21 aprile: giornata della creatività e dell’innovazione

Di REBECCA CONTI

Creatività e innovazione sono termini che si presentano spesso insieme, non solo perché hanno in comune il senso della novità, del mutamento e della trasformazione, ma anche perché dipendono l’una dall’altra: solo da una capacità creativa, infatti, si possono creare idee innovative. Il pensiero corre immediatamente ai prodotti innovativi realizzati da particolari abilità creative; cioè a quel progresso scientifico e tecnologico che tanto sta cambiando le nostre vite. E proprio perché l’essere umano è fatto per innovare ed essere innovato, ci sembra utile andare a fondo delle due parole che titolano questa giornata mondiale. Cosa vuol dire progredire, fare un passo avanti? Cosa significa essere creativi?
La capacità creativa, antropologicamente parlando, non è prerogativa elitaria di qualcuno, ma si trova insita in ogni percorso di crescita, che sia individuale o collettivo. Per esemplificare, pensiamo a quando misuriamo l’altezza di un bambino: la nuova tacchetta che si va a segnare sullo stipite della porta è il segno tangibile di un cambiamento, di un’innovazione, che dipende dalla meravigliosa creatività della vita. Pensiamo anche a cosa accade in un percorso terapeutico: attraverso un certo linguaggio e un certo ragionamento, il terapeuta guida il paziente verso la distensione della propria storia, ma è poi il paziente stesso a sciogliere i propri quesiti interiori, a vestire di un nuovo significato i propri vissuti ed emozioni e, così, a superare le difficoltà. In generale, in età giovanile o senile, in terapia psicologica o meno, le circostanze della vita chiedono a ognuno di rispondere in modo creativo – personale, speciale, irripetibile – a ciò che accade. Ed ogni risposta varia sorprendentemente a seconda delle preziose differenze di ciascuno.
Che cos’è allora la creatività? Biasion la definisce come una capacità composta da più aspetti: fluidità – originalità, flessibilità, elaborazione – e sensibilità ai problemi[1]. La creatività sembra essere quindi una lente che va oltre allo stato superficiale delle cose, qualcosa che davanti alla realtà crea un orizzonte nuovo non visibile a primo acchito. Lo sviluppo della creatività nelle nostre vite ci permette allora di combattere quella rigidità[2] che, davanti alle difficoltà, ci rende immobili, paralizzati e invischiati nei problemi stessi.
Diversi psicologi e studiosi del tema hanno sottolineato come la creatività sia una qualità che può essere stimolata e che la mente possa essere effettivamente allenata a creare nuovi legami e nuove connessioni tra le idee2. Si tratta di esercizi quotidiani che culminano con un approccio che sostiene generalmente il processo creativo. Impegnarsi in sfide in cui si crede, approfondire e appassionarsi ad un tema, sorprendere e lasciarsi sorprendere dal mondo: sono tutte piacevoli abitudini che aprono le porte a nuove strategie, magari mai pensate prima.
Davanti alle annose questioni che caratterizzano la nostra epoca, è necessario più che mai saper convivere con l’incertezza e con la complessità del reale. Per fare ciò, è essenziale saper essere creativi: fidarsi delle nostre intuizioni, così come affidarsi e paragonarsi con i punti di vista altrui.
L’innovazione ci apre così gli occhi ad un nuovo futuro e la creatività ci offre gli strumenti per contemplarlo e farlo nostro, lasciando così nel mondo un segno imperituro di noi.

 

 

[1] Cfr. Biasion, Il cervello e la creatività: le basi neurali e molecolari del processo creativo, State of Mind, 2017.

2 Cfr. Csikszentmihalyi M., Creativity, NewYork, HarperCollins, 1997.

 

 



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