Sentire e pensare. L’amore tra distanze e vicinanze, differenze e persistenze

Barbara Mapelli

Sentire e pensare. L’amore tra distanze e vicinanze, differenze e persistenze

Edizioni ETS, Pisa 2017,

pp. 134, € 14,00

Claudia Alemani

In copertina la riproduzione di un celebre dipinto di René Magritte, Gli amanti, raffigura due teste, coperte da un velo così spesso da nascondere loro i connotati, che si scambiano un bacio. Da qui mi pare possa partire la lettura dell’ultimo testo di Barbara Mapelli che continua una personale ricerca sul complesso tema dell’amore. Cosa significa dunque fare ricerca sul tema dell’amore? Significa innanzitutto cercare narrazioni plurime, le narrazioni di coloro che possono affermare con sicurezza di essere etero od omosessuali, di coloro che possono solo dire il “qui ed ora” delle loro scelte, di coloro che sono in transito da un sesso ad un altro, di coloro che hanno scelto di non transi- tare, ma di fermarsi ad un certo punto.

Narrazioni plurime, si diceva, tanti volti che non rimandano sempre ad un panorama noto o definito come è stato quello delle narrazioni del passato. Volti che sfumano, che non sono immediatamente riconoscibili, come appunto quelli del dipinto di Magritte. Ma il dipinto sembra suggerire anche un’altra ipotesi da cui partire per la ricerca: l’i- dea cioè che sia l’amore stesso, ciò che spinge due esseri uno verso l’altro, ad essere ancora senza volto, ad essere un oggetto sconosciuto che va indagato a partire, appunto, dall’esperienza delle vite, dalla concretezza delle storie.

L’obiettivo però non è tanto quello di trovare vicinanze o distanze tra le narrazioni (anche se le une e le altre sono riprese, messe in parallelo e lette nelle loro sfumature) quanto piuttosto quello di mettere in evidenza, proprio attraverso distanze e vicinanze, le domande alle quali le narrazioni stesse aprono. Ciò infatti permette all’autrice di vedere i li- miti di ogni discorso che tenda a leggere la differenza sessuale e/o di genere in un modo essenzialista, a leggere cioè nei simbolici i due soggetti, quello maschile e quello femminile, un discorso dunque costretto a ridurre la pluralità, che in- vece irrompe nel discorso amoroso. Ciò non significa però rinnegare il tema del- la differenza, o considerarlo superato, ma al contrario assumerlo e complessificarlo. Se l’assunto della differenza ha saputo disvelare l’inganno di un soggetto neutro e mettere al centro la dualità, ora occorre aprire ad una pluralità che sfuma, dai confini labili, meno rassicuranti. Se l’identità di genere poteva offrire una sorta di baluardo dal quale guardare agli accadimenti della vita, ora occorre accettare di essere fragili, di essere ancora soggetti in ricerca, lontani anche e contemporaneamente- da facili o comode pacificazioni.

Ecco allora che per l’autrice l’amore di- viene una sorta di dispositivo che con- sente di prendersi cura di sé, di ascoltarsi, di non mutilare il proprio sentire, ma di accoglierlo e lasciargli lo spazio di farsi parola. Un lavoro complesso per il quale è necessario rifarsi ad alcune virtù che sono intessute all’amore stesso, ma di cui occorre mettere in risalto la valenza, e che Mapelli (che in testi precedenti ha già affrontato tale tema) propone in chiave pedagogica, con l’intento cioè di segnalarne le sfaccettate potenzialità.

Virtù essenziale è l’ironia che consente di guardare con leggerezza alle distanze che si aprono tra chi si ama, ma anche di gettare un ponte all’altra parte o di sostenere una distanza che non sa o non può ridursi. Altrettanto significativa è la virtù della misura, quella competenza che ciascuno e ciascuna possono cercare in sé per avvicinarsi all’altra o all’altro sapendo – o provando a immaginare – cosa sono disponibili a perdere di sé nell’incontro, senza per questo rincorrere il sogno di una fusionalità che ha segnato, almeno nel passato, soprattutto le donne. Molte le virtù proposte, dall’ambivalenza alla perplessità, dal rispetto alla giusta distanza (e non è certo un caso l’utilizzo di una terminologia così connessa al linguaggio educativo!) e trattate facendo ricorso a numerosi testi letterari e poetici mai scontati.

Un testo asciutto e denso, un linguaggio solo apparentemente semplice, ma mai enfatico o sovraccarico, una possibilità per confrontarsi con i propri pensieri d’amore.

 

Author