Insegnare la libertà a scuola. Proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne

Mariella Pasinati (a cura di)

Insegnare la libertà a scuola. Proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne

Carocci editore, Roma 2017, pp.302,

€ 31,00

Elisa Romano

Il volume ha origine dal progetto “Per- corsi di libertà”, realizzato grazie all’interazione fra la Biblioteca delle donne e centro di consulenza legale UDIPA- LERMO e alcune dirigenti dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia, articola- tosi attraverso una serie di incontri di formazione rivolti ad insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado nell’arco del biennio scolastico 2013-15.

Titolo e sottotitolo sintetizzano efficacemente senso e finalità di questo percorso formativo: mettendo in luce l’idea di un progetto educativo, da attuare entro la scuola, mirato a modificare i paradigmi culturali che sono primo fondamento della violenza, e nello stesso tempo nominando la libertà femminile, rivelano immediatamente l’assunto di fondo: che la violenza maschile sulle donne rappresenti una reazione estrema al processo di costruzione di una soggettività femminile autonoma, e che testimoni l’inadeguatezza maschile a rapportarsi alla libertà femminile. ‘Violenza’ non è da intendersi soltanto come fisica e/o psicologica, ma anche, e primariamente, come violenza simbolica, in quanto cancellazione e svalorizzazione del femminile. È appunto sul piano simbolico che si delinea il ruolo decisivo della scuola, chiamata a farsi protagonista del cambiamento di quei modelli culturali che disconoscono la soggettività femminile. La prevenzione della violenza maschile sulle donne si configura dunque come possibile contenuto e obiettivo di un progetto di pedagogia della differenza sessuale. Una prospettiva culturale e una pratica, quella della pedagogia della differenza, in cui le docenti dell’UDIPALERMO sono impegnate da più di tre decenni; ed è questa pratica di lungo periodo ad aver dato ad un libro collettaneo coesione e omogeneità tematica e coerenza strutturale. La lunga e costante riflessione sviluppata entro una pratica di relazione si traduce in alcuni presupposti teorici comuni e in un linguaggio con- diviso, che danno compattezza ai numerosi (più di venti) contributi.

Il volume è strutturato in tre parti: la prima è incentrata sulla violenza, osservato correttamente come un fatto strutturale ed intrinseco alle dinamiche del rapporto fra i sessi, anziché, come secondo la lettura più diffusa, in un’ottica emergenziale in cui la donna è vista come vittima da tutelare. I contributi della seconda sezione approfondiscono i presupposti teorici della pedagogia della differenza; la terza parte, dedicata alla pratica pedagogica, raccoglie e illustra una selezione delle esperienze rea- lizzate nelle classi.

Il volume, difficile da riassumere a causa della densità tematica e dello spessore dell’approfondimento teorico, è attraversato da alcune idee-guida che costituiscono altrettanti fili conduttori che si snodano attraverso i vari contri- buti. Particolare rilievo assume la de- nuncia degli stereotipi: per esempio, quello della donna debole, preda e ‘vittima destinata’, che dà luogo a una vera e propria ‘iconografia della vittima’ che contrassegna molte campagne anti- violenza sui mezzi di comunicazione. Strettamente connesso al tema della decostruzione degli stereotipi è il tema (altro filo conduttore) della revisione dei saperi: la necessità, argomentata mediante una ricca esemplificazione che attraversa i vari ambiti disciplinari, di una disarticolazione dell’impianto educativo e di una riarticolazione fondata non su semplici aggiunte di presunti ‘contenuti femminili’, ma sulla ricerca di presenze e parole di donne, sull’uso di un linguaggio sessuato, sullo scardinamento di un ordine simbolico falsamente neutro.

In conclusione, un volume di notevole interesse, che offre nello stesso tempo un esempio concreto di pedagogia della differenza e, più in generale, un’efficace messa a fuoco di temi, concetti, parole che sono a fondamento del pensiero e della pratica della differenza sessuale.

 

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