Il Deserto La Notte Il Mare

Andrea Chimenti

Il Deserto La Notte Il Mare

VREC, 2021 € 16,50

di Goffredo Villa

Il Deserto La Notte Il Mare è il decimo album da solista per Andrea Chimenti, ex cantante dei Moda, gruppo new wave italiano degli Anni ‘80. Si tratta di un’o- pera davvero complessa da catalogare e descrivere in quanto, oltre all’ambito musicale, comprende anche quello poetico, filosofico e letterario. Il suo autore, d’altra parte, non può essere certamente definito unicamente come cantautore: attore teatrale e cinematografico, autore di colonne sonore, curatore di installa- zioni e sonorizzazioni di mostre e filmati d’arte, scrittore di racconti e composito- re di opere audio-narrative proprie e a partire da testi di altri autori. E questo è solo un rapido elenco che non rende l’idea della vera poliedricità dell’arti- sta emiliano. Rimasto sempre nell’ambiente della musica indipendente, ha evitato di snaturare il proprio stile e di farsi influenzare da canoni più popolari. Il Deserto La Notte Il Mare presenta una fortissima valenza metaforica già nel suo titolo, come dichiara l’autore: “Ho cercato tre parole che potessero rappresentare il nostro tempo: il deserto, la notte e il mare sono tre parole e tre condizioni spirituali dell’anima che tutti, prima o poi, ci troviamo a dover attraversare o a fronteggiare. Il deserto è anche il deserto culturale che viviamo oggi, l’umanità vive di deserto, culturale e spirituale. La notte è una conseguenza di questo, la notte dello spirito, rappresenta il buio quando non si ha una luce per capire la nostra strada, quella da proseguire. Il mare invece rappresenta la distanza, ciò che dobbiamo affrontare, che spesso è burrascoso e ci separa dall’arrivo quindi dal luogo della speranza che è anche un luogo che ha a che fare con la psiche, con la profondità: spesso abbiamo timore a indagare dentro di noi, il mare rappresenta proprio questo. Al di là della simbologia di queste tre parole, sono tre luoghi, tre spazi e condizioni che anche un’umanità reale si trova a dover affrontare oggi; popoli che trasmigrano, popoli che cercano in Europa la salvezza perché vengono dalla disperazione, devono realmente attraversare il deserto, la notte, buia anche da una condizione interiore e il mare con un gommone”. Il percorso inizia con Dove Ho Posto Il Mio Amore nel quale sulla base noir di pianoforte, flauto e il sassofono di David Jackson si muove strisciante e sibilante il recitato di Andrea Chimenti, trasformato poi in canto dalla scossa travolgente della chitarra. La stanca ed elettronica In Eterno riscontra sonorità alla David Bowie e cita Shakespeare nel ritornello: “Love’s not time’s fool, though rosy lips and cheeks / Within his bending sicle’s compass come” (“L’amore non è alla mercé del tempo anche quando labbra e gote rosate / Cadranno sotto l’artiglio della sua curva falce”). Beatissimo e KY sono entrambi brani composti con Antonio Aiazzi (Litfiba): il primo, con il clarinetto di Roberta Visentini, è una specie di cantico di ringraziamento per gli elementi che si realizzano pienamente solo nell’in- contro con i propri opposti: “Beatissima la luce che del buio è il vanto” e “Beatissima la partenza che del ritorno è il sogno”; il secondo, contrazione di Kyrie Eleison, suona come tetro racconto di un’entità mostruosa: “È l’uomo scimmia con una mano fruga nel mondo e con l’altra fa penitenza” e “L’uomo scimmia uccide la madre e il padre e versa il sangue del figlio”, intervallato da un coro che recita una preghiera salvifica costante e insistente: “Kyrie eleison, Christe eleison”. La ninna nanna Bimbo viene accompagnata da archi e pianoforte in un’atmosfera solenne e malinconica, dolce e drammatica allo stesso tempo: il testo parla di una mamma e un bambino che intraprendono un viaggio alla ricerca di una speranza e di un futuro migliore. Il raffinato pop di Milioni porta con sé le sfumature eteree di un sogno. Gli ex-C- si Ginevra Di Marco (voce) e Francesco Magnelli (pianoforte) partecipano a Al- lodola Nera, canzone di un’intensità e delicatezza uniche: “Sdraiata in un giaciglio di sogno / Perché d’amore non puoi fare sen- za”. Garcia, incalzante e vorticosa, rilegge liberamente una composizione dello spagnolo Federico Garcia Lorca; in Felice, una voce sintetica si ode in lontananza tra lampi di luce e graffi di chitarra; Oltremare, cupa e ondeggiante, invoca la sensazione di smarrimento alla ricerca della terra tanto desiderata. Completa la raccolta Niente È Impossibile che, coi suoi ritmi tribali, ci invita a bloccare il male ed a riappropriarci del nostro futuro. Il Deserto La Notte Il Mare è un lavoro davvero molto complesso e strutturato, appassionato e riflessivo. Canzone dopo canzone si ha l’impressione di entrare in una dimensione sempre nuova, in un tempo e in un luogo non definiti ma che, alla fine, riconosciamo come umanamente vicini a noi. Un costante viaggio all’interno dell’animo umano quale è la vita stessa.

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