La scuola dal tetto di paglia

Wenxuan Cao

La scuola dal tetto di paglia

Giunti Editore, Milano 2018,

pp 352, € 12,00

Età di lettura:

a partire dagli 11 anni

Cina, anni ’60, in un piccolo paese chiamato Campodilino la scuola è composta da almeno una decina di casette dal tetto di paglia unite tra loro a formare un gruppetto di edifici ordinati. È in questa caratteristica cornice, sullo sfondo di un paesaggio rurale che si avvicendano le storie e le vite dei personaggi del racconto. O meglio dei racconti. Sì, perché il testo è diviso in nove capitoli a sé stanti che potrebbero essere letti l’uno indipendentemente dall’altro, ma che insieme ci danno uno spaccato della vita quoti- diana di questo piccolo paesino cinese e delle emozioni e dei sentimenti che attraversano le vite dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola.

Una realtà molto lontana da quella a cui siamo abituati, ma anche molto vicina che mette in risalto dinamiche e relazioni tipiche di bambini e ragazzi di qualsiasi epoca e di qualsiasi luogo. Un villaggio molto povero, immerso nelle risaie, in mezzo alla campagna distante più di un chilometro e mezzo dal paese più prossimo. Un luogo circoscritto dove, come accadeva anni fa anche qui nel nostro paese, non ci sono macchine, dove i bambini possono muoversi e giocare liberamente spostandosi a piedi o, quei pochi che ce l’hanno, con una bicicletta scassata. Un luogo dove poter giocare nella terra, col fango o nel fiume. Un libro intenso e impegnativo, a tratti un po’ lento che non sarà di facile approccio per ragazzi e ragazze, ma che ha avuto un enorme successo internazionale e numerose traduzioni e milioni di lettori in tutto il mondo.

I temi sono quelli classici e mai banali dell’amicizia, dell’amore, del conflitto, della gelosia dell’empatia e della compassione che emergono dalle pagine del libro con una naturalezza e una delicatezza incredibili.

L’autore del testo Cao Wenxuan, nato nel 1954 e cresciuto nella provincia cinese dello Jiangsu, una poverissima regione della Cina orientale, è il più importante autore per ragazzi del Paese. Ricopre un ruolo di prestigio nell’Università di Pechino dove è docente di letteratura cinese ed è anche vicepresidente della Beijing Writers Association.

È stato un grande maestro per molti giovani scrittori e ha formato la nuova gene- razione di autori della Cina. Vanta una ricca produzione di romanzi e racconti per bambini e adolescenti – ne ha al suo attivo più di cinquanta – che sono di- ventati ormai dei classici della letteratura cinese e mondiale essendo stati tradotti in molte lingue tra cui francese, russo, inglese, giapponese e coreano.

In Italia è arrivato con Giunti con Gira- sole e La scuola dal tetto di paglia che ha già fatto il giro del mondo e dal quale è stato tratto anche un film.

Molto simpatica, ma anche veritiera, l’indicazione sulla quarta di copertina che indica come età di lettura dagli 11 ai 99 anni. Il testo rappresenta, infatti, una lettura adatta anche agli adulti per la profondità e la sensibilità dei temi trattati.

Nei nove capitoli, sono molti i personaggi attorno a cui ruotano i racconti e le vicende della scuola di Campodilino. Sang Sang, che potremmo indicare come il protagonista del libro, è lo scalmanato figlio del preside della scuola. È attraverso i suoi occhi che entriamo nel mondo della scuola dal tetto di paglia e che conosciamo gli altri personaggi.

Grupelata, chiamato così per la sua testolina pelata, sempre preso in giro da tutti, che aspetta la sua occasione di riscatto. Zhi Yue, una bambina dolce ed educata che arriva a Campodilino per sfuggire da una scuola dove qualcuno le dà fastidio. Poi Bai Que e Jiang Yilun, la cui storia d’amore è tutta racchiusa in una manciata di lettere e nella melodia del flauto, il piccolo Xi Ma e il ricco e invidiato Du Xiaokang.

E infine, Sang Qiao, il preside del- la scuola e padre di Sang Sang, che nell’ultimo capitolo mette da parte la sua scuola e il suo lavoro per dedicarsi al figlio che si scopre essere malato. Un capitolo conclusivo toccante e commo- vente, in cui il rapporto più originario di tutti quello tra genitore e figlio viene spezzato troppo presto da una malattia incurabile un giorno d’Agosto del 1962. “Sang Sang… si arrampicò sul tetto di una delle case dal tetto di paglia, la più alta della scuola elementare di Campodilino. Quando si sedette lassù per la prima volta, di colpo la scuola gli si parò davanti agli occhi tutta intera… Tutt’a un tratto Sang Sang ebbe voglia di piangere e si mise a singhiozzare in silenzio. Alle prime luci dell’alba del giorno seguente… avrebbe detto addio per sempre alle amate case dal tetto di paglia dorato…”

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