Progettare l’educazione scolastica curriculare degli insegnanti e degli studenti al benessere degli animali

Prima parte del progetto: formazione degli insegnanti

Tutti i mass media, così come i libri, gli articoli scientifici o i vari corsi di formazione organizzati dalle associazioni animaliste potrebbero diventare validi strumenti per aiutare i docenti a venire a conoscenza del dolore e della paura che molti   animali   domestici e selvatici sono costretti a esperire in tutti i Paesi del mondo a causa della specie umana. Senza documentarsi, la maggior parte di noi (e non solo gli insegnanti) non ha assolutamente idea di ciò che succede nei laboratori di ricerca, nei mattatoi, durante alcune feste profane o sacre, in gruppi di adulti e, purtroppo, anche in gruppi di adolescenti o di bambini che mutilano per divertimento qualche piccolo animale.

Nel corso del presente lavoro, desidero proporre due principali passi utili agli insegnanti per formare loro stessi prima di educare gli studenti:

  • comprendere che la paura ed il dolore causati dall’uomo agli animali sono diventati più significativi rispetto al passato da quando esistono gli allevamenti intensivi;
  • prendere coscienza della sofferenza causata oggi- giorno dall’uomo agli animali attraverso l’uso di siti web, articoli specializzati e libri sul tema; verificando, inoltre, la somiglianza fra le emozioni umane e quelle animali attraverso la lettura di articoli e di libri scritti da ricercatori appartenenti a discipline quali l’etologia
  • Non c’è dubbio, che le condizioni di vita degli animali sono peggiorate vistosamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel momento in cui nei Paesi occidentali nasce e si sviluppa l’allevamento intensivo (Safran Foer, 2010). Come sostiene Harari: “…gli animali cessarono di essere visti come creature viventi che possono sentire dolore, ed incominciano ad essere trattati come Oggi questi animali sono spesso prodotti in serie in strutture che sembrano fabbriche, e i loro corpi vengono modellati secondo le necessità industriali. Passano la loro intera esistenza come ingranaggi di una gigantesca filiera di produzione, e la lunghezza e qualità della loro vita è determinata dalla logica del profitto e della perdita. Anche quando l’industria bada a tenerli vivi, ragionevolmente sani e ben alimentati, non ha alcun interesse intrinseco per i bisogni sociali e psicologici degli animali” (Harary, 2014).
  • Il secondo passo informativo per gli insegnanti è quello di prendere coscienza della sofferenza causata oggigiorno dall’uomo agli animali. Molti siti animalisti sono un ottimo trampolino emotivo per iniziare a conoscere la situazione in cui milioni di animali vivono Le immagini e i video documentate e visibili dai siti web sono talmente cruenti che è impossibile restare impassibili e privi di pietà: cani bolliti vivi in enormi pentoloni, polli talmente vicini gli uni agli altri da non potersi muovere e a cui vengono tagliati i becchi per non beccarsi tra di loro, conigli che vivono la loro breve vita sempre chiusi in minuscole gabbiette impossibilitati a saltare, pesci di ogni specie crudelmente arpionati e lasciati morire soffocati, migliaia di mucche chiuse in enormi stalle e utilizzate come vere e proprie macchine da latte, cani picchiati o impiccati, gatti bruciati vivi, piccole volpi crocifisse, maiali costretti a vivere la loro intera vita in gabbia, agnelli e capretti staccati precocemente dalla madre per essere macellati in onore di qualche festa, mucche, maiali, vitelli, e cavalli macellati quotidianamente spesso senza venire storditi prima della morte, piccole scimmie (in genere macachi rhesus) trasportate in gabbie via aereo verso i laboratori scientifici di tutto il mondo. Di esempi così cruenti ve ne sono molti altri: basta collegarsi tramite internet a qualche sito animalista o a qualsiasi social network per trovarne altri. Tramite la visione tali siti web e video gli insegnanti vedono direttamente con chiarezza e percepiscono emotivamente la realtà che sta realmente dietro alle finte immagini di animali sorridenti, che tutti noi conosciamo in quanto provenienti dalle fiabe, dai cartoni animati o dalla pubblicità televisiva. Gli educatori hanno finalmente la chiara percezione di altri esseri viventi che vengono brutalizzati come individui e che esprimono il loro dolore e la loro tremenda paura attraverso un “non verbale” così significativo da “parlare” alla nostra parte emotiva in modo chiarissimo.

Il passo formativo vero e proprio per gli insegnanti riguarda la lettura di libri e articoli scientifici che fanno riferimento ai processi emotivi e cognitivi esperiti da varie specie animali. La moderna psicologia evoluzionista ci dice, infatti, che le necessità emozionali e sociali di tutti gli animali sono simili a quelle umane. Il primatologo Frans De Wall ha pubblicato numerosi testi in cui sostiene che empatia e solidarietà sono sentimenti che la specie umana condivi- de con altre specie e che tali sentimenti sono essenziali per fondare nuove relazioni (De Wall, 1990; 2016).

A detta di Harary (Harary, 2014): “La maggior parte delle persone che producono e consumano uova, latte e carne, è raro che si fermino a pensare al destino delle galline, delle mucche o dei maiali delle cui carni e prodotti si nutrono. Quelli che invece lo fanno, sostengono in molti casi che in fondo gli animali differiscono ben poco dalle macchine, prive di sensazioni e di emozioni, incapaci di soffrire. Ironia vuole che le stesse discipline scientifiche che hanno modellato le macchine per la mungitura e per la raccolta delle uova, hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, che mammiferi e uccelli posseggono una complessa struttura sensoria ed emozionale. Non solo sentono il dolore fisico ma possono anche soffrire di stress emotivi”. Tutto ciò ci viene suggerito già da tempo negli articoli relativi allo studio del benessere, dell’intelligenza, delle emozioni primarie e secondarie, dei sentimenti e della coscienza degli animali. Inoltre, è noto oramai da tempo che la struttura cerebrale di molti animali sociali su cui si basa la percezione delle emozioni primarie e secondarie è la stessa dell’animale uomo (Bekoff & Pierce 2015; Broom, 2016; Proctor et al., 2013; Rowlands, 2016a).

Seconda parte del progetto: insegnare agli studenti  il  rispetto per gli animali tramite il filtro degli insegnanti

Indubbiamente i libri, gli articoli, i siti web di cui abbiamo parlato nella prima parte dell’articolo sono adatti agli insegnanti ed eventualmente agli studenti già quasi adulti, ma non agli studenti che frequentano il primo ciclo scolastico. La presenza e mediazione attiva degli insegnanti è necessaria come filtro educativo, poiché le immagini e i contenuti sono troppo cruenti. Rinunciare però a insegnare il rispetto verso gli animali agli studenti giovanissimi sarebbe però un vero peccato. Secondo Isicat: “L’insegnamento dei diritti degli animali è uno dei modi più efficaci di aprire le menti delle persone alla natura di tutti gli esseri non umani e di convincere la gente a mettere in discussione il modo in cui fino a ora gli animali sono stati trattati. Questo è particolarmente vero quando si parla di educazione dei bambini” (Isicat, 2013).

Come alcuni anni fa l’associazione Peta ha sottolineato nel suo sito web: “Gli esseri umani hanno sempre creato barriere arbitrarie per escludere gli esseri che non sono come loro e hanno giustificato così guerre, schiavitù, violenza sessuale, conquiste militari con l’errata convinzione che chi è “diverso” non prova sofferenza e non è degno di considerazione morale”. In qualità d’insegnanti si ha invece la possibilità di educare gli studenti spiegando loro che tutti gli animali provano dolore, paura o felicità come noi. Insegnare l’empatia e la compassione per gli animali aiuta non solo gli animali stessi, ma anche riduce la probabilità che i bambini crescendo possano diventare adulti crudeli, mancanti d’empatia e compassione. L’educazione servirebbe quindi a molteplici scopi: ridurre il numero dei casi di abuso animale; ridurre i casi di bullismo fra i bambini e poi fra i ragazzi; infine, ridurre la presenza di adulti delinquenti, che prima di seviziare gli esseri umani hanno spesso seviziato molti animali.

Dalla lettura delle Linee Guida all’Educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile, pubblicate anni fa in Italia dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, si evince l’importanza che oggigiorno hanno fattori quali l’educazione e la formazione verso il rispetto dell’ambiente. Si chiede finalmente ai giovani di   assumere   comportamenti e scelte personali ecologicamente sostenibili e di rispettare e preservare la biodiversità nei sistemi ambientali. Indubbiamente tali comportamenti “… rivestono oggi una peculiare importanza in quanto, parallelamente all’aggravamento delle questioni ambientali e alla presa di coscienza delle complessità delle soluzioni, si è sviluppata la necessità di informare i cittadini su tali argomenti per sensibilizzarli e, al contempo, contribuire alla crescita della consapevolezza, ma soprattutto della responsabilità individuale e collettiva” (Autori Vari, 2014).

Nel ottica del presente progetto, pro- pongo l’idea di integrare tali Linee Guida inserendo l’argomento educazione e rispetto verso gli animali, che nelle linee guida è toccato solo in maniera indiretta. L’obiettivo è quello di educare gli studenti al rispetto degli animali, alla loro tutela e salvaguardia; trasformando quella che fino a ora è stata un’iniziati- va dei singoli insegnanti, in una vera e propria materia scolastica, con tanto di libri di testo ed insegnanti specializzati. Non è più possibile negare che l’educa- zione al rispetto degli animali ha un elevato valore etico e di formazione della coscienza civile, in quanto predispone i giovani alla conoscenza e al rispetto degli altri esseri viventi.

Altri Paesi quali Gran Bretagna e India utilizzano già da tempo nelle scuole dei percorsi educativi interdisciplinari. Per quanto riguarda la Gran Bretagna, questi percorsi sono progettati da Helping Animals.com e da TeachKind. org (siti reperibili online). Grazie a questi percorsi educativi si suggerisce di costruire relazioni interdisciplinari fra le singole materie: per esempio il tema dell’etica verso gli animali è molto rilevante sia per i docenti che insegnano la lingua madre agli studenti, sia per gli insegnanti di religione; mentre la sperimentazione animale e il vegetarianismo sono temi rilevanti sia per gli insegnanti di scienze, sia per quelli di religione. An-

che le mete d’istruzione possono rivelar- si estremamente utili; per esempio una “gita” al rifugio per animali della pro- pria città aiuta gli studenti a vedere con i loro occhi la triste vita di animali non umani che sono stati abbandonati dai loro compagni umani. Inoltre, invece di chiedere ai ragazzi di scrivere un tema di fantasia o legato al programma di antologia, si può chiedere agli studenti di scrivere una lettera al presidente di un rifugio locale per animali; oppure, una lettera ai vari negozi di animali chiedendo loro di impegnarsi affinché cani e gatti non vengano mai venduti, ma solo adottati dai rifugi. Un altro esempio di percorso educativo interdisciplinare può essere quello di organizzare una visita al Comune di residenza per ottenere dai relativi registri il numero esatto di animali da compagnia presenti nella zona; in questo modo l’insegnante è in grado d’introdurre semplici concetti di statistica descrittiva (i.e. percentuali e frequenze) utili nei programmi di ma- tematica e di scienze.

Per quanto riguarda l’India esiste un’Organizzazione non Governativa che collabora da tempo con le scuole. Lo scopo di tale Organizzazione è quel- lo di educare la giovane generazione alla compassione e all’empatia verso gli esseri non umani. Tale Organizzazione ha costituito uno specifico gruppo de- nominato: il “Club dei bambini compassionevoli” per instillare nei giovanissimi la sensibilità, così come l’interesse verso la causa del benessere degli animali. L’obiettivo principale è quello di pianificare corsi e attività divertenti (saggistica, poesia, cartelloni, disegni) con premi finali da assegnare ai vincitori in certe fasce di età.

Tutte queste idee potrebbero venire utilizzate anche nelle nostre scuole, con opportune modifiche a seconda del grado scolastico.

Conclusioni

In conclusione è importante eliminare il sistema dell’allevamento in- tensivo che, oltre ad aggravare la fame nel mondo, mette in serio pericolo la sopravvivenza stessa del nostro pianeta provocando grosse quantità di gas serra. Purtroppo, come sottolinea l’Ente Nazionale Protezione Animali, nei con- fronti di questo problema non sono mai state prese contromisure adeguate. Sottolineo che tutto questo legiferare andrà indubbiamente contro il profitto di numerose multinazionali; ma se non si agirà in tempo la conseguenza sarà inevitabile: la distruzione dell’ecosistema terra e di conseguenza l’autodistruzione della nostra specie e delle altre specie presenti sul nostro pianeta.

Anche noi piccoli consumatori, possiamo dare un importante contributo non mangiando carne e pesce e non be- vendo latte e derivati (o almeno limitandone di molto il consumo per chi non vuole fare una scelta etica) e sostituendo le proteine animali con quelle vegetali. Ogni singolo individuo deve imparare a non sprecare, a riciclare il riciclabile, a non sporcare. Ognuno di noi dovrebbe camminare con delicatezza su questo pianeta senza lasciare, metaforicamente, un’impronta indelebile. Oramai i danni che la Terra ha subito in questi millenni di sfruttamento sono quasi ir- reversibili. Assumere comportamenti e scelte personali ecologicamente sostenibili; rispettare e preservare la biodiversità dei sistemi ambientali è un dictat che tutti dovremmo rispettare e per cui è necessario lottare quotidianamente ed insegnare tutto ciò agli studenti.

In conclusione, ritengo che il lavoro educativo che gli insegnanti potrebbe- ro fare con gli studenti della scuola del primo ciclo e, successivamente, anche con studenti di altri livelli scolastici, possa diventare una parziale “soluzione” per controllare un processo economico da sempre volto esclusivamente al profitto e che ha portato e continua a portare un massiccio contributo all’inquinamento del nostro pianeta. L’educazione delle nuove generazioni al rispetto verso gli animali è certamente solo una piccola parte; ma è una parte essenziale, poiché i bambini ed i ragazzi di oggi saranno gli adulti di domani e dovranno essere pronti a gestire situazioni climatiche e di perdita della biodiversità vegetale ed animale già oggi considerate estreme.

CATERINA FERESIN
Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Jurai Dobrila University of Pula

 

Bibliografia-
– Autori vari, (2014). Linee guida all’edu- cazione ambientale per lo sviluppo sostenibile. Ministero dell’Istruzione e della Ricerca.
– Bekoff, M., Pierce, J., (2015). L’intelligen- za morale degli animali. Baldini & Ca- stoldi, Milano.
– Broom, D. (2016). Sentience and animal welfare: New thoughts and controver- sies Animal Sentience, 057 (8 pages).
– De Waal, F., (1990). Far la pace tra le scim- mie. Rizzoli 1990.
– De Waal, F., (2016). Siamo così intelligenti da capire l’intelligenza degli animali? Raf- faello Cortina Editore, Milano.
– Harari, Y. N., (2014). Da animali a dèi. Bre- ve storia dell’umanità. Bompiani editore Isacat B., (2013). How to do Animal Rights in: http://www.animalethics.org.uk/ How-to-Do-Animal-Rights-2013.pdf
– Proctor H.S., Carder G., Cornish A.R., (2013). Searching for animal sentien- ce: a systematic review of the scienti- fic literature. Animals; 3, 882–906.
– Rowlands, M., (2016a). Are animals persons? Animal Sentience 2016.101_ Safran Foer, J., (2010). Se niente importa. Per- ché mangiamo gli animali? III ed Guanda.

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