An Overview On Phenomal Nature

Cassandra Jenkins

An Overview On Phenomal Nature

Ba Da Bing!, 2021

€ 16,93

Come succede a molte persone che entrano in un museo d’arte moderna o contemporanea, spesso un’opera viene giudicata banale ed eccessivamente semplice in maniera troppo sbrigativa. Quello che manca per una fruizione corretta e completa è il contesto in cui quest’opera è stata pensata e poi realizzata dall’artista. Questa premessa è necessaria prima di parlare di An Overview On Phenomenal Nature, secondo album di Cassandra Jenkins, cantautrice americana che ha esordito con la pubblicazione di Play Till You Win (2017). Si tratta infatti di un lavoro breve rispetto alla maggior parte delle raccolte (contiene 7 brani) e che, ascoltando senza la dovuta predisposizione d’animo o senza conoscere la storia della sua autrice, si giudicherebbe come troppo monotono e poco originale. Le tematiche principali sono il lutto, la natura e come il rapporto tra queste entità abbia influito per permettere all’artista di raggiungere un equilibrio interiore in un periodo difficile della propria vita. Nel 2019 il suicidio di David Berman, suo amico e leader dei Purple Mountains, gruppo con cui sarebbe dovuta partire in un tour di concerti, la sconvolge tanto da portarla ad isolarsi in Norvegia, ospitata da amici, per cercare di superare la perdita. Al suo ritorno a New York registra le tracce dell’album, ritardandone l’uscita a causa della pandemia in corso. La raccolta si apre con l’andamento dolce e cadenzato di Michelangelo, in cui il dolore viene affrontato per la prima volta: “You’re a virus / And you come back / At the first sign of weakness / Treatable not curable / And I’m building up a resistance” (“Sei un virus / E torni indietro / Al primo segno di debolezza / Trattabile non curabile / E sto costruendo una restistenza”); le tastiere accompagnano, la voce ammalia, la batteria accende, la chitarra elettrica infiamma e gli archi incorniciano il tutto sul finale. Le trombe in lontananza introducono a New Bikini, calma ma ondeggiante come l’oceano, in cui si ode un suadente invito: “Baby, go get in the ocean” (“Baby, entra nell’oceano”). Il concetto fondamentale dell’album viene esplicitato in Hard Drive, per mezzo di una frase registrata, con un sassofono noir a fare da sfondo: “When we lose our connection to nature / We lose our spirit, our humanity, our sense of self ” (“Quando perdiamo la nostra connessione con la natura / Perdiamo il nostro spirito, la nostra umanità, il nostro senso di sé”). Questo è sicuramente il brano più significativo della raccolta: le tracce di conversazioni che si sentono, intervallate da intermezzi jazz, sono state riprese durante l’esposizione Phenomenal Nature della scultrice indiana Mrinalini Mukherjee, a cui certamente la cantautrice si ispira per il titolo del proprio lavoro. Sul finale c’è spazio per l’amica medium Perry che svolge un rituale curativo tramite la respirazione, contando ripetutamente fino a tre, per aiutare la Jenkins a purificare il suo animo ferito. In Crosshairs una chitarra graffiante squarcia l’aura fumosa creata dal pianoforte, dai flauti e dagli archi; con Ambiguous Norway ci trasferiamo idealmente nelle incantate atmosfere scandi dinave, anche se permane ancora un ricordo angoscioso: “No matter where I go / You’re gone, you’re everywhere” (“Non importa dove io vada / Tu sei andato, tu sei ovunque”). L’arpeggio di chitarra sostiene docilmente una voce malinconica in Hailey: “She said: / New year / New you / Same me” (“Lei disse: / Nuovo anno / Nuovo te / Stessa me”). Il giro si chiude tornando alla natura, senza voce, con la strumentale The Ramble ed il suo duetto tra il cinguettio degli uccelli (registrati al Central Park di New York durante il lockdown primaverile) ed un’eco di sassofono. An Overview On Phenomenal Nature propone un copione musicale essenziale che imita i suoni della natura ed arriva spesso a fondersi con essi. Le tastiere creano in ogni brano uno sfondo davanti al quale, ora la chitarra di Will Stratton, ora il sassofono di Stuart Bogie, si alternano ad una voce intima, raffinata ed avvolgente. Le tracce, pur nascendo da un’esperienza drammatica, hanno insita in loro la capacità di tranquillizzare l’ascoltatore e di trasportarlo in una nuova dimensione. Una volta terminato l’ascolto si può intuire più facilmente come mai questo album sia più simile ad un’opera d’arte moderna o contemporanea piuttostoche ad una raccolta di canzoni folk.

 

Author