Tre Piani

Titolo: Tre Piani Formato: Lungometraggio Genere: Drammatico

Produzione: Italia, Francia Anno: 2021

Regia: Nanni Moretti

Durata: 119’

Dove: Al Cinema

di Federico Gaudimundo

Sinossi

Un’auto che nel cuore della notte in- veste una donna e finisce nell’apparta- mento al piano terra di una palazzina borghese nel cuore di Roma, di Lucio e Sara coniugi in carriera, con la necessità di lasciare quotidianamente la piccola Francesca agli anziani vicini Giovanna e Renato. Alla guida un giovane, Francesco, che abita con i genitori, Dora e Vittorio entrambi giudici, al terzo piano di quello stesso condominio.

L’incidente avviene proprio mentre da quella stessa palazzina sta uscendo Monica per correre all’ospedale e partorire il suo secondo figlio, in assenza del padre, Giorgio, sempre in viaggio per lavoro.

In una singola sequenza Nanni Moretti, ci fa irrompere nelle vite degli abitanti dei Tre Piani, in modo dirompente ma essenziale come la recitazione che il regista ha imposto ai propri interpreti.

Per la prima volta alle prese con un testo non originale ma tratto dall’omonimo libro di Eshkol Nevo (di cui consigliamo a nostra volta la lettura), Moretti, tra- sporta la storia da Tel Aviv alla Roma contemporanea senza perdere l’essenza della vicenda magistralmente narrata nel libro dello scrittore Israeliano.

Una sera, Renato, a cui è stata affidata Francesca, scompare con la bambina per molte ore. Quando finalmente i due vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile. Monica combatte con la solitudine e contro la paura che diventa ossessione di aver ereditato dalla madre la malattia mentale. Dora e Vittorio debbono confrontarsi con la richiesta del figlio di essere aiutato ad evitare il carcere, nonostante non abbia alcun accenno di pentimento.

Pedagogika Point of  view (PPOW) I tre piani nel film come nel romanzo, rappresentano i tre stati dell’IO elaborati da Freud e personificati da Scamarcio, un padre rabbioso e ossessionato dalla propria visione della realtà, Alba Rohrwacher una madre amorevole ma bisognosa di amore e lo stesso Moretti giudice severo, dalla morale integra.

Ma non è questo l’unico piano che ci consente di apprezzare il film.

Le storie inevitabilmente intrecciate delle famiglie di tre piani ci restituiscono nel dolore delle vicende, la capacità delle persone, in particolare delle donne che attraversano quelle sofferenze, di trovare speranza e salvezza anche dentro l’infelicità che la vita e le circostanze propongono.

Non aspettatevi il Moretti che conosce- te e che probabilmente avete apprezzato nelle sue produzioni più famose.

Tre piani riesce a toccarci profondamente nonostante o forse proprio grazie alla scelta di raccontare la vicenda in modo apparentemente distaccato e privo di qualsiasi ironia, atipico nel cinema Morettiano. Ma dentro quella apparente “lontananza” ritroviamo noi stessi, riusciamo a ricomporre i tre piani e riconciliarci con la vita comunicando con la nostra parte più profonda. Il film non ha avuto unanimità dei consensi, va detto. Noi ve lo consigliamo senza indugi

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