Cinema Samuele

Samuele Bersani

Cinema Samuele

Sony Music

2020

€ 21,51

Come spesso accade un’immagine racconta più di mille parole. Traslando questa regola nel mondo della musica, la copertina di un album può quindi fungere da riassunto dettagliato dei brani contenuti, ancora prima di averli ascoltati. L’immagine su Cinema Samuele, ultima pubblicazione di Samuele Bersani, rappresenta balconi e finestre insieme ad alcuni simboli di Bologna (la statua di Nettuno e l’orologio della stazione fermo alle 10 e 25) che formano il profilo del cinquantenne cantautore riminese. In certi casi le luci all’interno delle abitazioni sono accese, in altre spente; si può notare anche uno striscione che recita “Andrà tutto bene”, frase simbolo della pandemia Covid in Italia. Questa è la visione d’insieme che sta alle fondamenta di Cinema Samuele: numerose e variegate realtà quotidiane che Bersani descrive con la consueta ironia e fantasia, alternando e dosando atmosfere buie e gioiose. A sette anni di distanza da Nuvola Numero Nove, l’artista pubblica così il suo nono disco con cui accoglie idealmente l’ascoltatore all’in- terno della propria sala cinematografica personale: l’autore ci invita a “vedere” coi suoi occhi 10 storie, di cui è narratore o protagonista. Queste storie, inserite in altrettante tracce, ci forniscono lo spaccato di un presente quanto mai paradossale e sfaccettato. Il pianoforte e una base sintetica anni 70-80 danno l’inizio a Pixel, che si anima con l’intervento della batteria per risolvere ritornello e strofa finali. Un complicato tenativo di uccidere un despota viene messo in scena con Il Tiranno, dove regna un’atmosfera malinconica e noir.

Il rock di Mezza Bugia descrive l’estenuante e continua battaglia contro le difficoltà di comunicazione affrontate in una relazione di coppia. Un’intima introduzione di pianoforte fa riemergere il passato in Il Tuo Ricordo, successiva- mente un assolo di chitarra improvviso esplode come il presente che cerca di emergere sulla memoria: ma è infine il passato ad averla vinta (“Il tuo ricordo trova un buco nella rete / S’infila dentro il mio cervello e fa il padrone”), con la chiusura di pianoforte conclusiva. Un pop orecchiabile ed elettronico si fa largo in Harakiri, in cui il protagonista, entrato in un cinema porno per suicidarsi, cambia idea lasciandosi conquistare dalla trama e dai dialoghi del film erotico. Le Abbagnale racconta l’incontro di due ragazze e di come le loro storie, molto diverse tra loro, riescano alla fine ad intrecciarsi in una intensa rappresentazione dell’amore universale. L’unione tra l’arpeggio della chitarra e le note del pianoforte fornisce il giusto scenario per Con Te, brano dal forte contenuto emozionale. La ritmata e coinvolgente Scorrimento Verticale funge da critica al ruolo sempre più ingombrante assunto dai dispositivi digitali e dai social network all’interno della nostra vita quotidiana. Molto particolare risulta anche il tema affrontato in L’intervista, in cui, tra le note di un pop ben strutturato, viene preso in considerazione il mondo del mercato musicale moderno: qui l’artista svolge un duplice ruolo contraddittorio, semplice “oggetto” adatto all’usa-e-getta da una parte, fondamentale icona da idolatrare e rispettare dall’altra. Distopici (Ti Sto Vicino) spiega come il distanzia- mento sociale di questo periodo sia sta- to trasportato anche sul piano emotivo, nonostante un improvviso ventaglio di tastiere si apra sul finale per dare uno spiraglio di speranza. È difficile e sbagliato cercare sempre di catalogare un

 

album associandolo ad un particolare genere musicale preesistente. Nell’ascolto di singole canzoni, però, l’ascoltatore ha inconsciamente bisogno di seguire una struttura melodica che lo accompagni dall’inizio alla fine. In Cinema Samuele la sensazione è che spesso questo scheletro melodico sia soltanto accennato a vantaggio di artifici sintetici che conferiscono, invece, una certa dissonanza all’interno dei brani. L’artista ha sempre cercato di inserire qualche intervento sintetico e futuristico nelle sue opere, però in questo album si percepisce un loro utilizzo maggiore rispetto al passato. Da una parte, la dissonanza sintetica permette alla melodia di tornare più forte ed influenzare maggiormente il brano, portando quindi l’ascoltatore su strade a lui conosciute. Dall’altra parte, in questa situazione, la voce del cantautore ne risulta rafforzata, in quanto unico elemento stabile di tutte le tracce della raccolta. L’atmosfera prevalente è buia e cupa sia in alcuni temi, che nella maggior parte delle basi. Da un punto di vista concettuale si vuole dare risalto alla tematica del disagio e del malessere presenti nella società nel mondo d’oggi; da un punto di vista metaforico è come se Bersani ci conducesse davvero all’interno di una sala cinematografica che, al momento della proiezione, viene completamente oscurata: alla conclusione del film, però, la luce pone fine al blackout e ci riporta alla realtà.

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