativa scuolafamiglia e ventuno da quella del DPR 567/96 che ha dato vita ai Forum delle associazioni studentesche e dei genitori: il prossimo 21 novembre organizzeremo una giornata dedicata a questi temi per rilanciare questo impegnoperché il nostro sistema distruzione è responsabilità di tutte e tutti e abbiamo bisogno del contributo di chi la scuola la vive ogni giorno per migliorare e innalzare la quali dellofferta formativa dei nostri istituti. È questo lobiettivo che, come comuni educante, ci siamo dati e che intendiamo perseguire in uno spirito di continua e proficua collaborazione con tutte le componenti della comunità scolastica1 ha detto la Ministra Valeria Fedeli il 19 giugno 2017 durante l’incontro al MIUR con il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche e il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori. La Ministra ricorda anche che Protagonismo e condivisione devono essere i valori alla base di ogni azione messa in campo per la crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.2 Affrontare il tema della relazione scuolafamiglia non può prescindere dalla triangolazione della relazione tra scuola e studenti e tra studenti e genitori e mi piace ricordare che, a tal proposito, Papa Francesco3 afferma I giovani sono orfani di una strada sicura da percorrere, di un maestro di cui fidarsi, di ideali che riscaldino il cuore, di speranze che sostengano la fatica del vivere quotidiano. Sono orfani ma conservano vivo nel loro cuore il desiderio di tutto ciò!4

Come fare quindi a soddisfare questo desiderio e soprattutto chi e come può essere in grado di farlo? Famiglia e scuola sono due istituzioni in crisi di identità da tempo e c fa che entrambe talvolta dimentichino che il fine educativo della collaborazione tra genitori e insegnanti è di aiutare i ragazzi nel loro percorso di vita. Dando a chi insegna la possibilità di conoscere lambiente e le esperienze extrascolastiche di ogni alunno, i fattori che determinano in lui stati d’ansia nonché quelli che contribuiscono al suo equilibrio e, trasmettendo ai genitori i dati rilevanti circa il comportamento a scuola, si presume che lattività scolastica acquisti un valore più completo5. Elaborare nuove forme di comunicazione tra genitori e insegnanti, aprire confronti e dibattiti su questioni educative rilevanti può certamente aiutare, ma rimane comunque un problema strutturale e complesso: gli insegnanti fanno fatica oggi a relazionarsi con una classe che contiene in sé diversi modelli educativi derivanti dalle realtà famigliari in trasformazione costante.

Essere genitori è sempre stato molto difficile in ogni epoca, ma oggi, forse, la mancanza di comparazione con un tempo sicuro rende questa esperienza ancora più difficile: il paragone con il passato, anche recente, raramente è possibile, perché nell’arco di due generazioni ci sono cambiamenti abissali difficili da confrontare. Allora fare i genitori, senza poter trasmettere valori e sicurezze di cui essere convinti, proprio perc non si è più sicuri che siano quelli giusti, è davvero faticoso.6

Oggi è difficile parlare di una Relazione scuolafamiglia” in quanto esistono tante famiglie, la problematica della relazione educativa è sempre più variegata e si sposta sullanalisi della figura genitoriale: quali caratteristiche, quale cultura, tipologia, genitore single, identità sessuali, figli adottivi… la realtà è molto differente, come dice Morin le scienze ci hanno fatto acquisire molte certezze, ma nel corso del XX secolo ci hanno anche rivelato innumerevoli campi di incertezza.” Nella scuola si dovrebbero insegnare “i principi di strategie che permettano di affrontare i rischi, l’inatteso e l’incerto, e di modificarne levoluzione grazie alle informazioni acquisite nel corso dell’azione. Bisogna apprendere a navigare in un oceano dincertezze attraverso arcipelaghi di certezze7 ed occorre farlo insieme.

Nel Rapporto annuale Sconfiggere la povertà educativa in Europa pubblicato a Gennaio 2017 da Save the Children si evidenzia in maniera prepotente che I bambini che provengono dalle famiglie più svantaggiate hanno più probabilità di conseguire risultati peggiori a scuola, meno opportunità di prendere parte ad attivi culturali, sportive e sociali, di svilupparsi dal punto di vista emotivo e di realizzare il proprio potenziale8 di instaurare relazioni e di raggiungere i propri obiettivi in una socie a cui sentono di poter appartenere. La povertà educativa tende ad essere trasmessa di generazione in generazione, ma è un processo che può e dovrebbe essere cambiato.9

Oltre cinquant’anni fa don Lorenzo Milani scriveva in Esperienze pastorali10 La povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo. Si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale. La distinzione in classi sociali non si può dunque fare sull’imponibile catastale, ma su valori culturali e ancor oggi lo squilibrio culturale rappresenta il principale elemento di criticità per lo sviluppo della qualità della vita. Nell’interessante rapporto11 si conferma il ruolo fondamentale della scuola nella vita dei giovani. I bambini considerano gli insegnanti “attori fondamentali della scuola ideale” e li vorrebbero dedicati, competenti, pazienti, ed in grado di supportare le esigenze educative speciali, ma non sempre si sentono da loro “capiti, ascoltati e considerati12 e ritengono che anche i genitori debbano condividere la responsabilità del loro apprendimento scolastico.

In passato tra scuola e famiglia, veniva messo in atto una sorta di patto per cui la famiglia delegava alla scuola l’aspetto didattico ed educativo della vita dei figli. Questa delega implicava un atto di fiducia nella figura professionale dell’insegnante. Ripenso a mia madre, rappresentante di classe, membro del Consiglio dIstituto nel liceo livornese agli albori della innovativa e duratura normativa che ha promosso nella scuola italiana la democrazia partecipativa… Il rappresentante era la voce di tutto il gruppo classe con l’obiettivo di migliorare le relazioni tra scuola e territorio, senza intromissioni nellambito strettamente didatticovalutativo, per lo sviluppo di una scuola democratica aperta a tutti!

Oggi è ancora così? È difficile generalizzare. Abbiamo assistito e assistiamo a realtà in cui la qualità e quantidella presenza dei genitori nella scuola sembra si attesti più sui bisogni dei propri figli che sulle esigenze scolastiche, con il rischio di uno sconfinamento di ruoli. Ciò accade soprattutto nella scuola primaria o laddove i genitori si sentono maggiormente responsabilizzati per difendere situazioni problematiche dei propri figli e/o dove i docenti non sono sufficientemente preparati a cogliere tali problematicità. Accade poi in questi casi che l’immagine dei figli sia diversa da quella che hanno gli insegnanti e questa differenza fa emergere problematicità e criticità di cui nessuno vuol sentirsi responsabile. In molte scuole, soprattutto del Primo ciclo, però, si è diffusa la costituzione di associazioni nate esclusivamente con la finalità di compiere in modo volontario, spontaneo e gratuito, attività utili per gli alunni e per le loro famiglie”13 come nella Scuola Primaria Torricella.

Su questa linea per la scuola primaria anche l’Associazione A. Manzoni di Morosolo14 che ha come compito prioritario e fondamentale la partecipazione attiva alla vita della scuola con un ruolo da protagonista, per rafforzare la rappresentativi dei genitori” e lassociazione dei Genitori della scuola Enrico Toti di Roma che promuove la partecipazione dei genitori alle attivi della scuola per il miglioramento del clima scolastico, agevolando le interazioni tra la realtà scolastica e il mondo dei bambini.15 La famiglia qui è presente ed è parte integrante dellacomunieducante”.

In contrasto con questa realtà, ancora i risultati della ricerca di Save the Children che ricordano come la richiesta di condividere con i propri genitori esperienze, pensieri, aspirazioni e paure, ricevere sostegno e cura sia spesso minata da condizioni di vita disagiate, disoccupazione e stress, causato dalla povertà16 e Papa Francesco che parla di un “affetto troppo di fretta Di un rapporto che rende i bambini orfani di quella gratui del pa e della mamma che sanno perdere il tempo per giocare con i figli17.

Quale relazione tra i genitori/famiglia e scuola nellepoca di Facebook, WhatsApp, Youtube, Instagram etc….? E dei registri elettronici? E come si usano questi ormai indispensabili strumenti? Quanto si ingigantiscono le comunicazioni dal telefono dello studente a quello della madre relativamente al comportamento/presunto torto subito da un docente? Flash di immagini che, chi vive nella scuola vive quotidianamente

Le connessioni Internet e tutto c che comportano hanno sicuramente favorito la nascita e la costituzione di Associazioni di genitori dedicate a specifiche finalità, come la Rete commissioni mensa nazionale18 che tramite Facebook ha creato un sistema nazionale per il controllo della qualità e varietà dei cibi nelle mense scolastiche a supporto di scuole e Comuni.

Un recente testo Genitori alla riscossa19, di un acuto giovane scrittore, pone l’attenzione sulla cultura digitale. I social network hanno cambiato le regole sociali. Oggi i ragazzi colloquiano, socializzano e fanno amicizie online, quindi diventa necessario per un giovane essere presente per non rimanere fuori dal gruppo e nello stesso tempo è opportuno per un genitore controllare che ciò avvenga in maniera corretta20

E gli adulti, genitori e docenti come si pongono di fronte a questo mondo di relazioni che spesso li esclude? Un’alleanza è possibile? Il Patto di Corresponsabilieducativa ha ancora un valore realmente condiviso?

Su questo la scuola con il Forum delle associazioni si sta interrogando ed ha avviato un percorso di revisione della normativa come ricordato in premessanel solco del percorso innovativo avviato con la legge 107/2015 che nei diversi comma ricorda il valore della componente familiare, necessaria al buon funzionamento di una scuola capace di rispondere ai bisogni del territorio.

Tra le innovazioni della L.107/2015 da ricordare: il comma 14 dell’articolo 121 che definisce caratteristiche, contenuti e modalità di predisposizione del piano dell’offerta formativa invitando il dirigente scolastico a tener conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti22, il comma 17 relativo alle attivi di trasparenza e pubblicità dei piani triennali dellofferta formativa che fa esplicito riferimento alla valutazione comparativa da parte degli studenti e delle famiglie23. In particolare rispetto alla collaborazione tra scuola e famiglie è da sottolineare il contenuto del comma 12924 che prevede l’inserimento di due rappresentanti dei genitori, per la scuola dellinfanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto nel Comitato di valutazione dei docenti.25

Elaborare nuove forme di comunicazione tra genitori e insegnanti, aprire dibattiti su questioni educative rilevanti può certamente sviluppare la consapevolezza che solo attraverso il confronto, la costruzione di relazioni fiduciarie e lo sviluppo della propensione alla collaborazione è possibile ottenere reputazione e riconoscimenti pubblici, essenziali per assicurare la condivisione delle responsabili in una scuola che ha in oggi unimmagine più fluida e plurale. Non è solo spazio disciplinare di apprendimento, ma è molto di più, è agenzia di socializzazione, di sviluppo cognitivo, di personalizzazione, di scoperta della cultura, è luogo della cittadinanza e le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola i contenuti del Piano dellOfferta Formativa e, per la scuola secondaria, sottoscrivere il Patto di corresponsabilità educativa26 per condividere in maniera dettagliata diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie27 per stringere un’alleanza costruttiva indispensabile al raggiungimento di obiettivi condivisi. Il Patto sancisce e rafforza l’alleanza se nasce da una comune assunzione di responsabili e impegna entrambe le componenti fin dalla sua predisposizione, per condividerne i contenuti e rispettarne consapevolmente gli impegni.

*Dirigente con funzioni tecnico ispettive MIUR presso USR Abruzzo, da maggio 2016. È Cultrice della materia di Pedagogia speciale presso Università Roma Tor Vergata, Corso di Laurea in Scienze Motorie.

Bibliografia e sitografia

Galanti Maria Antonella, Affetti ed empatia nella relazione educativa, Napoli, Liguori, 2001.

Gomez Paloma Filippo, (a cura di), Corporeità, didattica e apprendimento, le neuroscienze delleducazione, Edisud, Salerno, 2009

Ianes Dario, Cramerotti Sofia (a cura di), Usare lICF nella scuola. Spunti operativi per il contesto educativo, Erikson, Trento, 2011

Mancaniello M.R.,Le espressioni del disagio adolescenziale: il fenomeno del bullismo e i possibili metodi di intervento nella scuola”. In: S. Ulivieri. Insegnare nella scuola secondaria. Per una declinazione della professionalità docente. p. 170-190, ETS, Pisa, 2012.

Trisciuzzi Leonardo, Fratini Carlo, Galanti Maria Antonella, Manuale di Pedagogia Speciale, Editori Laterza, 2000

Leuzzi Lorenzo, DallEvangeli Nuntiandii all’Evangeli Gaudium, Libreria Editrice Vaticana, 2014

Patto di Corresponsabilità Educativa (DPR 24 giugno 1998, n. 249, modificato dal DPR n. 235 del

21 novembre 2007art. 5bis)

Morin E., I sette saperi necessari alleducazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, 2005

Milani L., Esperienze pastorali, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1957

Save the Children, Sconfiggere la povertà educativa, Rapporto annuale, gennaio 2017

Borgioli S.,La relazione insegnantigenitori nella scuola” in Gherardini V. Mancaniello R., La

formazione dellanimatrice di educazione familiare (a cura di), Edizioni Del Cerro, Pisa, 2003

De Paulis G., Facebook: genitori alla riscossa, vademecum per non smarrire i propri figli online, Galaad Edizioni, Teramo, 2012

Damásio A.R., Lerrore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelphi, 1995

Mancaniello A., Famiglia e Scuola: rapporto in continua trasformazione alla ricerca del benessere,

Ragionamenti in Rassegna dell’istruzione, Rivista della Scuola, Le Monnier, Firenze, 2008

Save the Children, Quality Learning Environment (QLE)framework (solo per lo staff di Save the children), One Net, disponibile su: https://onenet.savethechildren.net/whatwedo/education/QLEProgrammeCatalogue/Pages/Quality

1Fedeli V., “Rilanciamo patto di corresponsabilità educativa (DIRE-Notiziario settimanale Scuola) Roma, 19 giugno 2017

2 ibidem

3 Papa Francesco, discorso ai partecipanti al convegno diocesano di Roma il 16 giugno 2014

4 Leuzzi Lorenzo, DallEvangeli Nuntiandii allEvangeli Gaudium, Libreria Editrice Vaticana, 2014

5 Borgioli S., La relazione insegnantigenitori nella scuola in Gherardini V. Mancaniello R., La formazione dellanimatrice di educazione familiare (a cura di), Edizioni Del Cerro, Pisa, 2003

6 Mancaniello A.,Famiglia e Scuola: rapporto in continua trasformazione alla ricerca del benessere, Ragionamenti in Rassegna dellistruzione”, Rivista della Scuola, Le Monnier, Firenze, 2008

7 Morin E., I sette saperi necessari alleducazione del futuro, Raffaello Cortina Editore, 2005

8Save the Children, Sconfiggere la pover educativa, Rapporto annuale, gennaio 2017

9 ibidem

10Milani L., Esperienze pastorali, Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1957

11Save the Children, Quality Learning Environment (QLE)framework (solo per lo staff di Save the children), One Net, disponibile su: https://onenet.savethechildren.net/whatwedo/education/QLEProgrammeCatalogue/Pages/QualityLearningEnvironment.aspx

Nel Rapporto sono riportati i risultati di indagini realizzate in otto diversi Paesi Europei: Germania, Islanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Romania, Spagna e Svezia con la partecipazione dei bambini a degli workshop dove hanno dialogato su quattro dimensioni dellopportunità educativa collegate al Framework di Save the Children per la qualità dellambiente di apprendimento.

12 Save the Children, Sconfiggere la pover educativa, Rapporto annuale, gennaio 2017

16 Save the Children, Sconfiggere la pover educativa, Rapporto annuale, gennaio 2017

17 Leuzzi Lorenzo, DallEvangeli Nuntiandii allEvangeli Gaudium, Libreria Editrice Vaticana, 2014

19 De Paulis G., Facebook: genitori alla riscossa, vademecum per non smarrire i propri figli online, Galaad Edizioni, Teramo, 2012

20ibidem

21 legge 13 luglio 2015, n. 107, recante: «Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.»

22ibidem

23ibidem

24 ibidem

25ibidem

26 Patto di Corresponsabilità Educativa (DPR 24 giugno 1998, n. 249, modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007art. 5bis)

27 nota prot AOODGSIP n.4321 del 6/07/2015 avente come oggetto il Piano dellOfferta Formativa (P.O.F.)

Author