Maid

Titolo: Maid

Formato: Serie TV – Fiction

Genere: Drammatico

Produzione: USA

Anno:  2021

Ideata da: Molly Smith Metzler

Durata: 47-59 min (episodio)

Dove: Netflix

di Federico Gaudimundo

Sinossi

Ispirata dal memoir di Stephanie Land Domestica: Lavoro duro, Paga Bassa, e la voglia di sopravvivere di una Madre, Maid racconta la storia di Alexandra Russell, una giovane madre che nel cuore della notte, di una notte come tante altre, fugge dalla casa (una roulotte per la verità) del compagno Sean portando con sé la figlia Maddy di 3 anni, l’automobile e 18 dollari.

Con quella notte, Inizia la lotta di Alex per costruirsi un’indipendenza economica, sociale ed emotiva. Contro la burocrazia che impedisce a una madre sola e senza soldi di usufruire con semplicità degli aiuti che gli spetterebbero. Contro un compagno che riesce ad esse- re violento pur non alzando le mani ma esercitando il potere della dipendenza. Contro lo stigma sociale verso una donna che fa le pulizie per sopravvivere e dunque ai margini di una società plasmata sul possesso di denaro che dà e toglie potere.

Contro il giudizio dello Stato che non consente sfumature e decide le regole in base a standard impersonali e arbitrari. E, non ultimi, Alex combatterà i propri fantasmi personali, i propri limiti impersonificati anche da una madre bipolare (la bravissima Andie MacDowell madre della protagonista anche nella vita) e un padre dall’animo oscuro.

Pedagogika Point of view (PPOW) Maid è ricco di piani di lettura interessanti: dalla critica verso un Paese che abbandona i propri abitanti più fragili e che non consente ai talenti di emergere se non hanno la fortuna di nascere con delle possibilità economiche.

Al tema della violenza emotiva che subiscono molte donne, in silenzio, senza la possibilità di affrancarsi dalla dipendenza da uomini autoritari e vili e sen- za poter dimostrare di essere vittime in mancanza di “segni” evidenti sul corpo, come se le ferite dell’anima bruciassero di meno.

Non c’è una figura maschile positiva nella serie. Nemmeno quelle che lo sembrano. La solidarietà e il sostegno arrivano invece dalle reti femminili, dal centro antiviolenza a cui si rivolge subito Alex, ad altre donne, di ogni estrazione sociale che in un modo o nell’altro riconoscono in Alex i tratti comuni anche della propria sofferenza.

Il “Viaggio dell’eroe” di Alex è un per- corso di liberazione periglioso e spaventoso, come tutti pieno di insidie e in- versioni a U. Ma è un viaggio percorso con la forza della dignità, rappresentata magistralmente da una splendida Margaret Qualley che ci restituisce il ritratto di una madre e di una donna che nono- stante tutto non perde mai la speranza e con essa la voglia di andare avanti, di concedersi un’altra possibilità.

Il cast di contorno è ugualmente all’altezza del compito e rende questa serie uno dei migliori prodotti del 2021, assolutamente da non perdere.

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