On The Line

Jenny Lewis

On The Line

Worner Bros, 2019

€ 20,90

Jennifer Diane Lewis (o semplicemente Jenny Lewis)

nasce artisticamente come attrice: a quasi vent’anni prende parte alla serie TV The Twilight Zone (Ai Confini Della Realtà) e, a ventidue, recita nel film The Wizard (Il Piccolo Grande Mago Dei Videogames). Rimasta delusa dall’ambiente televisivo-cinematografico, e dall’aver scoperto che la madre aveva speso tutti i suoi guadagni per comprare droga, decide di smettere di recitare.

Per il suo esordio in campo musicale si deve aspettare il 1999, grazie al gruppo Rilo Kiley ed all’omonimo album. Oltre ad altre collaborazioni, tra cui compaiono Elvis Costello, i Watson Twins ed il suo stesso compagno Johnathan Rice (nel duo Jenny & Johnny), la Lewis intraprende la propria carriera da soli- sta nel 2006, anno di pubblicazione del disco Rabbit Fur Coat. Ad esso hanno fatto seguito Acid Tongue (2008), The Voyager (2014) e, nel marzo di quest’anno, On The Line.

Per il suo quarto lavoro l’artista americana continua sulla strada che l’ha portata al successo nel genere dell’indie-rock, affidandosi al suo talento per la scrittura e ad al contributo di alcune illustri arti- sti, tra cui Jeff Beck, Ringo Starr, Don Was, Jim Keltner e Ryan Adams. Proprio quest’ultimo è stato recentemente accusato di molestie sessuali, fatto che ha di conseguenza spinto la Lewis a schierarsi dalla parte delle donne vitti- me del suo ormai ex collaboratore.

On The Line si sviluppa su arrangiamenti dal retrogusto anni ‘70, riproponendo il vecchio folk in chiave pop- rock. I temi delle canzoni rappresentano il vero nucleo del disco: salute mentale, problemi famigliari e caos interiore sono tutto ciò che è passato per la mente e davanti agli occhi della song-writer dall’uscita di Voyager ad oggi.

“Le teste rotolano, baby / Tutti devo- no pagare quel conto e forse / Dopo tutto ciò che è stato detto e fatto / Saremo tutti teschi”. Questa è la minaccia con cui Heads Gonna Roll apre l’album: il pianoforte a cascata e la batteria echeggiante regalano una melodia che sembra voler inchiodare il pop standard di una canzone beatlesiana. Eppure dietro la batteria c’è proprio Ringo Starr in persona… Nel mezzo risuona l’assolo schiacciante di organo di Benmont Tench, ex Heartbreaker.

Seguono Wasted Youth, ballata pop triste ma accattivante, e Red Bull and Hennessy, primo singolo estratto dalla raccolta. L’avvertimento di Hollywood Lawn è rivolto a tutti i giovani sognatori: “I tuoi demoni hanno buoni motivi per combattere”. In Do-Si-Do si intuiscono le influenze anni ‘90 del produttore Beck. Questa prima parte dell’album rap- presenta un omaggio alla lirica di Elvis Costello, uno dei punti di riferimento artistici della Lewis, facendo propri maliziosi giochi di parole e riferimenti culturali. La seconda parte coincide con un cambio di registro dell’autrice, corrispondente ad un differente tono delle canzoni.

Da qui in poi si entra delicatamente nella sfera famigliare, grazie anche ad un rock più classico e fluido. Jenny si è momentaneamente allontanata dal mondo della musica per prendersi cura della madre malata di cancro: è da questa esperienza nasce la scrittura della seconda porzione di On The Line.

In Dogwood la cantautrice ammette brutalmente “Non c’è nulla che possiamo fare se non sbagliare”. Poi si fa portatrice della pace in Little White Dove: sonorità funk si mischiano con voci folk in una canzone nata mentre Jenny guarda- va morire sua madre in ospedale. Rabbit Hole, ultima traccia, è un grido di libertà che si conclude con una dichiarazione perentoria ed improvvisa: “Non voglio andare giù nella tana del coniglio insieme a te”.

Non si può non notare come l’esperienza di vita della Lewis abbia segnato profondamente il carattere dell’intero album. La natura personale dei testi e l’intensità dei pensieri dell’autrice permettono ai brani di riecheggiare vivi e forti nell’anima dell’ascoltatore.

La sensazione prevalente alla fine di On The Line è che sia un disco elegante e maturo, pieno della consapevo- lezza dell’autrice di non dover snaturare il proprio stile inutilmente, ma di lasciar parlare la propria musica per sé.

Jenny Lewis è una cantautrice folk nel vero senso della parola: racconta di storie complicate perché lei in prima persona ne sta affrontando una. Diventa cronista di se stessa tramite soggetti cupi, ma avvolge la narrazione con melodie ben costruite e confezionate.

Questo è il principale motivo per cui molte leggende del rock hanno partecipato alla realizzazione dell’album e per cui On The Line può essere considerato con tutta probabilità il miglior lavoro solista di Jenny Lewis fino ad oggi.

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