Fuori Dall’Hype

Pinguini Tattici Nucleari

Fuori Dall’Hype

Rca Records Label 2019

€ 17.09

I Pinguini Tattici Nucleari sono un gruppo bergamasco nato nel 2012, composto da Riccardo Zanotti (compositore di testi e musiche), Nicola Buttafuoco, Elio Biffi, Lorenzo Pasini, Simone Pagani e Matteo Locati. Il complesso prende forma negli anni della scuola e continua la sua vita durante l’adolescenza di tutti i suoi membri. Fuori Dall’Hype è il loro terzo album, per la prima volta con la Sony.

Così Zanotti spiega il titolo: “Hype è una parola che da qualche anno è entrata nel linguaggio comune. Per un artista, generare hype significa creare grande attesa per il proprio prodotto. L’Hype non si spiega, non ha regole: capita, o non capita. Molti artisti passano la vita a inseguire la chimera dell’Hype, corrono e si dimenano per essere i prescelti. Spesso l’Hype si posa proprio su quegli altri artisti che stanno fermi, immobili, e non lo desiderano, come una farfalla. Vola dove la porta il vento, e poi se ne va di nuovo. Chi è fuori dall’Hype vive dove il vento non porta farfalle”. Sembrerebbe quindi che il sestetto italiano cerchi di restare ‘fuori dall’hype’ proprio per evitare questa ossessione e per continuare a comporre la propria musica senza eccessive pressioni ed inutili complicazioni.

Il disco si apre con l’omonima traccia, Fuori Dall’Hype, morbida ballata che affronta il tema della morte con indifferente spensieratezza. A riguardo, sempre lo Zanotti ha dichiarato: “Fuori Dall’Hype è quella ballata che qualcuno ti mette in cuffia mentre attorno tutti ballano la musica house. Un po’ alla Il Tempo Delle Mele. L’ho scritta in un periodo di grande sconforto, perché pensavo che la musica non sarebbe mai stato il mio mestiere, come Venditti con la matematica. Allora ho voluto scrivere un pezzo che potesse essere universale, per tutti coloro che non si sentono all’altezza, ma si sentono appunto ‘fuori’. Non è una canzone felicissima, a differenza delle altre canzoni dell’album, e penso che proprio per questo ci si collo- chi molto bene. Qualche lacrima tra le risate rende il tutto più buono, come un po’ di zucchero nel sugo”.

In Antartide vengono citate alcune fonti di ispirazione, da Harry Potter alla serie TV Scrubs, per comporre una leggera poesia pop, prima dolce poi veloce, sul- la freddezza di una donna: “Provano a rompere il ghiaccio con te / Non sanno che tu sei l’Antartide”.

Lake Washington Boulevard tratta indirettamente della morte di Kurt Cobain in modo piuttosto surreale: “Si sentirà uno sparo in lontananza poi un rumore di ambulanza e io non ci sarò più”. In Monopoli sonorità pop e reggae da spiaggia fanno da cornice ad una storia d’amore: corale e nostalgica, racconta di un in- contro fra un ragazzo nato, appunto, a Monopoli ed una ragazza di Shanghai e termina con un solenne assolo di chitarra. Un padre muratore discute col figlio aspirante musicista in Scatole; un confronto tra il passato ed il presente in cui si scontrano due differenti generazioni e filosofie di vita: da un lato la sicurezza di un lavoro fisso, dall’altra la volontà di raggiungere il proprio sogno (“Io vo- levo far piangere la gente e davanti ai mattoni nessuno si commuove”). Siamo di fronte alla canzone decisamente più intima e personale del disco: il ritmo rallenta e gli strumenti passano alla modalità acustica.

La Banalità Del Mare affronta il tema della lontananza imposta dal mare e di quanto questa considerazione possa sembrare tanto vera quanto scontata. Il

 

funky-dance da cartone animato (delle quali sigle pare che un tempo i bergamaschi facessero cover) con un accenno di trap e di reggaeton, accompagna una canzone che accelera quasi all’improvviso. NoNoNo inizia con un giro di chitarra e prende corpo con elementi reggae e samba che sembrano un mix fumoso di Luca Carboni e Miguel Bosé; poi una frase particolarmente significativa: «La più grande libertà / È quella che ti tiene in catene».

Sashimi è una traccia funk-rock molto ritmata. “Si sopravvive a tutto ascoltando Lucio Dalla”: questo verso ed un’intensa storia d’amore sono i cardini principali di Verdura.

Chiude l’album la ballata Freddie, in cui viene descritto un lungo viaggio sul Flixbus.

L’ampio ventaglio stilistico dimostrato dai Pinguini ha permesso ai sei di non essere mai scontati e prevedibili: il risultato è un disco coinvolgente sia per gli spartiti orecchiabili che per i testi, ora ironici ora riflessivi. L’opera in sé sembrava avere un carattere cantautorale, anche se l’impressione complessiva è che questo genere venga usato quasi come parodia dagli stessi bergamaschi. Rispetto ai loro precedenti lavori, si nota come il divertimento abbia assunto un ruolo leggermente più marginale in favore di una struttura della canzone più elaborata ed autentica. Questo cambia- mento potrebbe essere causato dall’importanza della nuova casa discografica oppure dal fatto che i Pinguini Tattici Nucleari stiano imparando a crescere artisticamente senza snaturare un marcato carattere goliardico, diventato or- mai il loro marchio di fabbrica.

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