Il rischio di educare. Storie di adolescenti e adulti in relazione

Margherita Mainini

Lamberto Bertolé (a cura di)

Il rischio di educare. Storie di adolescenti e adulti in relazione

Laurana Editore, Milano 2018,

pp. 204, € 15,00

Scrive il curatore in apertura del capito- lo introduttivo: “Questo libro affronta, utilizzando lo strumento del racconto, la questione del rischio educativo e di cosa significhi educare quando si parla di adolescenti.”. E più avanti: “Questo libro è un invito ad assumersi non solo il rischio di educare ma anche quello di raccontarsi, investendo sulla riconoscibilità sociale del proprio ruolo.”.

Le storie presentate nel testo testimoniano l’importanza del lavoro educativo competente e ne individuano l’efficacia non solo per coloro che ne beneficiano direttamente ma anche per la collettività intera. Inoltre, in prima istanza, con il rendere pubblico il proprio percorso, sono gli autori stessi a riconoscere il proprio agire professionale, a dare giusto valore all’attività che hanno imparato a svolgere con studio, dedizione e pratica sul campo.

I contributi autobiografici del libro sono scritti con stili diversi, alcuni sono più descrittivi altri più riflessivi. I temi trattati riguardano episodi particolarmente significativi o evidenziano peculiarità di relazioni educative con adolescenti pro- vati da esperienze traumatiche e che si sentono essenzialmente soli, senza positive figure di riferimento. Le educatrici e gli educatori che si raccontano lo fanno mettendo in primo piano l’importanza della qualità di un rapporto che, senza utopistiche pretese di cambiare l’altro, possa aprire a modalità relazionali accettanti e costruttive.

Dalle diverse narrazioni emergono degli aspetti ricorrenti sia su quanto chiedono i ragazzi agli educatori, sia su quanto si aspettano questi ultimi dagli adolescenti seguiti.

I primi, persone con ferite affettive pro- fonde, spesso senza ormai più fiducia negli altri, hanno bisogno di adulti che si comportino come tali, che non vadano in pezzi e che mantengano una posizione contenitiva. I secondi, professionisti della relazione, lontani quindi da sentimenti e pensieri di onnipotenza salvifica, hanno l’obiettivo di essere vis- suti come modelli di adulti affidabili, di adulti “presenti”.

Chi affronta relazioni educative sa bene che non può necessariamente aspettar- si sempre dei successi. Questi spesso, parzialmente, temporaneamente o stabilmente, si realizzano, ma, altrettanto frequentemente, si riscontrano falli- menti e delusioni. Ogni educatore, che sa tradurre il suo sapere in saper fare e che sa riflettere sulla propria esperienza, è pronto sia a gioire della soddisfazione per esiti positivi, sia a reggere la frustra- zione per esiti negativi.

Lo scrivere di incontri con adolescenti è essenzialmente strumento di riflessione sull’attività educativa intrapresa; uno strumento di comprensione prima individuale e poi collettivo nel momento del fondamentale confronto in équipe. “Il racconto offre la straordinaria possibilità di portare alla luce la carne viva del rapporto educativo.”. La rielaborazione scritta del rapporto professionale vissuto ne mette in evidenza gli elementi di rischio, fa luce sulle diverse insidie che possono presentarsi nel rapporto duale adolescente-educatore, sulle molteplici e imprevedibili necessità di scelta, sul peso della responsabilità formativa. La narrazione porta, quando necessario, a correggere eventuali errori relazionali, a riconquistare la giusta distanza educativa, imprescindibile affinché si possa realmente aiuta- re a crescere.

La rilettura delle proprie narrazioni, e la riflessione individuale e collettiva sul- le stesse, favorisce funzionali processi di autovalutazione sulla competenza del saper mantenere l’equilibrio fra presenza significativa e corretta posizione educativa.

Il testo si propone come pratica formativa sia per gli operatori che in esso si raccontano sia per gli operatori che, con la lettura, si confrontano con esperienze di altri. Ed è anche utile strumento di conoscenza per chi si accosta al mondo complesso e impegnativo dei professionisti che affiancano persone “ferite” in un momento della loro vita già di per sé difficile quale è l’adolescenza.

 

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