Dark Lady

Franco Blezza                                                                   

Dark Lady

Strano libro Dark lady di Franco Blezza! Un libro che prende, che affascina, che si legge tutto d’un fiato e che, alla fine, dispiace lasciare. 

Un libro che si percorre come un giallo perché suscita continuamente curiosità e tiene in sospeso fino in fondo; che si segue come un romanzo perché appassiona alla narrazione di una vita singolare di cui si vuole arrivare a capire il senso; che si affronta come un copione teatrale perché impostato essenzialmente come un dialogo fra due persone, una che si racconta, l’altra che ascolta in modo attivo ponendo domande e invitando a riflessioni.

Di fatto Dark Lady può essere essenzialmente definito come la descrizione del trattamento di un caso clinico attraverso le tecniche di quella che l’autore definisce “interlocuzione pedagogica”, una forma di relazione d’aiuto che si realizza in un numero limitato di dialoghi che hanno lo scopo di permettere al paziente di definire la propria situazione problematica e di individuare una possibile strada per risolverla.  

La lettura del testo dà il piacere dell’incontrare e scoprire una storia particolare, quella di un uomo, l’Ingegnere, cui si ripresenta nella vita una sorta di ripetuta incarnazione di una malefica figura femminile, la Dark Lady, e nello stesso tempo dà modo di comprendere come l’intervento professionale di un pedagogista, il Prof, possa dare alla persona che a lui si rivolge la possibilità di leggersi e di auto-aiutarsi.

Il testo fa comprendere come l’esercizio del raccontarsi ad altri, in un setting professionale, oltre a dare un benefico senso di liberazione, porti all’acquisizione della necessaria consapevolezza per cambiare lo sguardo su di sé. Le giuste domande del pedagogista, così come i suoi silenzi o i suoi accenni a ipotesi interpretative, fanno salire in primo piano elementi che prima stavano in sfondo: negli incontri con il Prof, l’Ingegnere “non aveva scoperto nulla di nuovo, aveva solo preso in attento esame ciò che sapeva già perfettamente ma che, fino ad allora, aveva accantonato”. 

Nel racconto di determinati aspetti della propria vita, nella descrizione e nella narrazione di particolari situazioni ed eventi passati e presenti, il paziente mette in atto una personale ricerca di significati che lo indirizzano all’individuazione e alla definizione degli elementi essenziali che riguardano il problema presentato. 

Con i limitati interventi mirati del professionista, il dialogo si apre ad ipotesi interpretative.  Vengono così messe a confronto le diverse prospettive dei due interlocutori rispetto ai vissuti e agli agiti esaminati nelle sedute e lo scambio si evolve nella scelta dei significati che più si adattano a una risistemazione della mappa interiore del paziente in funzione della riconquista di equilibrio e pacificazione. 

Fondamentale affinché ciò si realizzi è l’instaurarsi di un clima di fiducia in una relazione d’aiuto dove necessariamente i ruoli non sono simmetrici, ma dove si può parlare di aspetti paritari nel riconoscimento reciproco di competenze da parte dei due protagonisti dei colloqui: l’uno mette in gioco saperi da pedagogista, l’altro attinge a risorse personali. Fra i protagonisti del percorso educativo si crea una relazione profonda caratterizzata da una  conduzione alla ricerca e costruzione di significati che non crea dipendenza proprio perché si mantengono sempre ben viste e ben scisse le responsabilità di ciascun dialogante.

È il seguire questo equilibrato percorso che conquista chi legge. 

Il ritrovarsi coinvolti nell’evolversi dell’intervento d’aiuto affascina e in parte inquieta, come se non si possano evitare dei rimandi a se stessi, come se non si riesca a fare a meno di cercare che cosa risuona in noi di quanto si sta leggendo di altri. 

Anche se i riferimenti a sé sono ovviamente riscontrabili in ogni tipo di testo in cui ci si immerge, la bella trasposizione narrativa di un intervento professionale che presenta Blezza in Dark Lady fa sentire quasi invitati a sperimentare di persona un percorso di “interlocuzione pedagogica”. 

 

Dark Lady

Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2018, pp. 154

  Margherita Mainini