Uffa, che noia!

Henrike Wilson

Uffa, che noia!

Beisler editore, Roma 2017,

pp. 28, € 15,00

Età di lettura: a partire dai 3 anni

I primi mesi del 2020 rimarranno sicuramente nella mente di tutti noi come i mesi del Covid19, i mesi della quarantena, del- le scuole chiuse, delle aziende chiuse, dello smart working e delle mascherine…

E proprio in questi mesi in una situazione così surreale quasi da film, sembra che più che il virus quello che ci ha fatto più paura sono state le relazioni umane. In questa convivenza obbligatoria 24 ore su 24 quello che ci ha preoccupato e spaventato di più è come passare tutto questo tempo “vuoto” con i nostri mari- ti, le nostre mogli, ma ancor di più con i nostri figli. Già quei figli che durante l’anno se ci pensiamo bene vediamo davvero poco durante la settimana, noi al lavoro, loro hanno la scuola, lo sport, gli amici. In una quotidianità che dai più piccoli ai più grandicelli è occupata da tante di quelle attività che la convivenza si riduce a poche ore di gioco prima di andare a dormire.

Sembra che questi giorni di quarantena abbiano messo alla prova soprattutto mamme e papà, che non sapevano più cosa far fare a questi bambini/ragazzi. Fare… ecco la parola d’ordine. Perché bi- sogna sempre “fare” qualcosa, altrimenti… altrimenti? Ci si annoia. Ah la noia… questa cosa orribile, da rifuggire un po’ come il virus. Ma siamo così sicuri che la noia sia così negativa? Siamo così sicuri che annoiarsi per un po’ non sia un bene?

Riscoprire il valore e la necessità della noia, di avere tempo a disposizione non organizzato; è questo il messaggio di Uffa, che noia! un meraviglioso albo illustrato di Henrike Wilson edito da Beisler editore un paio di anni fa.

L’autrice tedesca è molto nota nel campo della letteratura per l’infanzia, autrice e disegnatrice.

E con le sue meravigliose illustrazioni a tutta pagina e poche parole in questo “semplice” albo Wilson ci racconta la noia di un piccolo orso di nome Orsacchiotto, che in una giornata uggiosa non sa proprio cosa fare, finché triste e rassegnato si sdraia in un prato a non fare niente… niente di niente. E il tempo passa, e nel non fare ecco che tutto accade, nuove sensazioni come il vento sulla pelliccia, nuovi incontri, nuove scoperte e nuove idee.

Dal non fare niente ecco che sbuca, un po’ come un fiore dalla neve, una generatività nuova, inaspettata, mai esperita durante la quotidianità in cui nei tempi frenetici e riempiti di cose e attività questo fiore è soffocato, non trova uno spiraglio per uscire dallo strato di neve. La noia, il non far niente fa così tanta paura ad alcuni genitori che si è dovuto riempi- re il tempo con attività a distanza e virtuali, non che sia un male, anzi! Ma non si può essere sempre connessi, ecco che allora sa- per gestire quei momenti di noia e di vuoto, o meglio ancora saper godere di quei momenti di noia e di vuoto diventa l’occasione per vivere al meglio e approfittare di questo tempo con i nostri figli.

Se vi capiterà allora di annoiarvi ancora, fate come Orsacchiotto… non fate niente, niente di niente, aspettate solo che qualcosa succeda. Perché qualcosa succede sempre.

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