Franz Ferdinand: Always Ascending

Franz Ferdinand

Always Ascending

Domino 2018, €17,90

Nel 2004 i Franz Ferdinand hanno regalato al pubblico il loro omonimo album di debutto, composto da undici tracce di notevole ed innovativo indie- rock. Adesso si apprestano ad inizia- re una seconda fase del loro percorso, presentando Always Ascending, quinto album a cinque anni da Right Thoughts, Right Words, Right Action (2013). La preparazione del disco ha dovuto, per forza di cose, affrontare alcuni passaggi lenti e delicati: fuori lo storico chitarrista Nick McCarthy e dentro il poliedri- co Julian Corrie (alle tastiere ed alla chitarra), che ha aggiunto accese sfumature elettroniche al consueto stile della band. “Siamo sempre noi”, rassicura il leader e cantante Alex Kapranos, “Ma stiamo provando cose nuove”. Su questo non c’è alcun dubbio. Si può considerare Always Ascending come una dichiarazione di resistenza da parte del complesso scozzese, che viene però attuata modificando lievemente la propria identità musicale: le chitarre rimangono, veloci e graffianti, il punto di forza del loro genere, ma è innegabile l’intenzione di far ballare i loro ascoltatori. A descapito, forse, della raffinata tecnica finora acquisita da Kapranos e soci nello sviluppo del loro personale indie-rock.

La miscellanea dei generi di Always Ascending spazia dal funk al pop, passando dal punk e, decisamente, dalla dance. Kapranos sintetizza la volontà principale di questo nuovo esperimento della band, dicendo che si tratta di “mu- sica dance fatta come la suonerebbe una band molto grezza e ruvida”. Il bassista Bob Hardy rielabora questo concetto svelando come i Franz Ferdinand ab- biano sempre desiderato essere una live band che suona musica dance e come, con questo album, abbiano voluto spingersi ulteriormente in questa direzione. Brani rapidi e diretti, senza troppi artifi- ci tecnici che rallenterebbero il naturale scorrimento dell’energia. Quasi tutti i brani hanno durata minore di quattro minuti; solo due canzoni durano più di cinque minuti: la prima e l’ultima, che, per questo motivo, fanno da solidi estremi per racchiudere l’intera raccolta. I riferimenti al passato vanno da David Bowie ai Talking Heads. I sintetizzato- ri e il suono “digitalizzato” assumono notevole rilevanza all’interno della loro dimensione, ma le chitarre rimangono l’elemento con cui viene impresso il ritmo trascinante e martellante, marchio di fabbrica del complesso di Glasgow. È esattamente quello che sentiamo nel- la canzone che dà il titolo all’album, la title-track Always Ascending; essa rap- presenta lo spirito dell’album, essendo il pezzo più orecchiabile e, al contempo, il più complesso: da un ingresso molto melodico si cambia direzione virando verso un funk-pop che contiene al suo interno influenze da musica house. Nel- la successiva Lazy Boy il ritornello, per energia e coinvolgimento, fa ripensare alla loro Take Me Out (brano simbolo della band scozzese). Dalla maestosa The

Academy Awards alla prorompente Lois Lane (con arpeggi affidati al sintetizzatore), si riprende da Huck And Jim (con un ritornello potente e solenne) e, passando per Glimpse Of Love (omaggio ai Blondie con tinte house), ci si muove verso Feel The Love (che conclude con un elegante assolo di sassofono che fa tornare in mente i Roxy Music). C’è anche spazio per un’incursione nel soul, con Paper Cages, e nel rhythm & blues, con Finally. Don’t Kill Me Slow, infine, chiude temporeggiando con sonorità melodiche e romantiche, senza abbandonare una certa anima psichedelica.

Il progetto che sta dietro a questo esperimento di genere consiste nel creare un qualcosa di contemporaneo che possa essere suonato sia sulla pista di una discoteca che sul palco in un concerto: gli stessi Franz Ferdinand hanno battezza- to questo concetto ‘futurismo natura- le’ (natural futurism), cioè una musica suonata nel vero senso della parola (nonostante artifici sintetici e digitali che la farebbero erroneamente sembrare “finta”) che, per loro, possa essere un’anticipazione di un suono contemporaneo del futuro.

Nel complesso, un disco energico e divertente suonato da una band energica e divertente. Ancora una volta.

 

 

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