Tutti per uno

Anna Oliverio Ferraris

Tutti per Uno

Salani, Firenze, 2018

pp.165, €14,90

 

La piccola Fabrizia si trova ad affrontare la decisione dei genitori di separarsi: “non c’è un’età ideale in cui tu possa accettare la separazione dei tuoi genitori come un fatto normale…”. L’immagine della famiglia perfetta si trasforma improvvisamente agli occhi della bambina, che si trova suo malgrado ad affrontare i cambiamenti che conseguono alla decisione dei genitori.

Anna Oliverio Ferraris, psicoterapeuta, scrittrice, (docente di Psicologia dell’età evolutiva e dello sviluppo all’università La Sapienza di Roma), autrice di saggi e articoli scientifici ci accompagna, nel suo romanzo, nella descrizione dei pensieri dei sentimenti della protagonista. Fabrizia è presto un “adolescente” che ha bisogno di ricomprendere il mondo che cambia intorno a lei, e si trova nel giro di poco tempo a dover affrontare molte nuove sfide. Mutano improvvisamente i luoghi della quotidianità, si modificano le relazioni.

Una nuova vita, nuovi fratelli, nuovi adulti e l’adolescenza che irrompe come sempre come uno “tsunami” implica una riflessione attenta e talvolta dolorosa. Dopo il primo incontro con Barbara, una psicologa che la aiuta ad affrontare le prime sofferenze legate alla separazione dei genitori, la protagonista viene invitata in un “rave party”, dopo un tentativo di “fuga da casa”. Qui è suo malgrado coinvolta in una retata, insieme ad altri ragazzi trovati a consumare sostanze illegali.

Dopo il dramma familiare la ragazza viene invitata a partecipare ad una “terapia di gruppo.” La terapia di gruppo e lo psicodramma mettono in gioco le varie vicende dei ragazzi (Alessio, Riccardo, Mosi, Quang, Gianna), dal vissuto e dai racconti dei personaggi emergono in modo realistico temi e problemi dell’adolescenza: le sostanze, l’esclusione, la manipolazione, piccole manie personali, l’autolesionismo, il cyberbullismo: ”…teneva tutto dentro di sé, però quando poi arrivava il momento di andare a scuola, le venivano i crampi allo stomaco”

Questo permette all’autrice di donare al lettore il punto il punto di vista dell’adolescente che racconta e mette in scena episodi della propria vita così i ragazzi diversi e distanti dal punto di vista sociale e culturale si incontrano e, dopo la diffidenza iniziale “..incontro dopo incontro l’atmosfera era cambiata eravamo un gruppo. Un vero gruppo.”

La trama permette al lettore di empatizzare da un lato con i ragazzi e contemporaneamente di osservarne le dinamiche e i comportamenti. La narrazione da un lato sottolinea i rischi e i pericoli ai quali i ragazzi si espongono e dall’altro ne enfatizza le potenzialità e le attitudini resilienti: la capacità di elaborazione degli eventi, la possibilità di farsi aiutare e contemporaneamente la capacità di aiutare, comprendere e sostenere l’altro. La storia di Fabrizia si trasforma così in un romanzo a più voci sull’adolescenza, in cui i vari protagonisti si raccontano individualmente e si sostengono collettivamente. …nel gruppo “si è tutti insieme, gli altri ascoltano i tuoi problemi e tu ascolti i loro e i progressi sono più rapidi”

Il Romanzo è certamente frutto dall’esperienza dell’autrice scrittrice e psicologa, la terapia è però solo è il momento in cui i ragazzi incontrandosi disvelano parti di sè, raccontano le loro difficoltà i loro turbamenti, le loro sofferenze. Si tratta dell’altra faccia delle medaglia, quella della vita vissuta, talvolta messa in secondo piano rispetto alle sintesi pragmatistiche dei manuali diagnostici, nel romanzo il focus invece sono le persone e le e loro esperienze più o meno drammatiche.

La Psicoterapeuta Oliviero Ferraris, mette a fuoco l’esperienza del paziente della “persona”, dei ragazzi attraverso il lavoro della scrittrice, lasciando sullo sfondo, sfumato, il punto di vista scientifico e l’impegno dei terapeuti che affiancano e supportano gli adolescenti. Un romanzo affascinante che emerge dai vissuti dei giovani protagonisti, ma anche un testo di formazione per tutti coloro che operano lavorano o intendono comprendere pienamente il mondo dell’adolescenza.

Giuseppe Fichera

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